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  1. #1
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    Predefinito Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Non lo so alla fine perchè tutte le cose che fanno parte della nostra immaginazione e là rimangono per il solo fatto che, materialmente, non ce le abbiamo sott'occhio per un sacco di tempo, tutto il tempo del tempo, quando alla fine ricapitano sotto lo sguardo, sono inevitabilmente nuove, diverse da come ce le ricordavamo.
    Certe volte penso di attribuire troppa importanza al come mi ricordo che il mondo degli oggetti sia (per non parlare di tutto quello che oggetto non è...), e mi ravvedo, mi rivedo con lo sguardo immerso in piccole cose come incantata dalla magia del quotidiano uscito dalla quotidianità.
    Sono rapita dai petali di un fiore, un fiore che pur spesso vedo, sfumato dalle diottrie che per sempre mi mancheranno, su banchetti dei fiorai il giovedì mattina, da innumerevoli e molteplici settimane a questa parte, sotto i portici delle poste centrali.
    Mi faccio spazio tra lo stretto corridoio di gente e piante e le guardo, verdi e perfette per adornare le mura di appartamenti che hanno l'odore di cose cucinate e di aria respirata.
    Mi immagino sempre che dietro le mani che stringono il cactus nel pacchettino ci sia l'intenzione di riempire uno scaffale con qualcosa che è vivo e che richiede, per spargere bellezza, minima cura e un pensiero idrico quotidiano.
    Mio nonno aveva la straordinaria capacità di far fiorire gli sterpi, fra le sue mani tronchi disperati e dimenticati dal dio delle piante, mettevano su gemmule verdi e fiorivano armoniosi come lui voleva.
    Sarà per questo che associo l'idea del curare le piante a quella dell'anzianità. O forse anche per un botanico antico che vive nei miei ricordi letterari, protagonista del film di Spielberg che non ho mai visto, solo letto fra le pagine di un libro, che parlava con un geranio della solitudine cosmica di essere stati abbandonati dall'immensa palla di natale spaziale in un pianeta fuori e troppo lontano da qualunque spazio, con il solo problema di trovare un modo per poter telefonare a casa...
    E vabbè, insomma, da tre giorni, col beneplacito del gatto, ospito una mandia di ciclamini.
    Non so se è una mandria o una squadriglia, o uno stuolo. Un mio amico dice che è un gregge, e io gli credo: deve essere proprio così, ho un gregge di ciclamini.
    Il gregge fuxia. Chissà perchè sono proprio di un fuxia adorato: è bizzarro, per adesso, e molto pieno di se stesso come se fosse un colore timido in realtà. E timido è.
    Devono essere timidi e perplessi, nella loro arroganza fuxia, come a chiedersi nelle mani e nelle narici di chi sono capitati, penso.
    Da piccola scorazzavo in campagna come Sherlock Holmes: sguardo fisso in terra in cerca di funghi, formiche e piantine strane.
    Mi ricordo una quercia bellissima piantata dai miei bisnonni sotto cui crescevano ciclamini lilla selvatici. Avevani i petali rosati, erano nanerottoli confronto a questi, e avevano la corolla più arrossata, sfimata di scuro.
    Ne facevo mazzetti che poi, appassivano il giorno dopo, e così il ricordo della bella giornata insieme al lunedi, al grembiule e alla scuola seguenti.
    Da allora non ho mai più avuto diretto a che fare con un ciclamino.
    Sembra roba da poco, ma non lo è affatto.
    Cioè, il ciclamino è un fiore paraculo se uno ci pensa.
    La corolla è nascosta, volta verso il basso, mentre i petali, forti di un turgore che va a mandare a ramengo le banali leggi della gravità, lievitano ritti come la cresta di un punk disegnato da Pazienza verso l'alto.
    Paraculi come artisti che se ne fregano se c'è gente che non vuole giudicare dalle apparenze, e preferiscono lo stesso apparire per quello che sono, nel divino (e per questo sempre frainteso) intento di semplificare le cose.
    Sono bellissimi questi ciclamini, e come li ho visti, in quello scampanellare di fuxia, ho sentito di volergli bene.
    Ho sempre timore, quando me le donano, che le mie piante moriranno.
    Paura atavica dalla morte precoce di due roselline nane, "Bernardo" e "Francesco", ridotte in cespi dagli artigli gelosi del mio gatto (stò stronzo di gatto: mai una volta che ti consenta di parlarne bene....!).
    Questi, invece, li ha annusati e si vede che il fuxia, a un gatto nero, gli incute rispetto.
    Dev'essere perchè ci sta un sacco bene, il fuxia col nero.
    Insomma, li guardo e li riguardo, riguardata da loro con sospetto, e non so perchè, sento che questa volta, questo piccolo gregge di cornoventraglie colorate, non ha nulla da temere per l'essere finito nelle mie grinfie.
    Hanno una stanza tutta per loro, dove è impossibile che io fumi il mio pacchetto d'ordinanza e dove possano respirare olio di lino o acqua ragia.
    Al massimo odore di salsicce, ma non per molto.
    E sono estasiata dal fatto che la mattina, appena sveglia, me li porterò con me nella stanza da bagno, per lavare il mio viso e sgocciolare le dita sulle loro foglie.
    E' spuntato il primo ieri, lo guardavo stamattina.
    Sono sicura che ci ha messo un attimo.
    Ora sto a guardare il secondo.
    Cosa pensa? Di farmela?
    Lo controllo ogni ora, cioè, ogni ora quando me lo ricordo, quindi, diciamo, ogni pò.
    Sono certa che lo farà all'improvviso e io starò dormendo, come il bambino che si addormenta davanti all'albero di natale per beccare quel Natale di un Babbo sul fatto.
    Non ci sono mai riuscita: stronzo.
    Ma per il ciclamino che sta per nascere ho rispetto e perdono: che me la faccia pure.
    E' così figo e così paraculo che a pochi metri da dove uno vive e sta dormendo, o magari sta scrivendo un inutile svalvolatissimo post la notte di un sabato per snobbare ribotte, che accada qualcosa alle proprie spalle, che quasi quasi spero che sia già accaduto.
    Fregami in casa mia, gregge di ciclamini!
    Fammi fessa, disturbami con altro fuxia, se ci riesci!
    Sbertuccia le mie appostazioni e sdegna i miei sguardi obliqui!
    Gli metterò sotto un piatto verde leggermente scheggiato, perchè quel fuxia è così bello che non può non avre un colore che sia meno che immensamente donante...
    Wow: e dire che ci sono momenti in cui uno sta a perder tempo dietro al gatto, che fa, al massimo:"Miao"...

