MILANO - Sono 50.923 i casi di Aids segnalati in Italia dall' inizio dell' epidemia, secondo i dati dell' Istituto Superiore di Sanita' (Iss) resi noti oggi a Milano. Tenendo conto dei ritardi di notifica degli ultimi casi, il dato esatto aumenterebbe a circa 51.200. Ma i casi conclamati sono in continua diminuzione.
Sempre secondo l'Iss, infatti, nel corso del 2002 sono stati segnalati 1.601 nuovi casi (1.621 negli ultimi 12 mesi, da dicembre 2001 al 30 novembre 2002), mentre le persone sieropositive sono oggi complessivamente 110-130 mila.
Questo conferma, quindi, la riduzione dei casi di malattia conclamata, se si pensa che nel 1995, anno del picco della curva, erano stati diagnosticati oltre 5.600 casi. Diminuisce anche il numero di decessi attribuibili all' Aids, che erano oltre 4.500 nel 1995 e non dovrebbero superare i 500 alla fine dell' anno in corso. Questo risultato si deve ascrivere - secondo l' Istituto Superiore di Sanita' - principalmente all' uso di combinazioni di farmaci anti-retrovirali ad alta efficacia. In conseguenza dell'allungamento della sopravvivenza, aumenta il numero delle persone affette da Aids ancora in vita, che sono oggi oltre 17 mila.
Le Regioni italiane maggiormente colpite, dicono i dati Iss, sono la Sardegna (circa 5,4 per centomila abitanti), la Lombardia (4,9), la Liguria (4,8) e il Lazio (4,5). Le regioni con i tassi piu' bassi sono Basilicata, Molise, Friuli Venezia Giulia e Calabria. Cambiano anche le caratteristiche delle persone colpite da Aids. In particolare, nel corso degli anni, si nota un aumento dell' eta' alla diagnosi, che risulta essere di 40 anni negli uomini e di 36 nelle donne. Aumenta in maniera costante la proporzione dei casi riscontrati in persone provenienti dall' estero, in particolare da aree ad elevata endemia. Questi sono aumentati da meno del 3% dei casi prima del 1993 ad oltre i 14% nell' ultimo anno. Infine si nota una diminuzione percentuale dei casi attribuibili alle tossicodipendenze per via iniettiva, mentre si osserva un aumento della quota attribuibile ai rapporti sessuali, soprattutto di tipo eterosessuale.

Aids: 42 milioni di persone colpite nel mondo

Sale a 42 milioni il numero delle persone colpite dal virus dell' Aids nel mondo. L'epidemia si sta diffondendo rapidamente in nuove regioni finora sfuggite al virus Hiv, come l'Europa orientale, sta ormai devastando l' Africa e nei prossimi cinque anni minaccia di travolgere l'Asia. Per la prima volta quest' anno, inoltre, il numero delle infezioni delle donne e' pari a quelle che colpiscono gli uomini.
Lo denunciano i dati dell' ultimo rapporto del programma per l' Aids delle Nazioni Unite (Unaids) e dell' Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), che assieme a quelli appena diffusi sulla situazione italiana completano il quadro sull' epidemia contro la quale domani, giornata mondiale dell' Aids, gli esperti, le associazioni e le istituzioni si mobiliteranno.
Secondo il rapporto, nel 2002 le morti per Aids sono state 3,1 milioni e altri 5 milioni di persone hanno contratto il virus Hiv. Di conseguenza l' Unaids calcola che nel mondo almeno 42 milioni di persone convivano con il virus, che il 95% di esse vivano nei Paesi in via di sviluppo e che l'infezione di propaghi al ritmo di 14.000 nuovi casi al giorno.
Mancano, pero', i finanziamenti per contrastare l'Aids. Per il direttore esecutivo dell' Unaids, Peter Piot, e' indispensabile avere a disposizione i 10 miliardi di dollari l' anno per dieci anni previsti nel Fondo Globale per la lotta all' Aids, ed e' molto probabile che a partire dal 2007 la cifra necessaria debba aumentare a 15 miliardi di dollari l'anno.

L' Africa Subsahariana sta pagando il tributo piu' pesante, con 3,5 milioni di nuove infezioni nel 2002 e 2,4 milioni di morti mentre, rileva il rapporto, soltanto una ''minuscola frazione'' della popolazione puo' beneficiare delle cure anti-Aids. L' epidemia colpisce anche indirettamente, aggravando la fame sul continente: ''oltre 14 milioni di persone - denuncia il rapporto - rischiano di morire di fame in Lesotho, Malawi, Mozambico, Swaziland, Zambia e Zimbabwe''. Sette milioni di lavoratori agricoli di 25 Paesi africani sono morti di Aids dal 1985 ad oggi. ''La fame - ha detto Piot - e' un esempio tragico di come questa epidemia si combini con altre crisi per provocare catastrofi ancora maggiori''.

Drammatica anche la situazione in Asia, dove 7,2 milioni di persone vivono con l' Hiv e che, secondo il rapporto, potranno aumentare a 18 milioni per il 2007 ''a meno che - rileva l'Unaids - non intervenga un'azione concertata ed efficace'' per contrastare l'epidemia. Nel frattempo l'Aids avanza colpendo nello stesso modo uomini e donne: per la prima volta quest'anno le donne sono colpite quanto gli uomini (in Africa e' avvenuto addirittura il sorpasso, con il 58% delle infezioni nelle donne).


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