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  1. #1
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito Dieci ragioni per lottare contro l'ALCA

    Dieci ragion per lottare contro l'ALCA
    La perdita del diritto alla salute e all´istruzione sono alcune delle conseguenze che i paesi dell´America Latina soffrirebbero con l´ALCA


    http://www.nadir.org/nadir/initiativ...onescontra.htm

    di Ximena Zuñiga

    Nel 2005 si vuole introdurre l´Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), un piano che riguarderà 800 milioni di persone in 34 paesi. Nonostante i suoi ideatori lo presentino come un piano per rafforzare il benessere e la democrazia, lo scopo dell´ALCA è esattamente il contrario. Un attento studio dell´ALCA ci dovrebbe portare alla conclusione che non dobbiamo permettere un piano del genere. Ecco dieci motivi.

    1. L´ALCA nasce da un processo antidemocratico.

    La maggioranza della popolazione del continente americano non sa di che cosa parla l´ALCA e in che modo questo piano riguardi la loro vita. Il motivo è che l´ALCA viene preparato di nascosto: i negoziati che sono iniziati nel 1994 sono iniziati in segreto e solo sei anni dopo è stata pubblicata la prima bozza. L´ALCA riguarderà circa 800 milioni di persone in 34 paesi, ma questa gente non è stata informata né consultata a riguardo.

    Si dice che con l´ALCA si rafforzerà la democrazia in America Latina. Quanto questo non sia vero, lo si vede con il fatto che i suoi architetti sentono la necessità di escludere la gente dai negoziati.

    2. L´ALCA espande un disastro già sperimentato.

    L´ALCA è essenzialmente l´espansione del NAFTA (Trattato di libero commercio del Nord America, TLC-AN in spagnolo) che è entrato in vigore nel gennaio 1994 in Canada, USA e Messico. Questo trattato è stato un incubo per le famiglie di contadini, per i lavoratori e per l´ambiente. Molte imprese si sono spostate in da quelle zone dove i datori di lavoro debbono applicare norme restrittive sui salari (cioè in USA e Canada) in Messico, dove i salari sono più bassi e i sindacati sono stati zittiti con la minaccia di trasferire la produzione in altri paesi. Questo processo avrà un´accelerazione con l´ALCA, dato che le aziende faranno pressione sui lavoratori di un paese con la minaccia di licenziamenti, e li metteranno contro altri lavoratori di paesi più poveri.

    I lavoratori soffriranno ugualmente in tutti i paesi dell´ALCA, tanto negli USA quanto in America Latina. Negli USA si sono persi 400.000 posti di lavoro dall´entrata in vigore del NAFTA, in quanto molte imprese sono state trasferite in Messico. E allo stesso modo il 90% di 400 imprese hanno chiuso illegalmente nel momento in cui i dipendenti hanno iniziato a organizzarsi per chiedere il rispetto dei loro diritti. Intanto, in Messico è aumentata la povertà. 8 milioni di famiglie sono scese
    sotto la soglia di povertà dall´entrata in vigore del NAFTA.

    3. L´apertura dei mercati fa fallire i piccoli produttori.

    Con l´ALCA si elimineranno le barriere per il commercio. Per esempio, scompariranno le imposte per i prodotti importati. In questo modo, dicono i promotori dell´ALCA, tutti i prodotti saranno venduti in un regime di libera concorrenza. Invece, l´eliminazione delle barriere al libero commercio significa solo maggiori vantaggi per i grandi produttori, mentre per i piccoli si riduce la possibilità di vendere i proprio prodotti. Per esempio, in Bolivia potranno entrare liberamente i prodotti agricoli di altri paesi, come le mele del Cile o le patate degli USA, e non ci sarà bisogno di pagare dazi. Le patate degli USA sono molto più a buon prezzo delle patate boliviane: un produttore che lì possiede un terreno di 100 Ha può produrre 500 tonnellate di patate all´ettaro ogni anno, grazie a prodotti chimici e a volte grazie ai semi transgenici. E dato che riceve sussidi dal suo governo, può vendere le sue patate a un prezzo più basso. I produttori boliviani invece coltivano su pochi ettari, non ricevono sussidi dal governo, e il loro raccolto è mediamente di 5 tonnellate di patate all´ettaro. Se nel mercato boliviano entrano le patate statunitensi senza il pagamento di dazi, i contadini boliviani non potranno più vendere i loro prodotti.

