Lettera della Lila contro l'opuscolo Sirchia-Moratti per le scuole
«Una campagna dannosa»

Lega italiana per la lotta all'Aids
Siamo increduli e sconcertati di fronte a queste 40 pagine colme di messaggi demagogici, consigli banali e irresponsabili, fuorvianti ed erronei. Se già i piani sanitari e le direzioni politiche in questo ambito, ci avevano fatto sentire l'avvicinarsi del 1° dicembre come una giornata di lutto per la lotta all'Aids nel nostro paese, ora con l'avvento della campagna ministeriale possiamo affermare che la lotta all'Aids non ha più speranza se non attraverso l'azione di identità non governative.

I ministri Sirchia e Moratti non potranno sottrarsi al ritiro immediato dell'opuscolo, se intendono affermare la serietà del loro ruolo. Oggi siamo più che mai in preda a sentimenti di rabbia e di sconforto, nel vedere come chi è preposto ad attuare politiche di tutela del diritto alla salute, agisce invece politiche che vanno in direzione del tutto opposta. (...) Sono anni che ci battiamo affinché l'Aids venga percepita come una malattia come tutte le altre, scevra di colpe personali o di castighi divini, anni di progetti affinché le persone familiarizzino con il preservativo. (...) Questo opuscolo offende i giovani a quali si rivolge etichettandoli implicitamente come dissoluti e superficiali, offende le persone sieropositive etichettandole come persone che se la sono cercata e prive di valori "alti", offende le associazioni di lotta all'Aids rinnegando e sconfermando tutto il loro lavoro svolto sino ad oggi e offende chi fino ad oggi ha lavorato nella ricerca volta a mettere a fuoco le evidenze scientifiche su cui si dovrebbero basare i programmi di prevenzione.

Un milione e trecento mila copie di opuscoli che minacciano la salute di molti più giovani. Quanto è costata questa terribile campagna? (...) Invitiamo i professori responsabili e sensibili al diritto alla salute dei propri studenti, a cestinarli immediatamente nel caso l'opuscolo non venga ritirato, o ad utilizzarlo per far capire come un atteggiamento sessuofobico, moralista e cattolico nella sua espressione negativa, possa tradursi pericolosamente a svantaggio dell'essere umano e della collettività. (...)