  2. #2
    Omo de Panza
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    Wow! Ammirazione per la Guia Soncini de noantri (ma il paragone non regge, e per difetto della Soncini, che alla fine parla solo di pompini, anche se divinamente). Se non ricordo male anche io scrissi qualcosa, all'epoca, su un ciclamino. Vedo se la ritrovo, ma, anche in questo caso, non ci sarà paragone. Salutoni.

  3. #3
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Originally posted by Unheimlich
    Non lo so alla fine perchè tutte le cose che fanno parte della nostra immaginazione e là rimangono per il solo fatto che, materialmente, non ce le abbiamo sott'occhio per un sacco di tempo, tutto il tempo del tempo, quando alla fine ricapitano sotto lo sguardo, sono inevitabilmente nuove, diverse da come ce le ricordavamo.
    Certe volte penso di attribuire troppa importanza al come mi ricordo che il mondo degli oggetti sia (per non parlare di tutto quello che oggetto non è...), e mi ravvedo, mi rivedo con lo sguardo immerso in piccole cose come incantata dalla magia del quotidiano uscito dalla quotidianità.
    Sono rapita dai petali di un fiore, un fiore che pur spesso vedo, sfumato dalle diottrie che per sempre mi mancheranno, su banchetti dei fiorai il giovedì mattina, da innumerevoli e molteplici settimane a questa parte, sotto i portici delle poste centrali.
    Mi faccio spazio tra lo stretto corridoio di gente e piante e le guardo, verdi e perfette per adornare le mura di appartamenti che hanno l'odore di cose cucinate e di aria respirata.
    Mi immagino sempre che dietro le mani che stringono il cactus nel pacchettino ci sia l'intenzione di riempire uno scaffale con qualcosa che è vivo e che richiede, per spargere bellezza, minima cura e un pensiero idrico quotidiano.
    Mio nonno aveva la straordinaria capacità di far fiorire gli sterpi, fra le sue mani tronchi disperati e dimenticati dal dio delle piante, mettevano su gemmule verdi e fiorivano armoniosi come lui voleva.
    Sarà per questo che associo l'idea del curare le piante a quella dell'anzianità. O forse anche per un botanico antico che vive nei miei ricordi letterari, protagonista del film di Spielberg che non ho mai visto, solo letto fra le pagine di un libro, che parlava con un geranio della solitudine cosmica di essere stati abbandonati dall'immensa palla di natale spaziale in un pianeta fuori e troppo lontano da qualunque spazio, con il solo problema di trovare un modo per poter telefonare a casa...
    E vabbè, insomma, da tre giorni, col beneplacito del gatto, ospito una mandia di ciclamini.
    Non so se è una mandria o una squadriglia, o uno stuolo. Un mio amico dice che è un gregge, e io gli credo: deve essere proprio così, ho un gregge di ciclamini.
    Il gregge fuxia. Chissà perchè sono proprio di un fuxia adorato: è bizzarro, per adesso, e molto pieno di se stesso come se fosse un colore timido in realtà. E timido è.
    Devono essere timidi e perplessi, nella loro arroganza fuxia, come a chiedersi nelle mani e nelle narici di chi sono capitati, penso.
    Da piccola scorazzavo in campagna come Sherlock Holmes: sguardo fisso in terra in cerca di funghi, formiche e piantine strane.
    Mi ricordo una quercia bellissima piantata dai miei bisnonni sotto cui crescevano ciclamini lilla selvatici. Avevani i petali rosati, erano nanerottoli confronto a questi, e avevano la corolla più arrossata, sfimata di scuro.
