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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito G8: L'ordinanza, Punire Anche La 'compartecipazione Psichica'

    G8: L'ORDINANZA, PUNIRE ANCHE LA 'COMPARTECIPAZIONE PSICHICA' (2)

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    (AGI) - Roma, 4 dic. - Per quanto riguarda gli indagati, dunque, secondo il gip Daloiso, "appare indubbio che devono rispondere di devastazione non solo coloro che hanno posto in essere condotte materiali di danneggiamento e incendio, ma anche le persone che pur senza avere materialmente concorso in tale attivita', ne hanno agevolato l'esecuzione con il porre in essere condotte rafforzatrici dell'altrui proposito crimonoso, sia sotto il profilo dell'agevolazione alla commissione materiale dei danneggiamenti con gravissime condotte di resistenza volte ad impedire l'intervento delle forze dell'ordine, che coloro che con la loro sola presenza sul teatro degli scontri, in gruppo con gli elemetni piu' violenti, ne rafforzavano i propositi con condotte di incitamento di per se' non integranti fattispecie delittuose, ma tuttavia concorrenti nell'altrui determinazione sotto il profilo morale del rafforzamento del proposito criminoso in atto, con la costituzione di gruppi compatti che esprimevano la comune volonta' di portare indiscriminate distruzioni con la consapevolezza della messa in pericolo dell'ordine pubblico posta in essere dal complesso dei loro comportamenti". (AGI) Gal-Bas 041556 DIC 02

  2. #2
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    Degno della trama per un film, uno psicodramma.

  3. #3
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    Comunicato stampa del Genoa Legal Forum sugli arresti del 4 dicembre 2002

    COMUNICATO STAMPA

    4.12.02



    Gli arresti effettuati questa notte dalla DIGOS di Genova in esecuzione di provvedimenti di custodia emessi dal GIP rendono palese quale sia la linea che la Procura di Genova intende seguire sui fatti relativi al G8 del 2001.

    Non si comprende, innanzitutto, quali siano le esigenze cautelari che portano il GIP ad emettere tale ordinanza (seppur graduata nella gravità da persona a persona). Non appaiono sussistenti, infatti, nè il pericolo di inquinamento delle prove nè il pericolo di fuga, basti pensare che la quasi totalità degli arrestati di questa notte erano già stati avvisati più di un anno fa di essere sottoposti ad indagini per i fatti di Genova (alcuni, come i tre di Piazza Alimonda, addirittura erano comparsi spentaneamente pur sapendo di "guadagnarsi" in tal modo un'accusa di tentato omicidio).

    Nessuno di loro, tuttavia, ha pensato di andarsene, di scappare. Nemmeno Predonzani che, attrualmente a Berlino, aveva addirittura ritenuto opportuno informare il pm Franz dei suoi spostamenti.

    Neppure ci sembra attuale e giustificata la terza esigenza, il pericolo di reiterazione dei reati, sul quale, al contrario, punta il GIP in modo particolare.

    Di tutti, o quasi, gli arrestati si dice, infatti, quasi fosse un'aggravante, che avrebbero partecipato a tutte le successive manifestazioni "no global".

    In nessuna di queste, però, nonostante la loro asserita "indole violenta", avrebbero commesso reati o innescato scontri con le Forze dell'Ordine...

    Quindi?

    Viene da chiedersi quale sia il reale fine di queste ordinanze.

    Ancora non abbiamo chiarezza si questo. Quello che però evidente è che, pur non avendo la Procura di Genova sposato un'ipotesi associativa come quella cosentina, il lavoro oggi proposto non può dirsi esente da valutazioni ed implicazioni latamente politiche e di criminalizzazione del movimento che a luglio riempie le piazze genovesi.

    L'imputazione per devaztazione e saccheggio, ad esempio, comporta non solo la coscienza di muoversi collettivamente ma altresì la previsione di pene altissime (da 8 a 15 anni) laddove fatti simili sono sempre stati rubricati come semplici resitenze o danneggiamenti. Perchè oggi si recupera un reato sul quale è addirittura difficile trovare una sola pronuncia della giurisprudenza?

    Evidentemente il tentativa è quello di colpire in modo più pesante alcuni comportamenti se commessi nell'ambito di manifestazioni politiche. E questo si comprende altresì dal fatto che fra le prove portate a carico degli indagati e a sostegno delle esigenze cautelarisi ritrovano indagini DIGOS sull'appartenenza politica dei vari manifestanti e sulle loro attività nelle città di appartenenza.

    Così, essere vicino a Rifondazione Comunista o appartenente al Centro Sociale Pedro di Padova,sembrano diventare, di per sè, un'aggravante...

    Tutto questo, unito alla richiesta di archiviazione per Placanica di ieri, ci fa pensare che la tendenza della Procura di Genova sia esattamente quella contraria alle richieste di chiarezza, verità e giustizia che sono venute in questo anno non solo dal GLF o dal Movimento ma altresì da tutte le forze democratiche di questo Paese. Si tenta infatti di ridurre i fatti di Genova a singoli episodi scollegati, decontestualizzati. Si vede così la "resistenza" del singolo manifestante, senza allargare il quadro ed inserirvi l'attacco, ormai accertato, ad un corteo autorizzato e le violenze che ad esso sono seguite.

