Del 2/12/2002 Sezione: Torino cronaca Pag. 13)


CONFERMATA LA CHIUSURA DELLA DISCARICA DI BASSE DI STURA ENTRO DICEMBRE 2003
Senza inceneritore stangata sui rifiuti
Chiamparino: il raddoppio della tassa sarebbe inevitabile



Non ci saranno proroghe sulla chiusura della discarica Amiat delle Basse di Stura. Lo ha ribadito la Provincia di Torino, nella persona della presidente Mercedes Bresso. E con lei il sindaco Sergio Chiamparino, intervenuto ad una riunione organizzata dal Comitato Torino 2003, che nell´occasione ha ventilato il ricorso ad un referendum. Obiettivo: lasciare ai torinesi l´ultima parola su quali saranno le aree urbane da comparare con Volpiano in vista del nuovo inceneritore. Ieri mattina c´erano circa 300 persone accalcate nella sala di via Reiss Romoli, molte sull´orlo di una crisi di nervi. Presenti, fra gli altri, gli assessori all´Ambiente Dario Ortolano (Comune) e Giuseppe Gamba (Provincia); il deputato Alberto Nigra e il consigliere regionale Michele Placido per i Ds; Pier Paolo Maza ed Eleonora Artesio, presidenti di quinta e sesta circoscrizione; il direttore commerciale Amiat Nazareno Giorgi. Freddo pungente fuori, mentre all´interno il clima si è arroventato presto. Il che non ha impedito al sindaco di arrivare subito al sodo. «Per come stanno oggi le cose la chiusura della vecchia discarica entro dicembre 2003 è confermata», ha esordito Chiamparino. Salvo precisare come, in assenza del nuovo inceneritore, l´unica novità in arrivo per i cittadini «sarà il raddoppio della tassa sui rifiuti per un numero indefinito di anni». Da questa prospettiva, inaccettabile eppure reale, bisogna partire per arrivare a scelte e date precise. A costo di studiare soluzioni alternative a quelle sul tappeto. Lo stesso sindaco ieri ne ha ipotizzata una: chiusura delle Basse di Stura entro la scadenza prevista; aumento della Tarsu «per un massimo di due-tre anni» (esonerate quinta e sesta circoscrizione), il tempo necessario per avviare le procedure di utilizzo del nuovo sito in cui metterà radici il controverso inceneritore. Mentre è opportuno che la nuova discarica di servizio abbinata, presumibilmente ospitata nel comune di Montanaro, non sia vincolata ai tempi lunghi dell´impianto. Peccato che a diciotto mesi dalla conclusione dei lavori da parte della «Commissione Bobbio» resti aperto il problema di dove localizzare il benedetto inceneritore: sfilatosi Chivasso, resta in pista Volpiano (area Agip). E Torino (che poi vorrebbe dire Mirafiori o, di nuovo, Basse di Stura). «La nostra città, producendo i due terzi dei rifiuti, non può sottrarsi a questo impegno», ha precisato Chiamparino. Da qui l´ipotesi di interpellare i torinesi, con un referendum, sui siti da mettere in pista con Volpiano. L´importante per Chiamparino è darsi una mossa: «Come ci insegnano le più avanzate città europee, il buon andamento della raccolta differenziata non può prescindere dalla presenza di un inceneritore. Per questo l´unica cosa che non sono disposto ad accettare è l´assenza di decisioni su un tema così importante». Avvertimento ai cittadini e non solo, visto che il sindaco ha già previsto un nuovo giro di consultazioni con le circoscrizioni e soprattutto una riunione della maggioranza in Consiglio comunale: «L´opposizione fa il suo gioco, ma su questa materia d´ora in avanti pretendo da parte nostra una posizione univoca...». Altrettanto diretto l´intervento della Bresso che, stante l´attuale paralisi decisionale, ha escluso ulteriori proroghe per la discarica Amiat mettendo in guardia i cittadini sui costi aggiuntivi di smaltimento necessari per trasferire i rifiuti all´estero. Non solo: se entro Natale 2003 non si arriverà all´identificazione di un sito idoneo per l´inceneritore, la Provincia prenderà in mano la situazione esercitando i poteri sostitutivi. Toni durissimi nei confronti di Chivasso, che si è chiamato fuori: la società di gestione del sito segnalato ha infatti deciso di destinarlo ad insediamento industriale e quindi non consente all´Amiat di esercitarvi il diritto di prelazione. Una «grave scorrettezza», che la Provincia si è legata al dito. «Chivasso si assumerà le responsabilità di questo atteggiamento», ha detto senza perifrasi la Bresso. In che senso? «Nel senso che non porterà nessuno dei suoi rifiuti all´inceneritore o lo farà a costi superiori rispetto agli altri comuni».
Alessandro Mondo