    Ne facevo mazzetti che poi, appassivano il giorno dopo, e così il ricordo della bella giornata insieme al lunedi, al grembiule e alla scuola seguenti.
    Da allora non ho mai più avuto diretto a che fare con un ciclamino.
    Sembra roba da poco, ma non lo è affatto.
    Cioè, il ciclamino è un fiore paraculo se uno ci pensa.
    La corolla è nascosta, volta verso il basso, mentre i petali, forti di un turgore che va a mandare a ramengo le banali leggi della gravità, lievitano ritti come la cresta di un punk disegnato da Pazienza verso l'alto.
    Paraculi come artisti che se ne fregano se c'è gente che non vuole giudicare dalle apparenze, e preferiscono lo stesso apparire per quello che sono, nel divino (e per questo sempre frainteso) intento di semplificare le cose.
    Sono bellissimi questi ciclamini, e come li ho visti, in quello scampanellare di fuxia, ho sentito di volergli bene.
    Ho sempre timore, quando me le donano, che le mie piante moriranno.
    Paura atavica dalla morte precoce di due roselline nane, "Bernardo" e "Francesco", ridotte in cespi dagli artigli gelosi del mio gatto (stò stronzo di gatto: mai una volta che ti consenta di parlarne bene....!).
    Questi, invece, li ha annusati e si vede che il fuxia, a un gatto nero, gli incute rispetto.
    Dev'essere perchè ci sta un sacco bene, il fuxia col nero.
    Insomma, li guardo e li riguardo, riguardata da loro con sospetto, e non so perchè, sento che questa volta, questo piccolo gregge di cornoventraglie colorate, non ha nulla da temere per l'essere finito nelle mie grinfie.
    Hanno una stanza tutta per loro, dove è impossibile che io fumi il mio pacchetto d'ordinanza e dove possano respirare olio di lino o acqua ragia.
    Al massimo odore di salsicce, ma non per molto.
    E sono estasiata dal fatto che la mattina, appena sveglia, me li porterò con me nella stanza da bagno, per lavare il mio viso e sgocciolare le dita sulle loro foglie.
    E' spuntato il primo ieri, lo guardavo stamattina.
    Sono sicura che ci ha messo un attimo.
    Ora sto a guardare il secondo.
    Cosa pensa? Di farmela?
    Lo controllo ogni ora, cioè, ogni ora quando me lo ricordo, quindi, diciamo, ogni pò.
    Sono certa che lo farà all'improvviso e io starò dormendo, come il bambino che si addormenta davanti all'albero di natale per beccare quel Natale di un Babbo sul fatto.
    Non ci sono mai riuscita: stronzo.
    Ma per il ciclamino che sta per nascere ho rispetto e perdono: che me la faccia pure.
    E' così figo e così paraculo che a pochi metri da dove uno vive e sta dormendo, o magari sta scrivendo un inutile svalvolatissimo post la notte di un sabato per snobbare ribotte, che accada qualcosa alle proprie spalle, che quasi quasi spero che sia già accaduto.
    Fregami in casa mia, gregge di ciclamini!
    Fammi fessa, disturbami con altro fuxia, se ci riesci!
    Sbertuccia le mie appostazioni e sdegna i miei sguardi obliqui!
    Gli metterò sotto un piatto verde leggermente scheggiato, perchè quel fuxia è così bello che non può non avre un colore che sia meno che immensamente donante...
    Wow: e dire che ci sono momenti in cui uno sta a perder tempo dietro al gatto, che fa, al massimo:"Miao"...
    mia cara gemella. anche a me sono arrivati dei ciclamini fucsia e ho un gatto nero molto incuriosito da loro e pronto ad uccidere qualsiasi vegetale, soprattutto sedendocisi di sopra, ma il problema per loro non è il gatto, sono io che ho la capacità di uccidere anche i cactus... vedremo

