non discriminate gli stranieri
CITTA' DEL VATICANO - Il Papa lancia l'allarme contro il "crescente razzismo". Non sono solo xenofobia e nazionalismo esasperato a preoccupare il Pontefice, ma anche le "latenti discriminazioni" all'interno del mondo cattolico verso gli stranieri. Giovanni Paolo II, dopo l'appello di domenica sempre a favore degli immigrati , manda il suo messaggio in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato che si terrà nel 2003.
Un monito è rivolto anche agli immigrati: il Pontefice li invita a "riconoscere il dovere di onorare i Paesi che li ricevono e a rispettare le leggi, la cultura e la tradizione della gente che li ha accolti". Solo così, dice il Papa, "potrà prevalere l'armonia sociale".
Il cammino degli immigrati, prosegue Giovanni Paolo II, è difficile e si presenta come una vera Via Crucis. I cattolici soprattutto hanno un dovere di solidarietà verso i fratelli e le sorelle "bisognosi". Tra le persone particolarmente in necessità - sottolinea il Papa - vi sono i forestieri più vulneranbili: cioè i migranti senza documenti, i profughi, coloro che hanno bisogno d'asilo e le vittime - in maggioranza donne e bambini - del terribile crimine che è il traffico di esseri umani''.
Il problema della discriminazione colpisce anche le singole parrocchie. Si tratta, dice il Papa, di "forme di discriminazione latenti" verso i nuovi arrivati. Giovanni Paolo II ammonisce: ''Limitare l'appartenenza a una comunità locale sulla base etnica o di altre caratteristiche esterne rappresenterebbe un impoverimento per tutti e contraddirrebbe il diritto fondamentale del battezzato a compiere atti di culto e partecipare alla vita della comunità".





