4 Novembre 2002
Il nuovo movimento di protesta
C'è qualcosa che si sta risvegliando tra la gente
John Pilger
Una volta lo scrittore Graham Greene descrisse "un mondo sotterraneo dove risiedono i sogni e le speranze del popolo, che rimane disconnesso dal mondo rarefatto della superficie, fino a che coloro che lo abitano non riescono a fare un passo oltre". C'è qualcosa che si sta risvegliando tra la gente, perché nel mondo della superficie si sono fatti molti passi avanti.
Negli Stati Uniti, secondo l'Istituto per gli Studi Politici, ci sono state almeno 400 importanti dimostrazioni contro l'attacco all'Iraq fino alla metà di Ottobre. "C'è un'ondata crescente di attivismo", ha riportato il Washington Post. "Un movimento contro la guerra che si sta sviluppando rapidamente, e che sta guadagnando terreno di giorno in giorno...si sta parlando di una protesta da parte di gente che non ha mai protestato prima".
L'ammissione dell'esistenza di una tale movimento è stata insolita. Una misura della forza di questi movimenti popolari contro il potere costituito, è la loro soppressione come notizia. Milioni di persone si sono riversate in strada lo scorso mese in Italia, e nonostante ciò, il giorno seguente, la principale notizia in Inghilterra riguardava le ultime machiavelliche dichiarazioni di Gordon Brown. Il 28 settembre, la storica manifestazione di 400.000 persone a Londra è stata considerata degna, da parte dell'Observer, soltanto di essere banalizzata. In nessuno dei rancorosi resoconti di quel giorno straordinario vi era il riconoscimento di una nuova, diversa e crescente base di elettori, costituita da gente arrabbiata e non più interessata ai piccoli teatrini che riempiono colonne e colonne di giornali di notizie noiose, come nel caso delle ridicole lacrime di Estelle Morris.
Credo proprio che la stragrande maggioranza delle persone tenda ad essere d'accordo, per ragioni molto diverse, con la previsione di Peter Mandelson secondo cui "l'era della democrazia rappresentativa è giunta alla fine". Questo è già da tempo vero e dimostrabile negli Stati Uniti. E' una verità che è sfuggita a molti giornalisti di stampa e televisione, comprensibilmente, essendo la principale funzione di tale giornalismo politico quella di tracciare una linea molto sottile tra le fazioni e di spostare l'attenzione da un argomento all'altro.
Il pubblico lo capisce, e questo è il motivo per cui, in televisione, l'ascolto di notizie riguardanti la politica è crollato. Incolpare i telespettatori per la loro "mancanza d'interesse per la politica" è la scusa con cui si autoingannano i dirigenti dei media, che pretendono di indagare sugli umori popolari, ma poi li ignorano. In realtà, la gente non è mai stato così interessata alla realtà politica, che non ha nulla a che vedere con gli inganni e i pettegolezzi dell'oligarchia eletta.
Certamente, l'ossessione di Tony Blair per l'Iraq, ha fornito l'arena pubblica più rapidamente emergente. Ma la questione è più complessa. La rabbia pubblica e la morte della vera democrazia, sono state da lungo tempo mal giudicate dai media come apatia, nello stesso modo in cui è stata inventata la "fatica per la compassione" dei telespettatori per coprire il fallimento dei giornalisti radiotelevisivi nel riportare la vita e le battaglie della maggioranza dell'umanità. Il fatto che Blair sia preparato a strappare la carta delle Nazioni Unite e attaccare un paese che non costituisce nessuna minaccia per l'Inghilterra, con la motivazione palese che America e Inghilterra possano mettere le mani sul petrolio iracheno, è percepito come un'offesa al rispetto minimo per i valori umani e alla democrazia stessa.
La gente capisce, credo, che un governo che non ha un mandato popolare per le importanti linee politiche che riguardano la guerra, la sanità, l'educazione, le privatizzazioni e i trasporti, non è democratico. Un primo ministro che è pronto ad usare le prerogative reali, "il diritto divino del re", per attaccare illegalmente un altro paese contro i desideri della maggioranza del suo popolo, non è chiaramente un leader democratico.
Le ultime elezioni politiche in Inghilterra sono state fatte passare come una vittoria con una "maggioranza schiacciante", mentre in realtà si è trattato delle elezioni più disertate da quando è cominciato il suffragio universale. La gente non era indifferente. Era arrabbiata o sprezzante, e nel giorno delle elezioni ha disertato le urne.