  4. #4
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    Predefinito

    Originally posted by Pentothal
    Wow! Ammirazione per la Guia Soncini de noantri (ma il paragone non regge, e per difetto della Soncini, che alla fine parla solo di pompini, anche se divinamente). Se non ricordo male anche io scrissi qualcosa, all'epoca, su un ciclamino. Vedo se la ritrovo, ma, anche in questo caso, non ci sarà paragone. Salutoni.
    Esimio penSieratore dellla Verità, lei qui!!!!!
    Per citare Aldo di Aldogiovannieggiacomo, tentando, vanamente, di essere persino doppiata da lui:"Noncipossocredereeeeee!!"
    Come d'ordinanza, la saluto prima con un cazziatone :Dov'è stato tutto questo tempo senza nemmeno avvertire se era leggermente morto o se aveva per caso vinto un non so quale vergognoso premio foraggiato dai monopoli di stato che ha cospicuamente fatto lievitare il suo conto in banca e, per converso e controverso, le sue delicate e penSierveritateggianti terga verso qualche posto dal sapor di Polinesia lontano da ogni computer e ogni modem, ma così lontano, ma così lontano che nemmeno a sua mamma (immagino, preoccupata tanto quanto) ha potuto telefonare!!!! Dico, una cartolina con tanto di spiagge coralline e pescatore al tramonto la poteva mandare, giusto per dare un segno di vita...
    Vabbè, vabbè, è vivo, è tornato, posso pure smetterla, di cazziare!
    Allora è qui, segue buffetto e abbraccio caloroso di bentornato, bentrovato, come stai, tutto bene, era bella la Polinesia, si magnava bene?

