Iraq: quarto giorno di ispezioni, dubbi su effetto sorpresa
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ROMA - Il costo di una guerra d'invasione e di una successiva occupazione dell'Iraq potrebbe aggirarsi per gli Stati Uniti fra i 100 e i 200 miliardi di dollari, secondo valutazioni non ufficiali elaborate da gruppi del Congresso e da altri esperti e pubblicate oggi dal Washington Post nella sua edizione online. Se pero' il conflitto si prolungasse e il presidente iracheno Saddam Hussein appiccasse fuoco ai pozzi petroliferi del paese, i costi indiretti della guerra potrebbero essere assai maggiori, secondo quanto indicato al giornale dagli economisti interpellati. Secondo le valutazioni dell'Ufficio del Congresso per il bilancio, (non schierato), e da personale della minoranza democratica alla commissione bilancio della Camera, una guerra breve e risolutiva, con l'impiego di 250 mila militari americani potrebbe costare fra i 44 e i 60 miliardi di dollari, mentre un conflitto prolungato potrebbe costare fino a 100 miliardi. A paragone, la guerra del Golfo del gennaio-febbraio 1991 costo' l'equivalente di circa 80 miliardi di dollari attuali. Dopo il conflitto, afferma al WP l'economista militare Michael O'Hanlon della Brookings Institution, 'sara' necessaria una vasta Forza di stabilizzazione per alcuni anni'. E sulla base del costo di Forze analoghe in Bosnia e Kosovo, O'Hanlon calcola che gli Usa dovrebbero spendere fra i 15 e i 20 miliardi all'anno come loro quota - ipotizzando che Washington si assuma i due terzi del costo - con una spesa aggiuntiva variabile fra i 50 e i 100 miliardi di dollari a seconda di quanto lungo sarebbe il periodo di missione in Iraq di tale Forza di stabilizzazione e mantenimento della pace. Facendo il totale con il costo di un'invasione, il totale oscilla dunque fra i 100 e i 200 miliardi di dollari.




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, tanto ci andranno sè non sarà oggi, sarà domani