    L´eliminazione delle barriere non porta a una competizione fra uguali, come pretendono i promotori dell´ALCA. Mentre le compagnie multinazionali possono produrre e vendere dove vogliono, i piccoli produttori non possono competere.

    4. I paesi poveri perderanno la sovranità e la sicurezza alimentare.

    Che succede se i contadini della Bolivia smettono di produrre patate? O emigrano verso le città o all´estero per trovare lavoro, oppure iniziano a produrre qualcosa che abbia un mercato. Come in Ecuador, dove molti contadini hanno iniziato a produrre fiori per esportarli negli USA. In questo modo hanno iniziato a smettere di produrre ciò che si consuma in Ecuador, e il paese si fa sempre più dipendente dall´estero. Se si abbassa il prezzo o la domanda di fiori, o se si alza il prezzo dei prodotti importati, la popolazione del paese non avrà più la possibilità di comprare ciò di cui ha bisogno per alimentarsi. Con l´ALCA si perderà la sovranità e la sicurezza alimentare.

    5. Perderemo i nostri diritti fondamentali.

    Con l´ALCA i servizi base come la fornitura di acqua ed elettricità, l´istruzione e la salute verranno venduti come qualunque altra merce. Secondo l´ALCA la concorrenza delle imprese private è più importante dei diritti di base. Così, gli stati dovranno eliminare le sovvenzioni che permettono che l´istruzione e la sanità siano gratuite, o almeno a buon mercato. Con l´ALCA solo chi ha abbastanza soldi potrà continuare ad avere accesso a questi servizi, mentre sempre più gente perderà i propri diritti.

    6. Subordinamento alle multinazionali.

    L´ALCA vuole favorire e proteggere gli investimenti privati. Se un´impresa straniera dice che la legislazione sul lavoro o sull´ambiente della Bolivia ha "ridotto i suoi profitti" può portare in giudizio il governo Boliviano o esigere un indennizzo. Il governo sarà obbligato a pagare.

    L´ALCA, per proteggere l´investimento privato e i profitti delle multinazionali, vuole farla finita con le leggi a tutela dei lavoratori e per proteggere l´ambiente. Le regole dell´ALCA stanno prima delle leggi nazionali. E´ già successo in Messico, da quando è entrato in vigore il NAFTA: l´impresa statunitense Metalclad intentò una causa contro il governo messicano quando lo stato di San Luis de Potosì gli negò il permesso di riaprire i propri stabilimenti perché inquinavano sorgenti di acqua potabile. Il tribunale obbligò il governo messicano a pagare 18,7 milioni di dollari per le "perdite" che aveva sofferto Metalclad.

    Nel caso di Cochabamba, la mobilitazione della popolazione durante la cosiddetta "guerra dell´acqua" hanno portato alla revoca della vendita dell´acqua alla multinazionale Bechtel, e in seguito questa ultima ha preteso un indennizzo di 25 milioni di dollari. Secondo l´ALCA, il governo avrebbe dovuto pagare questa somma. Non si sarebbe tenuto conto del fatto che la privatizzazione aveva causato un aumento dei prezzi tale che molta gente non poteva più consumare l´acqua.

    7. "Proprietà intellettuale".

    Secondo l´ALCA si possono registrare brevetti su piante o microorganismi. Se i semi o la medicina tradizionale sono coperti da brevetti, bisogna pagare per l´uso di questi semi o della medicina al "proprietario" del brevetto. Così si perde il diritto ad usare semi e conoscenze tradizionali, così come è passato già con alcune varietà di quinua.

    L´ALCA espanderà le regole del NAFTA che si riferiscono al monopolio dei brevetti a tutto l´emisfero. Ciò vuol dire che le compagnie detentrici di brevetti in un paese avranno il diritto esclusivo di commerciare i propri prodotti in tutti i paesi americani tranne Cuba. Le regole sulla proprietà intellettuale sono di particolare importanza per l´industria farmaceutica, che usano queste regole per impedire che altri paesi producano versioni a basso costo di farmaci generici. In questo modo la maggioranza dei più poveri del mondo non possono accedere alle medicine prodotte dalle compagnie statunitensi per via del monopolio e dell´alto prezzo di vendita. Come risultato, l´ALCA aggraverà l´impatto di epidemie come quelle di AIDS e di tubercolosi.