    Visto che siamo in tema di ciclaminofili (o ciclaminati?), ne approfitto per dare la notizia bomba: è spuntato stanotte, l'ultima tenera pecorella del gregge. Ancora deve nascere e mi ha già fregato...ma sono proprio bastardi nella corolla 'sti ciclamini, eh?

    Vabbèh, intanto chiamo Sumacho per fare fuori il vitello grasso

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Originally posted by Druuna
    mia cara gemella. anche a me sono arrivati dei ciclamini fucsia e ho un gatto nero molto incuriosito da loro e pronto ad uccidere qualsiasi vegetale, soprattutto sedendocisi di sopra, ma il problema per loro non è il gatto, sono io che ho la capacità di uccidere anche i cactus... vedremo
    Druuna carissima, anche te è un pò che non ti vedevo: bisogna indagare sul nostro piano astrale e sull'ascendente perchè la cosa allora ha dell'improbabile, che, ne converrai, è molto molto meglio dell'incredibile: il cactus è una nota così dolente che mi compunge il cuore parlarne...sono riuscita a far morire "Alfredo" di disidratazione. E' una colpa che macchia la mia coscienza in genere linda e candida come un lago torbido senza fondo...hai presente "Quarantasette morto che parla" di Totò, dove lui si lamenta col cameriere che l'asino è morto soltanto perchè non mangiava?
    Eh, dico io, se era solo per una gocciolina d'acqua, poteva pure aspettare a suicidarsi:ò
    Il tuo l'ha ammazzato il gatto?
    Te ne sei dimenticata anche tu?
    Come si chiamava?
    Ne è spuntato un altro anche a te?
    Io ne ho un altro in arrivo, il mio scopo nella vita adesso è beccarlo sul fatto ...

  6. #6
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Re: Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Originally posted by Unheimlich

    Druuna carissima, anche te è un pò che non ti vedevo: bisogna indagare sul nostro piano astrale e sull'ascendente perchè la cosa allora ha dell'improbabile, che, ne converrai, è molto molto meglio dell'incredibile: il cactus è una nota così dolente che mi compunge il cuore parlarne...sono riuscita a far morire "Alfredo" di disidratazione. E' una colpa che macchia la mia coscienza in genere linda e candida come un lago torbido senza fondo...hai presente "Quarantasette morto che parla" di Totò, dove lui si lamenta col cameriere che l'asino è morto soltanto perchè non mangiava?
    Eh, dico io, se era solo per una gocciolina d'acqua, poteva pure aspettare a suicidarsi:ò
    Il tuo l'ha ammazzato il gatto?
    Te ne sei dimenticata anche tu?
    Come si chiamava?
    Ne è spuntato un altro anche a te?
    Io ne ho un altro in arrivo, il mio scopo nella vita adesso è beccarlo sul fatto ...
    in realtà le coincidenze sono molte di più. ho anche io il ricordo di ciclamini selvatici raccolti in passeggiata con mia nonna. in più tenera e innocentè età ero fissata coi cactus, ne avevo tanti nella mia cameretta ma, o non li innaffiavo mai o li affogavo ed era uno spettacolo traumatizzante. diventavano gialli, mosci e puzzolenti..
    Druuna (la mia gatta) ha ucciso violette africane, gerani, felci e altri vegetali mangiandoseli, compensando la mancanza d'acqua con i suoi concimi naturali, o semplicemente trovandoli comodi per un riposino. voglio molto bene al mio ciclamino. Ho sempre amato questi fiori così simili al'orchidea, carnosi, strani, che danno un'idea di fiori cresciuti su putrescenze, tipo i funghi e le orchidee appunto ma in realtà con una coscienza molto più pulita. ne stanno spuntando un infinità ma non so se arriveranno aal'età della ragione; tutte le piante si suicidano piuttosto che stare con me. io non capisco assolutamente nulla di astrologia ma credo che al mondo esistano delle anime tra loro simili e, chissà, forse per alcune cose lo siamo, sicuramente per i ciclamini e il gatto