Con Blair, un processo di trasformazione che dura da venti anni è giunto alla fine: dalla creazione del partito Socialdemocratico nel 1981, al "revisionismo" dei laburisti che abbracciarono il tatcherismo sei anni più tardi. I due principali partiti di Westminster sono effettivamente arrivati a convergere. L'Inghilterra è ora uno stato con una singola ideologia e con due principali fazioni in competizione. Entrambe concordano sulle principali linee politiche nazionali ed estere.
Per i primissimi anni del governo Blair, quelli che si sono aggrappati al partito laburista si sono opposti contro l'assurdità di una "moderna terza via", i cui promotori, come Anthony Giddens, insistevano faziosamente a chiamare "socialdemocrazia". Gli anticonformisti appartenenti agli altri schieramenti politici erano diffidenti nei confronti di Blair. "Non c'è nulla di strano nel fatto che Blair cerchi di costruire una Formula Uno per far correre milionari, malavitosi proprietari di giornali e affaristi imbroglioni" scrisse A. N. Wilson "...lui mette i Murdoch in posizione di potere assoluto potere, e ci fa diventare una realtà sub-americana, in cui tutto è in rovina - il passato, la semplice realtà, il nostro senso morale."
Rosso di vergona, un membro del parlamento racconta: "Ricordate il trionfo sui media dei tagli dei sussidi per le ragazze madri? Nella sera in cui le bambocce di Blair(1) ebbero facilmente la meglio sui gruppi di pressione togliendo 7.50 £ dai sussidi per le ragazze madri, Blair beveva champagne con quel coglionazzo di Chris Evans a Downing Street! Che effetto pensate che abbia questo sugli elettori?"
Tre settimane fa, tre eminenti geografi hanno spiegato alla Policy Studies Association in che modo ha mentito il governo di Blair - manipolando oppure omettendo statistiche pressoché su tutto: educazione, sanità, economia. C'è qualcuno che crede a Blair sull'Iraq? Mentire sui propositi di guerra è stato un segno distintivo di questo governo, le cui scorribande sono state fatte passare, dai cortigiani di Blair, per "interventi umanitari", nella speranza di salvare la faccia dell'imperialismo britannico. Non solo ci sono gli interessi sul petrolio, ma l'Inghilterra è seconda solo agli Stati Uniti per volumi di investimenti in altri paesi. Questo è un governo di morte. L'Inghilterra sotto Blair esporta armi chimiche a 26 paesi - peccato poi il clima d'isteria su Saddam Hussein.
I due ruoli più importanti che il governo di Blair sta giocando sono, da una parte, prevenire qualsiasi forma di opposizione organizzata ai piani di guerra di Bush nell'Unione Europea e dall'altra, conferire rispettabilità alla spietatezza americana. Essendo la foglia di fico della "coalizione" americana, il governo ha speso un miliardo di sterline per bombardare l'Iraq; un atto criminale dal punto di vista di tutte le convenzioni. "Per essere corrotti dal totalitarismo", diceva George Orwell, "non serve vivere in un paese con un regime totalitario". C'è una comprensione crescente di questo da parte del popolo britannico. Ogni giorno adesso vengono organizzati incontri politici da qualche parte in Inghilterra: dalle mille persone o più di un recente evento a Birmingham, ad una sala straripante a Salcombe, Devon. Dove abito io, nella parte sud di Londra, c'è qualcosa di importante tutte le sere. L'energia e l'organizzazione sono ben superiori di quelle degli anni '60, e lo stesso si può dire della coscienza politica della gente, specialmente tra i giovani.
Nonostate tutti i risultati del movimento contro la guerra in Vietnam, la mobilitazione non cominciò fino a quattro anni dopo l'invasione americana. Oggi, sotto innumerevoli bandiere, dagli attivisti contro la globalizzazione, alla campagna contro la guerra, il nuovo movimento, che sta trascinando milioni di persone in tutto il mondo, potrebbe essere il più grande mai esistito. Ne abbiamo bisogno con urgenza.
Note del Traduttore.
(1) Così vengono chiamati i membri del parlamento di sesso femminile della fazione di Blair dalla stampa sensazionalistica.




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