dal giornale istriano online di lingua italiana "La Voce del Popolo" :
" FRUTTO DELLA RICERCA COMUNE ITALO-CROATA
Vittime italiane a Fiume
oggi presentazione a Roma
FIUME - Si tiene questa sera alle ore 17, presso l'Archivio di Stato (in Corso del Rinascimento) a Roma la presentazione del volume "Le vittime di nazionalità italiana a Fiume ed ex Provincia del Carnaro dal 1939 al 1947", frutto di una pluriennale ricerca svolta dalla Società di Studi Fiumani di Roma e dall'Istituto Croato di Storia di Zagabria e recentemente presentato nella capitale croata.
Le particolarità, le dimensioni, lo spessore dell'opera saranno illustrati da autorevoli studiosi quali Salvatore Italia, Giuseppe Parlato, Mirko Valentic, Amleto Ballarini e Giovanni Stelli. Il libro è il risultato finale di una ricerca che mette in luce anche la scomparsa (si calcola che ammontino a 2700 le vittime catalogate come "dispersi") di molti italiani a Fiume e dintorni alla fine della Seconda guerra mondiale per mano jugoslava. Si tratta di un primo esempio di collaborazione culturale su temi storici ancora molto discussi, un'ipoteca storica e morale che in parte pesa e ancora divide l'Italia e le neorepubbliche nate dalla dissoluzione della Jugoslavia nel 1991, la Slovenia e la Croazia.
Alla manifestazione si prevede la presenza del Presidente della Repubblica on. Ciampi, del Vice Presidente del Governo Fini e del Ministro per le comunicazioni Gasparri nonché altre importanti autorità. Il volume che è stato stampato dal Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione generale per gli Archivi di Stato, rappresenta pure un omaggio alle vittime ed alle loro famiglie che nel corso di tanti anni hanno portato il fardello del dolore.
Alla presentazione zagabrese il volume è stato recepito come un avvenimento assolutamente eccezionale dal valore di manifesto culturale, di momento simbolo. Alla manifestazione zagabrese avevano partecipato rappresentanti del Ministero degli esteri, del Ministero alla cultura, oltre all'ambasciatore d'Italia Fabio Pigliapoco, a Guido Brazzoduro in rappresentanza della Federazione degli esuli, al deputato Furio Radin ed ai rappresentanti della CI di Fiume. La realizzazione del volume era stata salutata come un momento di grande civiltà tra Croazia ed Italia e una conferma della maturità democratica raggiunta dalla Croazia anche nei rapporti con l'Italia. Un progetto - come era stato rilevato in occasione della presentazione a Zagabria - che è pure segno di grande rispetto reciproco della cultura e delle diversità dei due paesi e che riconferma con forza la legittimità della ricerca scientifica dei nodi ancora da sciogliere. Sempre a Zagabria Amleto Ballarini curatore del libro assieme a Mihael Sobolevski, aveva espresso soddisfazione per il lavoro svolto, sottolineando che i rapporti professionali avevano dischiuso quello dell'amicizia aprendo tutto un discorso di più ampio respiro umano.
Giuseppe Parlato, uno dei recensori del libro assieme a Bozena Vranjes Soljan, aveva rilevato cosa significhi oggi lo studio della storiografia soffermandosi sulle chiavi di lettura del libro come pure sulla necessità di superare l'ideologia del totalitarismo, di "decentralizzare" la nostra storia, portandola fuori dal territorio facendola così divenire "storia collettiva". (pvm)
Saluti liberali




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