  7. #7
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Originally posted by Druuna

    in realtà le coincidenze sono molte di più. ho anche io il ricordo di ciclamini selvatici raccolti in passeggiata con mia nonna. in più tenera e innocentè età ero fissata coi cactus, ne avevo tanti nella mia cameretta ma, o non li innaffiavo mai o li affogavo ed era uno spettacolo traumatizzante. diventavano gialli, mosci e puzzolenti..
    Druuna (la mia gatta) ha ucciso violette africane, gerani, felci e altri vegetali mangiandoseli, compensando la mancanza d'acqua con i suoi concimi naturali, o semplicemente trovandoli comodi per un riposino. voglio molto bene al mio ciclamino. Ho sempre amato questi fiori così simili al'orchidea, carnosi, strani, che danno un'idea di fiori cresciuti su putrescenze, tipo i funghi e le orchidee appunto ma in realtà con una coscienza molto più pulita. ne stanno spuntando un infinità ma non so se arriveranno aal'età della ragione; tutte le piante si suicidano piuttosto che stare con me. io non capisco assolutamente nulla di astrologia ma credo che al mondo esistano delle anime tra loro simili e, chissà, forse per alcune cose lo siamo, sicuramente per i ciclamini e il gatto
    Come ti capisco, oroscopate a parte, che sappiamo bene non possono che essere vere per il solo e, in verità non altro che grazioso fatto di essere assolutamente assurde, credo anche io che non solo per i ciclamini e il gatto (femmina come la mia, vero?), ma anche per i cactus, ci somigliamo molto!
    Pensa che io amo le rose, amo i boccioli involuti e abbracciati in sfoglie su se stessi come a mantenere in sè un segreto, che poi altro non è che il concetto di segreto stesso: un nulla rivestito d'invisibile...
    Ma il mio amore è solo psichico, e per questo, stupidamente ideale e sentimentale: non sono capace di prendermi cura di niente, persino il gatto è con me perchè è un regalo, e i primi tempi, tornando a casa avevo paura di trovarlo morto.
    Il mio amore deve misurarsi e bilanciarsi con le mie insufficienze, e in questo riesco a raggiungere livelli imbarazzanti di inadeguata affettività.
    Amerei sapermi occupare di tutto ciò che amo, e vorrei saper mettere i ciclamini in un vaso più spazioso e comodo, magari dargli il fertilizzante, vederli crescere e proliferare, senza avere il timore di aver, ancora una volta, rovinato tutto, ma poi, certe volte mi guardo e penso che tutto questo, in un certo qual modo, ha un pò a che fare sul come vivo e come sono: forse pigra, forse troppo fatalista e confidante nella protezione della mia buona stella, nel fatto che comunque, qualunque cosa accada nella mia confusione, me la caverò e tutto si risolverà in bene, persa in un fastidioso senso di impotenza.
    Ma te lo giuro, ho sofferto sinceramente per ogni cactus morto, per ogni pesce rosso che dopo tre giorni galleggiava pancia all'aria nella boccia, per ogni farfallina che si suicidava sbattendo il capino sulle pareti del bicchiere, e quando il gatto si lamenta, perchè sta male, mi prende un attacco di panico che ha dello straziante: una volta le lacrimava un occhio, mi sono quasi messa a piangere davanti al veteriario.
    In buona sostanza, non lo so: ci vuole fegato e solidità per occuparsi di una cosa viva, e questo mi fa pensare, visto che non sono in grado nemmeno di mantenere ordinata la mia stanza (uh?, e la mia vita?).
    Questi ciclamini, però, li amo, ti aggiornerò via via su ciò che accade: non dev'essere così impossibile, in fondo, e allora, perchè non lo posso fare?
    Tu da quanto tempo li hai?
    Incoraggiami....
    E' meraviglioso avere intorno il fuxia, nevvero?

