Maria, la miss eletta in casa: dalla Calabria un voto su 5 - Corriere della Sera
Reginetta d’Italia - Papà disoccupato, madre casalinga: la favola della
Maria, la miss eletta in casa:
dalla Calabria un voto su 5
Così ha sconfessato i giurati. «Porterò la mia terra con me»
La nuova Miss Italia Maria Perrusi (Olympia)
SALSOMAGGIORE — Cerca*vano un talento, l’hanno trova*to. Non è il ballo, non è il can*to, non è la recitazione o l’abi*lità a sfilare con abiti di alta moda. Maria Perrusi, bellezza esteriore sofisticata e altissi*ma (più dei 182 centimetri di*chiarati in partenza), diciot*tenne dagli occhi verdi e i ca*pelli castani, è diventata Miss Italia grazie a quella sua forza invisibile che l’ha portata qui da San Biase, 278 abitanti in provincia di Cosenza, per cer*care il riscatto.
Papà Francesco disoccupa*to dopo 25 anni da emigrante in Svizzera, mamma Lina casa*linga, due fratelli, Giuseppe e Davide, volontari nell’eserci*to. Maria è lontana anni luce dalle miss disinvolte che si so*no messe l’Italia in tasca striz*zando l’occhio alla telecame*ra. Neanche lo parla bene l’ita*liano, abituata com’è al dialet*to. Non sa chi è Papi, e tutto sommato è un bene. In tivù guarda L’onore e il rispetto, perché Garco è «troppo affa*scinante ». Non sa nemmeno cosa com*prarsi o quale paese andare a conoscere, con i 108 mila euro di contratti che la vittoria le ha assicurato. Ma odora di pu*lito. «Io mi sono messa in gio*co: non so cantare né fare l’at*trice, né ballare. Però ho cerca*to di dare il massimo, superan*do me stessa. E sono disposta a fare i sacrifici che servono per migliorare».
Tifosa della Juve e di Del Pie*ro, a sposare un calciatore non ci pensa. «Non program*mo niente». Mentre è innamo*rata della sua regione come nemmeno il miglior spot di Gattuso. «Le mie tradizioni le porterò sempre con me». Ed è stata proprio la Calabria a rega*larle il titolo. Al momento del duello finale con Mirella Ses*sa, la scartata seriale di questa settantesima edizione (che aveva fatto impazzire la giuria tecnica), dal telefono fisso dei calabresi è partito il 21% delle chiamate. Presumibilmente per votare lei. Perché non è ba*stato il 14,23% dei campani. Forse era per Maria anche la fetta più grande di quel 9,33% di telefonate dal Lazio, 8,89% dalla Sicilia, 7,20% dalla Lom*bardia. Complessivamente il 35 per cento del televoto è arri*vato da un telefono fisso, e il 65% dal cellulare.
Premiazione all’una meno dieci, al termine di una punta*ta seguita da 5.252.000 spetta*tori, 28,13% di share. Sei punti e mezzo in meno rispetto alla finalissima dell’anno scorso. «Ed è comunque un successo. Nel primo giorno di garanzia autunnale, abbiamo polveriz*zato la concorrenza», ha spie*gato Milly Carlucci, della qua*le si può criticare la direzione artistica del programma a pia*cere, ma non certo il coraggio di affrontare da sola la confe*renza stampa conclusiva: il di*rettore di Rai Uno Mauro Maz*za era dovuto «tornare urgen*temente a Roma per questioni di rete», anche il vicedirettore Claudio Donat Cattin «per la situazione Porta a Porta», e pu*re il capostruttura Antonio Az*zalini «per problemi familia*ri ».
Patrizia Mirigliani è conten*ta. Voleva un programma di*verso, e diverso è stato, anche da una serata all’altra: lunghis*sima, velocissima, via di mez*zo. «Miss Italia è molto com*plessa, c’è una liturgia che va rispettata». E Miss Italia Chan*nel, il canale web dedicato al concorso, durante la finale ha avuto 2.800.000 contatti. «Che facciamo, li sommiamo a quelli televisivi? No, certo. Ma dimostrano che siamo riu*sciti a intercettare una fascia nuova di utenti», è intervenu*ta la Carlucci. Entro un mese la Miren deciderà se riconfer*mare Salsomaggiore per le fi*nali del concorso. Noi, invece, abbiamo un anno di tempo per vedere se Maria Perrusi è davvero Eliza Doolitt*le, My Fair Lady di Miss Italia 2009.
Elvira Serra
16 settembre 2009




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