Il conto viene fatto su quanto Giulio Tremonti sta incassando dallo scudo, che scade oggi: su sessanta miliardi di euro, a tanto vengono cifrati dalle banche i rientri, la tassa del 2,5 per cento fa un miliardo e mezzo di nuovo gettito per il fisco. È un'una tantum, una delle tante del ministro dell'Economia, dicono i suoi critici, c'è quindi poco da consolarsi. Ma più importante è l'effetto pil, che automaticamente si accresce delle cifre rientrate. Su un pil di 1.150 miliardi di euro, 60 miliardi fanno un cinque per cento in più. Con un effetto duraturo, sia sulla ricchezza nazionale, sia sui conti del patto di stabilità. L'Italia scavalcherà probabilmente di nuovo la Gran Bretagna nella graduatoria dei paesi più ricchi, riportandosi al quinto posto. Ma c'è un effetto anche molto sostanzioso: ogni indice verrà raffrontato da luglio in poi, quando l'operazione rientro sarà stata perfezionata, con un pil molto maggiore di quello attuale - o, se si vuole, i parametri della stabilità saranno allentati.




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