  8. #8
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    “Ci risiamo. Senza chiedermi niente,come al solito,mi piomba in casa con qualcuno dei suoi sgorbi verdi. Anzi.. per far le cose in grande,stavolta ha adottato un fottutissimo gregge di fottutissimi ciclamini cazzuti.
    ….Fuxia!
    Non è vero che vado con tutto.
    Personalmente trovo la combinazione nero-fuxia una cagata cromatica mondiale.
    Anche di carattere siamo all’opposto; basta guardarli: finti timidi ma bastardi dentro; animati dall’ovvio scopo di farsi mantenere,acqua,luce e concime vita natural durante..
    Fanno i fighetti e se ne stanno li ad imbastire lo spettacolino per quella là.. le foglie ben piazzate,a dar l’idea di voler crescere a tutti i costi; la capoccia,invece,abbattuta,prossima alla morte per sfinimento…… Fanculo!
    E lei,tonta,ci va subito a cascare… “..Hooop!! Spunto-non spunto,occhio che appena ti giri sboccio.. non mi mollare che ti frego… amami,sfamami,sbevimi,sdormimi………”
    Li ho annusati..
    E lei,tonta,a cascarci di nuovo.
    Non sospetta niente.. Crede che mi incutano timore… rispetto……
    Rispetto sto par de ciclamoni!!
    Per non parlare del diritto d’anzianità!! Perché a loro,ultimi arrivati,è stato riservato un priveè full optional con tanto di salsicce?
    E io?..Persiana Eva!! ??
    Sta a vedere che,la mattina,se li tira dietro perfino al cesso..
    Va beh,poco male.. alla mattina,meglio continuare a ronfare piuttosto che veder girare per casa un “Rambaldi” d’epoca col pollice verde…….
    Eccola di nuovo che controlla la “mandria” per vedere se è in arrivo qualche nuovo capo…….
    PirlaaAAA.. TI FREGANO!! FA PARTE DELLE REGOLE DEL GIOCOOO...SE SCOPRI LA REALTA' FINISCE CHE TI PERDI LA MAGIAAA....
    ..Non ha mai capito un cazzo.. Ha sempre fatto così.. anche con Babbo Natale.
    Va beh,quello era rosso,mica fuxia; però... stronzo uguale.
    Mi ricordo che quando arrivava,di notte,la prima cosa che faceva era andare nella stanza delle salsicce..
    ..ci stava parecchio nella stanza delle salsicce..
    Sta a vedere che il vecchio grassone e i ciclamini sono parenti..
    ..E poi,magari,si lamenta che non me la cago per niente..
    E cosa si aspetta? Per come mi tratta è già tanto se la gratifico con un “miao” ogni tanto..
    Mica pretenderà che le declami le teorie della biologia evoluzionistica?
    Va beh,per questa volta (l’ennesima),vedrò di metterci una pezza io..
    Tesoriniiiiiiiiiii…?
    Mai sentito parlare di Bernardo & Francesco? No?….
    Male.
    Molto ma moooolto male…….”



    Se vedòm!
    Se vedòm!

  9. #9
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge...

