Il processo di unificazione fu l’espressione e lo sbocco degli interessi costituiti e – soprattutto – delle paure della borghesia apolide che , al nord così come al sud , temeva sopra ogni cosa l'affermazione delle liberta’ e della autonomia popolare in una parte , o l’altra della penisola
Liberta’ e autonomia suscettibili di estendersi , come un focolaio , dal luogo di origine in altri luoghi , e quindi da bloccare , soffocare , attraverso la prospettiva di una unificazione sotto il segno della monarchia più gretta , restauratrice ed accentratrice , quella appunto di casa Savoia
Sotto questa prospettiva , infatti , un accentramento dei poteri e del governo , sembrava , ed in effetti era , la forma più incisiva e idonea a garantire un intervento armato , laddove se ne manifestasse , di volta in volta , la necessita’ (vedi ad es. la sanguinosa repressione del generale Bava Beccaris sul popolo milanese che – a quasi 40 anni dall’unificazione sotto il tallone dei Savoia – aveva visto le proprie condizioni di vita deteriorarsi al punto da spingerlo ad affrontare la morte sotto le sciabole ed i moschetti dei soldati del re , piuttosto che la morte per fame)
Un bell’esempio di internazionalismo della nascente borghesia , della quale la monarchia coagulava gli interessi , contrapposto al localismo dei popoli (che significa attaccamento alle radici e amore delle tradizioni popolari contro lo sfruttamento internazional-capitalista che trova la più compiuta espressione nella forma dello stato centralizzato)




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