    Era quello che prevedevamo potesse accadere. Sarà quello che faremo di tutto per evitare.

  4. #4
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    Casarini e gli altri: "Anche noi abbiamo fatto le barricate" Il 14 dicembre manifestazione nazionale a Genova G8, i Disobbedienti alla Procura "Siano coerenti, ci arrestino tutti" di ANDREA DI NICOLA



    ROMA - "Anche noi abbiamo fermato il blindato dei carabinieri in via Tolemaide, anche noi abbiamo fatto barricate, siamo noi la misteriosa organizzazione citata nell'ordinanza del gip di Genova che ha fornito maschere, scudi, gommapiuma per le protezioni ai manifestanti partiti dallo stadio Carlini". Parole di Luca Casarini, controfirmate da Francesco Caruso, Anubi D'Avossa Lussurgiu, Guido Lutrario e gli altri portavoce dei Disobbedienti. Dalle stanze di via dei Volsci 32, sede storica dell'antagonismo romano, riparte la campagna del movimento contro gli arresti di Genova e parte con una clamorosa autodenuncia ("siano coerenti, ci arrestino tutti"), una rivendicazione orgogliosa dei fatti di Genova e con l'annuncio di una manifestazione nazionale proprio nel capoluogo ligure per sabato 14, un'appuntamento che probabilmente sarà una due giorni con un convegno sulla giustiza ed un corteo.



    Casarini, come tutti gli altri, attacca la Procura genovese alla quale attribuisce "una montatura politico giudiziaria". "La Procura - dice Casarini - per provare che gli scontri erano preordinati parla di organizzazione che ha fornito scudi e maschere. Ebbene, date i soldi delle indagini agli operai della Fiat perché vi diciamo che quell'organizzazione siamo noi, i Disobbedienti. E quelle maschere erano necessarie soprattutto quando quando quintali di gas proibiti dalla convenzione di Ginevra sono stati riversati su gente inerme".



    Rivendica tutto Casarini. "Rivendico la giustezza di aver fermato un'arma pericolosa come quel blindato che abbiamo fermato, sono tra coloro che ha fatto di tutto per fermare quel blindato lanciato sulle persone, abbiamo fatto barricate per difenderci da un attacco omicida. Ci siamo difesi e se la legittima difesa viene accampata per la morte di Carlo non vedo perché non debba essere riconosciuta a noi". Per i Disobbedienti "l'inchiesta di Genova è più pericolosa e raffinata di quella di Cosenza perché decontestualizza i fatti per raggrupparli insieme dietro la 'compartecipazione psichica'". Per Casarini i magistrati genovesi "vogliono cambiare la storia". "Tutti - dice il portavoce dei Disobbedienti - hanno visto a Genova una sommossa di polizia, una guerra contro i civili ma nessuno potrà cambiare queste verità. Perché i manifestanti sono in carcere e i poliziotti accusati di torture sono in servizio? Questa è la giustizia della democratica Procura di Genova?".



    Le ex Tute bianche hanno un'idea che esprimono con Anubi D'Avossa: "Vogliono normalizzare il saldo dei conti di Genova. D'un colpo si chiudono i conti con i misteri di Genova, ciò che è accaduto nelle piazze tematiche, il disarmo del carcere di Marassi, la guerra civile nelle strade. E lo fanno rivoluzionando la giurisprudenza, riducendo i criteri di riconoscimento delle persone, facendo confluire tre inchieste, quella sui Black bloc, quella su piazza Alimonda e quella sugli scontri di piazza in una sola". "Tutto cancellato - aggiunge Francesco Caruso - ci sono stati i Black bloc che non sono riconoscibili, una parte 'degenerata' del movimento ha dato il via a scontri e barricate e nulla si dice sul ruolo criminale di chi ha organizzato e gestito l'ordine pubblico. Invece la parte che dicono degenerata sono i migliori di noi, i più generosi che si sono difesi ed hanno difeso gli altri e che adesso diventano aggressori".



    Ma Caruso rilancia. "Non dobbiamo difenderci da nulla, anzi dobbiamo attaccare. Per questo domani saremo davanti alle carceri e alle prefetture, il 13 a Copenaghen per un'Europa delle genti e solidale, il 14 a Genova per un attacco psichico a chi ci accusa di 'compartecipazione psichica'. Noi compiremo un grave reato: un attacco psichico alla Procura di Genova. Tutte le nostre energie psichiche saranno concentrate sul Procuratore Lalla, per convincerlo che sta sbagliando, siamo stati con gli operai della Fiat e saremo ancora con loro".



    E allora il futuro del movimento lo spiega Anubi: "Vogliono insabbiare le responsabilità della guerra in cui il movimento è stato precipitato a Genova il 20 e 21 luglio 2001, ma noi non archiviamo le pratiche di disobbedienza". "Se scoppia la guerra - annuncia Casarini - invaderemo con i nostri corpi le ambasciate. Disobbedire è un diritto".

 

 

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