    Originally posted by Unheimlich

    Come ti capisco, oroscopate a parte, che sappiamo bene non possono che essere vere per il solo e, in verità non altro che grazioso fatto di essere assolutamente assurde, credo anche io che non solo per i ciclamini e il gatto (femmina come la mia, vero?), ma anche per i cactus, ci somigliamo molto!
    Pensa che io amo le rose, amo i boccioli involuti e abbracciati in sfoglie su se stessi come a mantenere in sè un segreto, che poi altro non è che il concetto di segreto stesso: un nulla rivestito d'invisibile...
    Ma il mio amore è solo psichico, e per questo, stupidamente ideale e sentimentale: non sono capace di prendermi cura di niente, persino il gatto è con me perchè è un regalo, e i primi tempi, tornando a casa avevo paura di trovarlo morto.
    Il mio amore deve misurarsi e bilanciarsi con le mie insufficienze, e in questo riesco a raggiungere livelli imbarazzanti di inadeguata affettività.
    Amerei sapermi occupare di tutto ciò che amo, e vorrei saper mettere i ciclamini in un vaso più spazioso e comodo, magari dargli il fertilizzante, vederli crescere e proliferare, senza avere il timore di aver, ancora una volta, rovinato tutto, ma poi, certe volte mi guardo e penso che tutto questo, in un certo qual modo, ha un pò a che fare sul come vivo e come sono: forse pigra, forse troppo fatalista e confidante nella protezione della mia buona stella, nel fatto che comunque, qualunque cosa accada nella mia confusione, me la caverò e tutto si risolverà in bene, persa in un fastidioso senso di impotenza.
    Ma te lo giuro, ho sofferto sinceramente per ogni cactus morto, per ogni pesce rosso che dopo tre giorni galleggiava pancia all'aria nella boccia, per ogni farfallina che si suicidava sbattendo il capino sulle pareti del bicchiere, e quando il gatto si lamenta, perchè sta male, mi prende un attacco di panico che ha dello straziante: una volta le lacrimava un occhio, mi sono quasi messa a piangere davanti al veteriario.
    In buona sostanza, non lo so: ci vuole fegato e solidità per occuparsi di una cosa viva, e questo mi fa pensare, visto che non sono in grado nemmeno di mantenere ordinata la mia stanza (uh?, e la mia vita?).
    Questi ciclamini, però, li amo, ti aggiornerò via via su ciò che accade: non dev'essere così impossibile, in fondo, e allora, perchè non lo posso fare?
    Tu da quanto tempo li hai?
    Incoraggiami....
    E' meraviglioso avere intorno il fuxia, nevvero?
    Sai ultimamente un amico mi ha regalato un libro di Paul Auster, Timbuctù. Beh, insomma la tua gatta parla come avrebbe parlato Mr Bones se fosse stato felino e non cane. la mandria fucsia sopravvive in casa mia da appena dieci giorni ma per loro è un'eternità ( e anche per me).

  10. #10
    catcher in the rye
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    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Re: Uno stuolo ossia una squadriglia cioè uno stormo che in realtà è un gregge..

    Originally posted by Druuna

    Sai ultimamente un amico mi ha regalato un libro di Paul Auster, Timbuctù. Beh, insomma la tua gatta parla come avrebbe parlato Mr Bones se fosse stato felino e non cane. la mandria fucsia sopravvive in casa mia da appena dieci giorni ma per loro è un'eternità ( e anche per me).
    Computer del cazzo, mi spedisce le cose da solo. ok scusa lo sfogo, dicevamo... posso darti lo stesso consiglio che hanno dato a me per rendere più lunga l'agonia nelle mie mani... tienili in balcone, hanno bisogno di freddo, sono fiori invernali e hanno un bulbo, quindi anche quando sono sfioriti non li buttare, dopo qualche mese ricicceranno fuori. E' buffo, anche io ci rimango molto male quando muore un pesce rosso, però mi sto sforzando di essere meno fatalista con le povere creature viventi che hanno la sfiga di capitare in mano mia: mi documento su tutto. E so che i pesci rossi muoiono se gli si cambia spesso l'acqua, è come se prendessero il raffreddore che li uccide, e allora ho comprato loro un super- acquario da 100 litri e ormai vivono bene da qualche anno. Per il gatto è una cosa diversa... io non sono brava a prendermene cura ma per fortuna il maritino la sfama al posto mio. io sono solo buona ad adorarla, a vivere di un suo sguardo, a fare scene da panico se solo le si spezza un'unghia, a dormire abbracciata a lei per quasi tutta la giornata. la verità è che non sono in grado di prendermi cura neanche delle persone, non so coltivare le "relazioni sociali" sono la classica amica che si dimenticadi fare anche solo una telefonata e la gente deve sapere che io gli voglio bene solo per... telepatia.. sono un piccolo (grande) disastro ma è così... sono distratta, sono infinitamente pigra, però anche io, come te, voglio bene agli esseri che capitano, sfortuna loro, sulla mia strada. oggi mi hanno regalato un tronchetto della felicità. Mah!

 

 
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