UN MANIFESTO PER UN NUOVO UMANESIMO INTEGRALE E SOLIDALE,INDICATO DAL CARDINALE MARTINO A BOLOGNA SULLA BASE DEL COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
- A cura di Paolo Scappucci -
BOLOGNA. = “Promuovere e seminare nei solchi della civiltà contemporanea un umanesimo integrale e solidale, aperto alla Trascendenza” è nelle finalità principali del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, recentemente pubblicato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (25 ottobre 2004). Presentandolo stamani alla Scuola di formazione all’impegno sociale dell’Istituto Veritatis Splendor di Bologna, il Presidente del Dicastero vaticano, cardinale Renato R. Martino, ha definito il Compendio come il manifesto di un nuovo umanesimo, nel senso che “in esso si trovano le coordinate ispiratrici e programmatiche, ideali e storiche, di una nuova società, per dare corpo alle esigenze sempre vive del Vangelo nel cuore degli uomini e delle città”. Per il cardinale Martino, un umanesimo integrale e solidale si può porre in essere solo attraverso progetti elaborati e attuati in forza di una cultura sociale e politica comune. Di qui l’importanza del Compendio per condurre la dottrina sociale fuori dai cerchi chiusi della clericalità e anche della intraecclesialità e farne uno strumento “per elaborare una cultura sociale e politica comune, riscoprendo il gusto di una presenza unitaria e coerente, non in soggezione di fronte alla cultura di oggi”. Il Presidente di Giustizia e Pace ha quindi insistito sull’esigenza di “un’azione unitaria per mostrare l’efficacia di progetti che trovano ispirazione non formale nel contenuto di verità della dottrina sociale della Chiesa”. “Se un tempo – ha aggiunto il porporato – il tradizionalismo sociale e il contesto di cristianità diffusa rendevano abbastanza implicito un comune orizzonte culturale oltre che di fede, oggi esso deve essere costruito con maggiore sforzo”. Il Compendio infatti “invita non solo a pensare, ma anche ad agire insieme”. Di qui la conclusione del cardinale Martino: “Pur lasciando aperta la molteplicità di forme di presenza nella società, sarebbe un fatto positivo che i laici cattolici, soprattutto tramite le associazioni e i movimenti, individuassero anche dei progetti concreti e di ampio respiro, significativi per qualificare una presenza da progettare e compiere insieme. La realizzazione di progetti concreti comuni faciliterebbe un impegno sociale e politico dei cattolici, non solo sul piano della fede e dei valori, ma anche nella cultura sociale e politica”. (P.S.)
Radio Vaticana




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