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  1. #1
    Subcomandante
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    Predefinito Ciampi: spetta allo stato il coordinamento della scuola

    Siena
    Lo stato deve mantenere il coordinamento nel campo dell'istruzione e della scuola. Lo ha sottolineato il presidente delle repubblica ciampi conversando con i giornalisti al tremine dell'inaugurazione della anno accademico all'Università di Siena."Non c'è dubbio che questo sia un punto centrale della vita dello stato-ha detto ciampi-Su questo credo ci sia un consenso generale"Ha concluso il presidente della repubblica.
    Subcomandante

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  2. #2
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    Predefinito Re: Ciampi: spetta allo stato il coordinamento della scuola

    Originally posted by Brenno
    Siena
    Lo stato deve mantenere il coordinamento nel campo dell'istruzione e della scuola. Lo ha sottolineato il presidente delle repubblica ciampi conversando con i giornalisti al tremine dell'inaugurazione della anno accademico all'Università di Siena."Non c'è dubbio che questo sia un punto centrale della vita dello stato-ha detto ciampi-Su questo credo ci sia un consenso generale"Ha concluso il presidente della repubblica.
    Ciampi - ...Lo stato deve mantenere il coordinamento nel campo dell'istruzione e della scuola.
    Abrezio - Se x Stato si intende l'amministrazione centrale ... e' cio' sopruso e costrizione.-
    La sovranita', il Popolo, nello Stato, la esercita attraverso ogni suo singolo Cittadino, referendariamente, nelle varie comunita` in kui si riparte, riconosce ed amministra; il Parlamento, ancorke' sovrano, e`deputato dal Popolo alla sua amministrazione senza x altro, espropiarlo (altrimenti nel Parlamento non ci sono delegati sovrani, ma moderni Sovrani gestiti da una ristretta oligarkia formata dai "padroni dei partiti (segretari)" ke fanno e disfano a loro piacimento... com'e' appunto, oggi, la situazione di kuesto stato "PARTITOKRATICO".-


    PS - plutokrazia=democrazia di Paperino... ahahahahahah ... k'e' il Berloskazzone ! ... kiedere lumi al Kaprone di Gemonio ! ... ahahahahahah
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  3. #3
    ilariamaria
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    coordinamento dello stato?

    boh, va beh, basta che lo stato non chieda di assumere lui le maestre e i bidelli.....

  4. #4
    Grande Capo
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    Predefinito

    Originally posted by ilariamaria
    coordinamento dello stato?

    boh, va beh, basta che lo stato non chieda di assumere lui le maestre e i bidelli.....
    Cara bossianleckista,
    scusa il ritardo nel risponderti... vedi xo' di kiarirti bene le idee su cio' ke' stato, nazione e governo .... ahahahahahah
    mandi
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  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Ciampi: spetta allo stato il coordinamento della scuola

    Originally posted by Abrezio


    Ciampi - ...Lo stato deve mantenere il coordinamento nel campo dell'istruzione e della scuola.
    Abrezio - Se x Stato si intende l'amministrazione centrale ... e' cio' sopruso e costrizione.-
    Ma se lo stato non mantiene piu' il coordinamento che valore legale vengono ad avere i titoli di studio erogati dalle diverse scuole? Penso nessuno. Questo puo' essere anche un bene, pero' va affrontato e risolto. Provate a spiegare agli italiani che "il pezzo di carta" tanto ambito non vale piu' niente.

  6. #6
    ilariamaria
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    o bella...e chi dice che non varrebbe di più, invece, un pezzo di carta dato da un ateneo regionale?

    ho davanti agli occhi la laurea di mio marito appensa al muro, Non mi sembra che possa avere meno valore se ci fosse scritto regione Lombardia , piuttosto che repubblica italiana...

    quello che si guarda, in pezzo di carta che serva a qualche cosa, è l'istituto che lo ha emesso...mica lo stato...

  7. #7
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    E poi , fino a che la regione " Lombardia " sarà nello stato Italiano , sarà equiparato alla " repubblica italiana ", dove è il problema ?
    Se poi la laurea made in lombardia ,o in emilia, varrà un tantinino più di una....... , beh che gli altri si addeguino.
    saluti

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Ciampi: spetta allo stato il coordinamento della scuola

    Originally posted by paolo adami


    Ma se lo stato non mantiene piu' il coordinamento che valore legale vengono ad avere i titoli di studio erogati dalle diverse scuole? Penso nessuno. Questo puo' essere anche un bene, pero' va affrontato e risolto. Provate a spiegare agli italiani che "il pezzo di carta" tanto ambito non vale piu' niente.
    e' infatti giunta l' ora di abolire il valore legale del titolo di studio; Anche l' istruzione deve 'andar sul mercato '.
    Cosi' certi esamifici meridionali chiuderanno come molti organici propagandisti di sinistra annidati nella scuola pubblica smetteranno di fare questo lavoro a spese dei contribuenti ..

    c' e' infatti nell' intero apparto pubblico romano , dai ministeri fino al colle , l' illusione che la mondializzazione debba riguardare tutti fuorche' le loro ormai inutili funzioni ...

