Le fiamme appiccate da tre stranieri presi durante una fuga
La polizia in forze ha sedato la rivolta
Un’altra giornata calda sul fronte della lotta all’immigrazione clandestina: arresti, espulsioni e anche un allarme poi rientrato per un incendio doloso al centro di permanenza temporanea di Bologna. Solo tre giorni fa, a conclusione della quinta fase dell’operazione “Vie libere”, erano stati espulsi 1.324 extracomunitari; ben 117 gli arresti. Ieri ancora “super lavoro” per le forze dell’ordine. Il primo intervento alle 6,30 a Bologna. Un incendio di origine dolosa è divampato all’alba nel “Cpt” di via Mattei a Bologna, il centro di permanenza temporanea per immigrati in attesa di espulsione. Ad appiccare le fiamme sarebbero stati tre stranieri che poco prima erano stati bloccati durante un tentativo di allontanarsi dal centro. Il rogo, che non ha causato feriti, ha interessato alcuni materassi, qualche televisore e altre suppellettili, e ha provocato danni piuttosto seri alla struttura. L’intera ala maschile è stata fatta sgomberare. Sul posto sono intervenute una decina di volanti della polizia e diverse squadre dei vigili del fuoco. La situazione è tornata alla normalità soltanto ieri pomeriggio. Spesso nei centri per immigrati la tensione è alta. I tentativi di fuga sono all’ordine del giorno e non di rado scoppiano rivolte che polizia e carabinieri tengono sotto controllo non senza qualche difficoltà.
Sempre a Bologna, due cittadini nordafricani sono stati arrestati in base alla normativa della legge Bossi-Fini: sono un marocchino di 25 anni e un tunisino di 20. A Firenze un’operazione dell’Ufficio stranieri della questura ha portato all’espulsione di 16 romeni. In provincia di Campobasso, agenti della Forestale hanno sorpreso 10 iracheni di etnia curda privi di documenti
Un giro di prostitute colombiane è stato smantellato a Ferrara. Le ragazze arrivavano dalla Colombia a Ferrara per “vacanze studio” o con visto turistico di 10 giorni: ufficialmente erano tutte studentesse, casalinghe o impiegate ma in realtà “lavoravano” una per volta in un appartamento a luci rosse di via Aguiari, dove la ragazza di turno cambiava ogni settimana. Per aver favorito e sfruttato la prostituzione di queste ragazze, è stata arrestata una colombiana di 25 anni, Lucero Sanchez Munoz, regolarmente domiciliata a Ferrara, dove vive con il marito, anche lui colombiano. Gli ispettori della squadra mobile di Ferrara la controllavano da tempo e nei giorni scorsi hanno fatto scattare il blitz: addosso alla colombiana è stato trovato l’incasso che l’ultima ragazza di turno le aveva consegnato per due giorni di lavoro. Le prestazioni andavano dai 50 ai 200 euro a seconda se avvenivano la mattina, il pomeriggio o la sera. L’ipotesi degli investigatori è che alla base del giro ci sia un’organizzazione che dalla Colombia fa arrivare le ragazze in Italia. Curiosa autodifesa di un marocchino accusato di furto in Tribunale a Savona. «Rubo perché non so come vivere. Rubo perché non voglio diventare un kamikaze, un martire e un terrorista di Al Qaida. Ragazzi della mia età, proprio perché non riescono a trovare un lavoro e senza un futuro certo, sono reclutati tra i terroristi. Io non voglio morire. Ma se finisco in carcere allora avrò sempre un pasto caldo, non ruberò più e non farò male a nessuno». Una storia, quasi al limite dell’incredibile, quella raccontata ieri mattina in aula e ai carabinieri dal ventunenne marocchino Nadir Ennouaimi, irregolare, arrestato dopo avere rubato il registratore di cassa in un negozio di generi alimentari a Mallare, in Valbormida. Prima dell’udienza ai militari aveva detto «che in Marocco molti coetanei vengono assoldati da gruppi terroristici per attentati in occidente e in Terra Santa». Il Tribunale lo ha condannato a 10 mesi di reclusione senza condizionale. Il pm Franco Greco aveva chiesto un anno e mezzo: forse in quel caso sarebbe stato meglio per l’imputato.