    8. L´ambiente.

    Secondo l´ALCA, nessun paese può proibire le attività di un´impresa per ragioni ambientali se non si dimostra con "certezza scientifica" che questa determinata attività o i suoi scarti sono dannosi. Vuol dire, gli stati devono provare il danno che fanno le imprese, anche se spesso questo danno si vede solo dopo anni. Molti paesi tagliano i propri boschi, sfruttano estensivamente le acque e le risorse naturali per guadagnare denaro nel mercato internazionale. Dall´introduzione del NAFTA è aumentato drammaticamente il taglio di alberi per ottenere cellulosa, e solo nello stato messicano di Guerrero il 40% dei boschi è stato devastato negli ultimi otto anni. La conseguenza è l´erosione del suolo e la distruzione dell´habitat della zona.

    9. Organismi transgenici.

    Le organizzazioni commerciali statunitensi stanno cercando di forzare gli altri paesi ad accettare gli organismi geneticamente modificati (OGM).tradizionalmente, i contadini hanno conservato anno dopo anno i propri semi, ma adesso le compagnie multinazionali stanno commercializzando e promuovendo semi geneticamente modificati che sono sterili, e che dunque non si possono usare l´anno seguente. Gli agricoltori saranno costretti a comprare nuovi semi ogni anno, il che li porterà ad essere totalmente dipendenti dalle multinazionali.

    Nessun governo avrà diritto ad impedire l´ingresso degli OGM. Significherebbe porre nuove barriere al libero commercio, e le multinazionali potranno fare causa a un governo per questo. Secondo l´ALCA, il fatto che si perdano i semi tradizionali e la varietà di piante come conseguenza della coltivazione di OGM non dà diritto a limitare o proibire l´uso di semi transgenici.

    10. Militarizzazione dell´America Latina

    L´espansione del libero commercio sarà accompagnata da una militarizzazione dell´America Latina. Mentre la povertà sta crescendo e alcune multinazionali aumentano i loro profitti, gli USA estendono le loro basi militari nei paesi dell´America Latina, con il pretesto della lotta al narcotraffico e della lotta contro il terrorismo. Attualmente ci sono circa 30 basi militari statunitensi in America Latina.

    Non è un caso che la presenza militare si abbia in posti dove esiste ricchezza di risorse naturali o dove ci sono movimenti sociali forti che si oppongono alla politica neoliberista. Così il "Plan Colombia" - che gli USA appoggiano con 1165 milioni di dollari principalmente dedicati agli aspetti militari - nella regione di Putumayo che possiede giacimenti di petrolio di cui la guerriglia delle FARC rende difficile lo sfruttamento per la sua attività militare. E una nuova base militare statunitense si trova in Ecuador, dove negli ultimi anni i movimenti indigeni sono insorti molte volte contro le politiche neoliberiste ed hanno rovesciato due presidenti della repubblica.

    La militarizzazione del Chapare si situa nel medesimo contesto: in questa zona i cocaleros si sono ritagliati uno spazio come una vera e propria forza sociale. E in questa regione inizia la foresta amazzonica, una delle più ricche del mondo in risorse naturali e biodiversità.

    La crescente militarizzazione dell´America Latina serve a garantire il libero sfruttamento delle nostre risorse naturali e a restiringere le barriere che gli frappongono i movimenti sociali.

    http://www.nadir.org/nadir/initiativ...onescontra.htm

  2. #2
    Roderigo
    Ospite

    Predefinito

    VENDENDO IL FUTURO
    l’ALCA e la perditá della sovranitá e dell’autonomia nazionale


