Disperato appello di Famiglia Cristiana ai cattolici: SVEGLIA. Sta dilagando il pressapochismo e l'interesse privato. Diamoci una smossa.
Famiglia Cristiana 1.12.02
LA SITUAZIONE DEL PAESE E IL RUOLO DELLA COMUNITÀ CRISTIANA
IL DESTINO DELL’ITALIA
È NELLE MANI DEI CITTADINI
Nel nostro Paese sempre più si possono distinguere due categorie di cittadini. Ci sono quelli, e sono legioni, che stanno alla finestra a osservare che aria tira per accodarsi e intrupparsi in quella che è definita "maggioranza silenziosa e consenziente", pronti a dare il proprio consenso ai vincenti per assicurarsi tranquillità e sicurezza, privi di senso critico e carenti di vivacità intellettuale.
Ci sono poi quelli che, invece, fortunatamente si rimboccano le maniche, si coinvolgono nelle vicende travagliate della Storia, si fanno carico con spirito di autentico servizio del bene comune, difendendo, a proprio rischio e pericolo, la legalità, la giustizia, l’onestà, promuovendo l’uguaglianza sociale e la dignità dei cittadini, pagando di persona il prezzo della loro esposizione al giudizio spesso negativo di chi, stando a guardare, si può permettere di criticare e di bocciare ogni tentativo di rinascita e di rigore morale.
Anche la Chiesa si trova, purtroppo, a fare i conti con il qualunquismo e l’indifferenza da una parte, e dall’altra a convogliare le energie più vive e profetiche in un contesto autentico di partecipazione, di corresponsabilità e di condivisione. Sempre più difficile diventa per le nostre comunità cristiane creare quel clima di fraternità e di solidarietà che è la conseguenza di ineludibili scelte evangeliche.
Il ruolo educativo della Chiesa al sociale e al politico, vissuti nella logica della carità, rischia di vanificarsi e di trasformarsi, qualche volta, addirittura in connivenza o in latitanza, quando la profezia rivoluzionaria dell’Evangelo si stempera e si diluisce in posizioni di equidistanza e di strategia equilibrista.
La vocazione a essere «sale della terra» e «luce del mondo» rischia di deteriorarsi e di non essere più sacramento di Verità e di Comunione, per rinnovare il mondo e renderlo capace di aprirsi all’accoglienza del Regno di Dio.
Ci sono sul tappeto, oggi, problemi e drammi che riguardano la guerra, il terrorismo, l’amministrazione della giustizia, la promozione e la difesa della vita, lo Stato sociale, i diritti inalienabili di ogni uomo alla salute, all’istruzione e alla dignità della condizione umana, l’attenzione solidale primaria ai più deboli e a coloro che non hanno voce, che esigono dai cristiani una presa di posizione più forte e più chiara, più lineare e più combattiva.
Quale sarà – molti si domandano – il destino dell’Italia se i cittadini saranno disposti a digerire tutto, ad accettare per buono tutto, senza reagire con un salto di qualità sociale ed etico, che faccia da argine al dilagare del pressappochismo, dell’interesse privato e dei privilegi di pochi?
È una domanda che mi faccio continuamente e a cui cerco di dare risposta, anche se inadeguata e fragile, con il mio servizio episcopale a Pisa.
Ma è una domanda che giro ai lettori affinché trovino una risposta con un nuovo sussulto di buona coscienza.
Alessandro Plotti




Rispondi Citando
.....
...ronf...ronf...)
