Il pentito Giuffré accusa: «Patto con Forza Italia per eleggere Dell'Utri»
di red. - da l'Unità
Cosa Nostra ha contrattato con Forza Italia un pacchetto di scambi e nel 1999 ha appoggiato l'elezione del senatore Marcello Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi in Publitalia. Lo afferma il pentito Antonino Giuffré, secondo quanto si legge in un verbale di interrogatorio depositato dall'accusa al processo palermitano contro l'esponente politico accusato di collateralismo con la mafia siciliana. Il referente era Dell'Utri, e in particolare «Dell'Utri costituiva un canale tramite il quale Cosa nostra aveva acquisito delle garanzie politiche per il futuro dell'organizzazione mafiosa». Giuffré ha riferito ai
magistrati di «un impegno assunto da Cosa nostra per l'appoggio elettorale del senatore Marcello Dell'Utri nelle elezioni europee del'99».
Secondo Giuffrè, il senatore Dell'Utri avrebbe ricevuto appoggio elettorale da parte di Cosa nostra nelle elezioni del '99. Sempre secondo il collaboratore, il boss latitante Bernardo Provenzano sarebbe riuscito ad agganciare i vertici di Forza Italia per presentare una serie di richieste su alcuni argomenti che interessavano l' organizzazione: l' abolizione del regime carcerario del 41 bis, la revisione dei processi, la legge sui collaboratori di giustizia, la legge sul sequestro dei beni. Il pentito ha aggiunto che Provenzano voleva ottenere anche l'alleggerimento della pressione sulle cosche da parte della magistratura. Giuffrè dice di aver appreso queste notizie direttamente da Provenzano nel gennaio '93; il capo di Cosa nostra gli avrebbe assicurato che «questi nuovi referenti politici nell' arco di dieci anni avrebbero fatto ottenere questi risultati».
«Per non commettere l' errore del passato occorreva scegliere dei referenti che portassero avanti con determinazione la risoluzione dei problemi che affliggevano Cosa nostra da ormai lungo tempo». È uno dei passaggi del verbale che raccoglie le dichiarazioni del pentito. L' ex boss di Caccamo sostiene di aver parlato di questi «referenti» con il capomafia Bernardo Provenzano e con Carlo Greco e Pietro Aglieri. Per Giuffrè «Provenzano era interessato alla revisione della legislazione antimafia: ed in particolare alla revisione dell' art. 41 bis dell' ordinamento penitenziario, alla revisione dei processi, alla revisione della legislazione sui collaboratori di giustizia, sul sequestro dei beni, e più in generale all'alleggerimento della pressione della magistratura». «Provenzano, in particolare - dice il pentito nel verbale - mi riferì nel '93 che grazie alla nascita di questo soggetto politico riteneva che i problemi di Cosa nostra si potessero risolvere nell' arco di una decina d' anni. Provenzano mi disse: “Dovremmo essere nelle mani giuste”».
Sul rapporto tra Cosa nostra e quella che il pentito definisce «nuova formazione politica» e che poi esplicita essere Forza Italia, Giuffrè dice: «Vi sono state due fasi.Quella dell' acquisizione delle garanzie e quella della ricerca dei referenti 'giustì sul territorio per le varie elezioni, e cioè candidati almeno apparentemente 'pulitì, non dovevano essere sotto inchiesta della magistratura, e quindi non potevano avere alcun timore a portare avanti la politica che interessava a Cosa nostra».
Giuffrè parla inoltre «delle strade per giungere ai vertici del nuovo partito». Fa riferimento all' imprenditore Giovanni Ienna e ai boss Filippo e Giuseppe Graviano, Giovanni Brusca, Vittorio Mangano, Marcello Dell' Utri, Filippo Maria Berruti e Salvatore Di Gangi: secondo il pentito «sono queste le strade attraverso le quali sono arrivate a Cosa nostra le 'garanziè». Il collaboratore afferma che «a fronte di queste garanzie politiche, anche Cosa nostra doveva dare garanzie e in particolare venne chiesto all' organizzazione che si inabissasse e che non proseguisse la strategia stragista. Secondo Giuffrè tutto ciò »interessava Provenzano, in quanto permetteva di poter riorganizzare Cosa nostra e interessava la nuova formazione politica perchè avrebbe consentito ai nuovi referenti di potere lavorare in tranquillita«
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Non e' che poi quando dell'Utri ha 80 e passa anni vediamo l'80nne Fassino lamentarsi.. ?![]()




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