Da "IlNuovo.it"


MILANO – Timbravano il cartellino. E poi, invece che controllare i voli, si dirigevano al bar per un cappuccino e una brioche. Per una colazione in tutta calma e a discapito di chi, ai posti di comando o seduto in poltrona, iniziava un volo. Questa l’ultima, allarmante, rivelazione di un rapporto dei carabinieri sugli uomini radar dello scalo aeroportuale di Linate.

Una conclusione di un’inchiesta che, se è possibile, risulta ancora più sconcertante dopo che 67 controllori di volo sono già coinvolti in un processo per truffa ai danni dello Stato che partirà il prossimo 18 dicembre. Una conclusione che, nonostante uno scandalo nazionale che ha indicato gli uomini del Crav come i grandi assenteisti del cielo, conferma come gli uomini responsabili dei controlli dei cieli facevano, in orario di lavoro, tutt’altro che garantire la sicurezza dei voli.

Shopping, interminabili partite a calcetto testimoniate da documentazioni fotografiche e lunghe soste al bar sono, come anticipa il quotidiano La Repubblica, solo alcune delle abitudini di controllori e dirigenti Enav. Un’usanza che, sembra, sarebbe ripresa nel novembre del 2000, incurante delle indagini che gli uomini dell’Arma avevano avviato. Secondo la relazione dei carabinieri, per citarne uno stralcio, il “sedici maggio del 2002, a causa delle numerose assenze dal posto di lavoro, non è stato possibile aprire alcuni centri operativi”. Con la conseguenza che un solo controllore, l’unico rimasto al suo posto, doveva controllare due o più settori di cielo (anche quelli, insomma, di competenza di chi era impegnato a fare altro).

La relazione dei carabinieri, consegnata al pm Fabio Roia, dovrebbe essere illustrata ai giudici il giorno dell’apertura del processo.