Un sondaggio: il sessanta per cento dei russi dice di credere in un dio personale. Diminuiscono gli atei. Il numero dei non credenti dichiarati non supera il 16%.


MOSCA - Idolatri. All'epoca degli zar, quando il culto della personalità faceva i conti solo con le pretese terapeutiche di monaci come Rasputin. Atei. Con la rivoluzione d'Ottobre, quando la marea delle idee "belle" travolse non solo una intera nazione ma rischiò di investire il mondo intero. Iconoclasti, addirittura, nella furia distruttiva dei rivoluzionari che investì le strutture cristiane occidentali. E adesso? Il crollo del muro di Berlino ha spazzato via comunismi e rivoluzioni e ora anche la bandiera rossa dell'ateismo russo, vessillo per tutte le rivoluzioni di pensiero mondiali per almeno una trentina d'anni, rischia di diventare una bandiera bianca. Sì, perché in Russia sta prendendo piede la fede religiosa. Stando a un sondaggio pubblicato dall'istituto Romir , partner dell'americano Gallup, nella Russia postcomunista un'ampia maggioranza di persone dice di credere in Dio.

Il sessanta per cento degli intervistati ammette di credere in un dio "personale". A questo si aggiunge un 20,9 per cento che afferma di credere in qualcosa ''qualcosa di spirituale'' o ''in un'entità superiore''. Non superano il 16,5 per cento del totale degli intervistati gli atei dichiarati ma solo un 2,6 per cento rifiuta di rispondere. Ma la frequenza delle pratiche religiose appare meno diffusa. A fronte di un 23,5% di russi che afferma di pregare con una certa regolarità (ogni giorno o ogni settimana), vi è un altro 30 per cento che lo fa saltuariamente e un 45,9% che dice di non trovare il tempo.

Fra i credenti, altissima resta la percentuale delle adesioni alla chiesa cristiana ortodossa: il 69,3 per cento degli intervistati dice di aderire. Aumenta la percentuale dei musulmani praticanti (pari al 2,5%), più forte è la crescita dei cristiani non ortodossi (cattolici e protestanti), che salgono al 2,9%. I buddisti ammontano allo 0,4%, i seguaci di altre fedi, come l'ebraismo, una delle religioni in testa, raggiungono l'1,2% e il numero di quelli che non si riconoscono in nessuna confessione religiosa costituita supera di poco il 22%




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