    Il Trattato di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) é un’imposizione degli Stati Uniti d’America a tutto il continente americano, con l’esclusione di Cuba, per controllare e dominare finanziariamente ed economicamente questi mercati. Rappresenta l’ultima tappa nel processo di liberalizzazione del commercio e degli investimenti stranieri, riducendo al contempo tutto a merce di scambio (l’acqua, la vita, l’energia, la forza lavorativa,...) e calpestando ogni diritto.
    Questo trattato é basato principalmente sull’accordo di libero scambio che, nel 1994, é stato firmato tra Stati Uniti, Canada e Messico (NAFTA) e che, secondo vari studi (es: NAFTA at Seven: it’s impact on workers in all three nations, Robert E. Scott, Carlos Salas e Bruce Campbell, Economic Police Institute, Washington, aprile 2001), ha dapprima generato un aumento nel commercio e negli investimenti, con una crescita economica per i paesi interessati, a cui é seguita una preoccupante recessione, con una diminuzione del potere d’acquisto, una diminuzione del salario, un aumento della disoccupazione, ed un’ancora maggiore disparitá tra ricchi e poveri.
    Il caso del Messico é significativo: il NAFTA prometteva una crescita economica ed un maggior impiego. Dall’introduzione del trattato il Messico é improvvisamente diventato un paese esportatore (l’esportazione é aumentata di 3 volte rispetto al 1994). Si produce a basso prezzo nelle fabbriche a capitale straniero, senza leggi e senza diritti, per poi rivendere all’estero buona parte della produzione a prezzi altissimi. Il ricavato delle ditte in questione é stupefacente, mentre l’economia interna non cresce (1,1% di crescita negli ultimi anni!!). Soprattutto non cresce neppure l’impiego, visto che varie industrie locali chiudono i battenti per l’alta concorrenza delle multinazionali che beneficiano di tutti quei vantaggi produttivi, generosamente concessi dai governi.
    Ció che soprattutto spaventa nell’applicazione di questi accordi, é il perverso meccanismo di relazioni che si forma tra lo Stato e le multinazionali straniere. Il tentativo é chiaramente quello di stabilire una COSTITUZIONE MONDIALE DEI DIRITTI DEL CAPITALE (Alberto Arroyo, Mexico). Riprendendo il capitolo 11 del NAFTA, si vuole imporre il permesso alle corporazioni straniere di godere di diritti particolari aggirando la costituzione e le leggi vigenti nelle nazioni.
    Un solo piccolo esempio (ma ce ne sarebbero parecchi): in Canada (!!) vigeva una legge che non permetteva l’uso e l’importazione di un particolare elemento chimico nella benzina (l’MMT), ritenuto tossico. Una potente multinazionale statunitense (Ethyl Corporation), che esporta questo prodotto in Canada, fa causa al governo, ritenendo questa legge discriminante per i suoi prodotti. Grazie agli accordi del NAFTA vince la causa e segretamente si accorda con il governo affinché questo paghi un rimborso di 13 milioni di dollari, rimuova la legge e porga delle scuse pubbliche alla multinazionale!!!
    In pratica, quindi, si vorrebbe applicare una costituzione mondiale dove il capitale possa agire secondo le proprie „leggi“ e la propria „moralitá“, senza dover incorrere in eventuali sanzioni previste dalla costituzione (ad esempio per danni all’ambiente, per diritti negati ai lavoratori, per danni alla salute,...). I governi, e soprattutto la popolazione, non avrebbero piú nessuna voce in capitolo di fronte a qualsiasi malefatta, a qualsiasi imposizione del Capitale, diventando schiavi degli umori e degli interessi delle corporazioni.
    Una chiara e criminale riduzione dell’autonomia delle decisioni politiche delle nazioni, che promuove al contempo un protezionismo senza precedenti dei diritti di proprietá delle corporazioni. Le multinazionali potranno cosí tranquillamente infischiarsene della natura ideologica del governo in carica, visto che la sicurezza del programma economico criminale é comunque garantita con l’entrata in vigore del trattato.
    Chiaramente il punto di partenza é la liberalizzazione e la privatizzazione di tutti i servizi pubblici (scuola, acqua, telecomunicazioni, salute, risorse energetiche, educazione, cultura,...), annientando qualsiasi conquista raggiunta in anni di lotte dei lavoratori.
    E non é solo la distruzione delle basi materiali della sovranitá degli Stati Nazionali Capitalisti, ma é anche una perdita totale della loro storia, delle loro tradizioni e della loro cultura.

    I popoli del continente americano rifiutano massicciamente questo nuovo disegno colonizzatore e alla fine di ottobre si troveranno, chi con la presenza diretta, chi con le molte campagne di sensibilizzazione, chi con l’appoggio solidale, per le strade di Quito a ribadire la propria opposizione all’ALCA, affinché „la degna storia indigena dei paesi americani, la brillante civilizzazione europea, la saggia storia delle nazioni asiatiche e la potente e ricca antichitá dell’Africa e dell’Oceania, con tutte le culture e i processi storici alla base della costituzione delle nazioni, non vengano inglobate e attaccate dal modo di vita statunitense e dal processo neoliberista che, coi loro trattati e con le loro politiche, impongono una guerra totale: la distruzione della sovranitá e dell’autonomia di nazioni e gruppi di nazioni per omologarle al modello capitalista.“

    (Sub Comandante Marcos, Siete piezas sueltas del rompecabezas mundial, edizioni FZLN.)
    http://www.italy.indymedia.org/news/2002/10/94629.php

 

 

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