    Ovviamente io non sono un pasdaran del ' privato' , anzi io credo che il 'pubblico ' abbia un ruolo fondamentale ... ma e' questo 'pubblico' che ormai non serve piu' a niente dal momento che pretende ieraticamente di essere sovrano sulla volonta' e sugli interessi popolari.

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by ilariamaria
    o bella...e chi dice che non varrebbe di più, invece, un pezzo di carta dato da un ateneo regionale?

    ho davanti agli occhi la laurea di mio marito appensa al muro, Non mi sembra che possa avere meno valore se ci fosse scritto regione Lombardia , piuttosto che repubblica italiana...

    quello che si guarda, in pezzo di carta che serva a qualche cosa, è l'istituto che lo ha emesso...mica lo stato...
    Ci sono due tipi di problemi (o forse di piu'):

    Tutti i concorsi pubblici richiedono la presentazione di titoli di studio e non si pone il problema in quale regione siano stati emessi. Questo perche' si da' per scontato (anche se non e' vero) che essendo i programmi ed i criteri di insegnamento eguali dappertutto hanno tutti lo stesso valore.
    Quando ogni regione fara' i programmi scolastici indipendentemente, i diplomi non saranno piu' confrontabili e quindi non potranno avere lo stesso valore. D'altra parte non vedo come si possa fare una valutazione comparata fra 20 regioni diverse.
    E qui faccio un inciso, qui si rischia di trasformare il centralismo statale in un centralismo regionale, andando propria in direzione contraria della piu' ampia autonomia didattica dei vari istituti scolastici ed universitari.

    Siamo in Europa, ed a livello europeo esistono accordi interstatali per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio. Non mi sembra pensabile che ogni regione cominci a stipulare un accordo con la UE per far riconoscere il proprio (a parte che a livello europeo non ci penserebbero neanche a farlo).

  10. #10
    ilariamaria
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by paolo adami


    Ci sono due tipi di problemi (o forse di piu'):

    Tutti i concorsi pubblici richiedono la presentazione di titoli di studio e non si pone il problema in quale regione siano stati emessi.
    concorsi pubblici? in italia ci sono 5 milioni di statali, bastano per i prossimi 50 anni almeno.

    eppoi i concorsi pubblici saranno regionali: a cosa servono i dipendenti pubblici in uno stato dove le regioni sono autonome?

    Eppoi i titoli di studio non sono mai serviti per i concorsi pubblici italiani: per quelli ci vogliono le raccomandazioni e i punteggi superiori per chi arriva da certe regioni.


    Questo perche' si da' per scontato (anche se non e' vero) che essendo i programmi ed i criteri di insegnamento eguali dappertutto hanno tutti lo stesso valore.
    Quando ogni regione fara' i programmi scolastici indipendentemente, i diplomi non saranno piu' confrontabili e quindi non potranno avere lo stesso valore.
    non lo sono neppure adesso. Lo dici anche tu: certi diplomi di certe scuole hanno un valore più alto di altri.

    Non sono confrontabili neppure ora all'interno dello stato, vista la differenza di votazione sulla preparazione degli studenti al nord e al sud.

    D'altra parte non vedo come si possa fare una valutazione comparata fra 20 regioni diverse.
    E qui faccio un inciso, qui si rischia di trasformare il centralismo statale in un centralismo regionale, andando propria in direzione contraria della piu' ampia autonomia didattica dei vari istituti scolastici ed universitari.

    Siamo in Europa, ed a livello europeo esistono accordi interstatali per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio. Non mi sembra pensabile che ogni regione cominci a stipulare un accordo con la UE per far riconoscere il proprio (a parte che a livello europeo non ci penserebbero neanche a farlo).

    Lo fanno già: non so se ti sei accorto che ci sono contatti in rete fra moltissimi istituti sparsi in tutta europa...

    licei e università lombardi fanno scambi di stage con college inglesi da anni, e in queste cose lo stato non è mai entrato.

    In Europa riconosceranno i titoli di studio di tutte le scuole presenti in Europa... sarà più che sufficente....
    Le regioni controlleranno che la preparazione sia ad un livelo adeguato in ogni scuola...

    l'intervento dello stato, in questo caso, proprio non è necessario: diventa anzi un fastidioso legaccio per una scuola moderna ed europea, che deve essere agile e non deve sottostare a burocrazie inutili, lontane dalla zona in cui la scuola stessa opera, per poter essere davvero efficente.

 

 
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