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    Predefinito Attacco all'America, ipotesi per un complotto

    di Maurizio Blondet

    Il nerbo di al-Qaeda, circa 3mila uomini con tutte le loro armi, è sparito dall'Afghanistan. Lo sostiene l'agenzia israeliana Debka, che attribuisce il "salvataggio" di questa forza al Pakistan. Sarebbe accaduto due notti prima della definitiva caduta di Kunduz, assediata dall'Alleanza del Nord. Un ponte aereo formato da giganteschi "Antonov" provenienti dal Pakistan, atterrato sulla pista di Konduz, avrebbe caricato centinaia di combattenti, diversi di loro feriti; nella città assediata sarebbero rimasti 3-4 mila volontari, per lo più studenti delle madrassa corsi ad arruolarsi nelle scorse settimane, privi di un vero addestramento militare.


    Il giallo della fuga verso il Pakistan


    L'evacuazione avrebbe riguardato le elites della truppa di Benladen (circa 600 sauditi, più egiziani, yemeniti, ceceni e somali), oltre ad ufficiali e militari pachistani in abiti civili, e circa 120 agenti dell'Isi (Inter-Service Intelligence), il famigerato servizio segreto pachistano, che fino a ieri collaborava col regime taleban. Inoltre, altri guerriglieri di al-Qaeda hanno traversato la frontiera del Pakistan uscendo dalla regione meridionale di Kandahar, la roccaforte del regime del mullah Omar.
    I servizi segreti dell'India osservano con allarme il ricomporsi in Pakistan di questa temibile forza di 4mila fondamentalisti, tuttora operativa: New Delhi teme che questa truppa sarà impiegata dal Paese nemico nel Kashmir, dove da anni il Pakistan attizza la guerriglia islamica.
    Secondo Debka, l'"esfiltrazione" dei combattenti di al-Qaeda è stata mascherata agli Stati Uniti dai voli - che gli Usa avrebbero autorizzato - con cui il Pakistan ha salvato i suoi ufficiali implicati con i taleban. È evidente che Washington potrebbe essere stata costretta a chiudere un occhio, perché il Pakistan è oggi un alleato necessario.
    Questo è solo uno dei punti oscuri, o dei patti inconfessabili, che sembrano punteggiare la strana caccia a Benladen. Ma ce ne sono altri: eccone solo un breve campionario.


    Colpo di stato militare. I sospetti della Casa Bianca


    Quando ci fu l'attacco alle Twin Towers, "dalle 10 del mattino fin quasi alle 8 di sera la Casa Bianca non pensò a un attentato di terroristi arabi, ma ad un colpo di Stato militare Usa": lo ha rivelato il 26 settembre il Réseau Voltaire, un bollettino notoriamente vicino ai servizi segreti francesi. I servizi di Parigi stanno insinuando da settimane un'altra "lettura" degli eventi. Il 12 novembre, Le Monde ha recensito con evidenza un libro fatto uscire in gran fretta ("Benladen, la verité interdite", di Jean-Charles Brizard e Guillaume Dasquier), dove si rivelano "legami finanziari ventennali tra la famiglia Bush e quella di Benladen"; Le Figaro, il 31 ottobre, ha rivelato in prima pagina i contatti che "ambienti ufficiali Usa" avrebbero tenuto con Benladen fino al luglio scorso.
    Peggio: il già citato Réseau Voltaire ha rivangato che nel lontano 1962 il generale americano Leyman L. Lemnitzer, capo dello Stato Maggiore interarma, aveva progettato un'ondata di attentati sanguinosi contro la popolazione americana da attribuire a terroristi cubani, onde giustificare un'invasione a Cuba. Il progetto, "Piano Northwoods", fu bloccato dal presidente Kennedy, che di lì a poco fu ucciso. Ciò spiega, insinua l'agenzia francese, perché anche l'11 settembre la Casa Bianca pensò per molte ore a un "complotto militare interno" anziché a un attentato arabo; e perché il presidente Bush fu fatto sparire per ore "in luogo sicuro", e lo spazio aereo chiuso per 4 giorni.


    Antrace, episodi ancora senza perché


    Per giorni i "falchi" del Pentagono (guidati dal viceministro Paul Wolfowitz) hanno tentato di incolpare delle lettere all'antrace diffuse in America Saddam Hussein, che avrebbe agito in complicità con al-Qaeda, invocando perciò un attacco immediato contro l'Iraq. Oggi sembra accertato che l'antrace sia d'origine tutta americana, e diffuso probabilmente da neonazisti Usa. Merito delle indagini dell'Fbi. Ma l'attentato all'antrace "americano" era o no coordinato con l'attentato di Benladen alle Twin Towers?
    L'Fbi ha mancato di cercare una risposta a questa domanda cruciale, così come le sue indagini sorvolano stranamente sulla ricerca dei complici statunitensi che debbono aver aiutato i dirottatori arabi suicidi.
    Perché? Edward Zehr, un giornalista americano che si occupa di complotti, ha evocato a questo proposito le falle delle indagini seguite all'attentato di Oklahoma City qualche anno fa: anche lì un palazzo fu fatto esplodere, e anche lì l'inchiesta si chiuse in fretta con la condanna a morte di Timothy McVeigh, un neonazista ed ex militare, evitando di scavare sui suoi complici ed eventuali mandanti. Forse si temeva di risalire "troppo in alto"?


    Il ruolo marginale di Ossama Benladen


    Troppo semplicistico, ha spiegato un'inchiesta delle Izvestia di Mosca. L'autore dell'inchiesta, Aleksandr Khokhlov, sostiene che Benladen è solo "un malvagio da operetta", che risponde "a un governo islamista composto da 5 pachistani, 5 arabi, 5 afghani, un kashmiri, un uiguri, un indiano, un ceceno, un tagiko e un uzbeko". Sarebbe questo "governo internazionale del terrorismo islamico" ad aver ordinato l'uccisione del capo afghano Masssud (9 settembre) subito prima dell'attentato alle Twin Towers, nell'ambito di un vasto piano di destabilizzazione dell'area. Ciò spiegherebbe perché Benladen non ha mai rivendicato la paternità degli attacchi.
    Ma perché la Casa Bianca continua a dipingere il saudita come l'unico, geniale cervello della trama?

    © Avvenire - 29 Novembre 2001
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Massud fu ucciso perchè non voleva interferenze straniere nel suo paese. E queste interferenze si chiamavano: oleodotto USA.

 

 

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