Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    Avanguardista
    Ospite

    Predefinito La Fiamma Tricolore contro la devoluzione

    dal sito www.msifiammatric.it


    Comunicato stampa del Segretario Nazionale, Luca Romagnoli

    DEVOLUZIONE E LO SCRITERIATO INCEDERE DI UNA MAGGIORANZA


    Devoluzione sia!

    Si mantengano i patti con gli elettori (con quelli della Lega, i soli consapevoli)!

    Si compia dunque l’ennesima mortificazione dello Stato, trasferendo da questo alle Regioni “le competenze esclusive di scuola, sanità a polizia locale”. Come? Al solito proseguendo nel solco già tracciato dal biasimato governo ulivista.

    È proprio così: la “devolution” del Ministro per le Riforme (l’Umbertone nazional-padano, discendente di quei valligiani che dal Bresciano e Bergamasco decisero di risalire a ritroso la Penisola al seguito del Garibaldi) ha preso le mosse dalla riforma federalista approvata nella scorsa legislatura, quella che ha modificato il Titolo V della Costituzione, conferendo maggiori poteri alle Regioni (riforma poi confermata dal referendum).

    Poteri alle Regioni? C’è da chiedersi piuttosto se non sia il caso di toglierli; giacché, in tante occasioni, sono solo serviti ad alimentare disservizi, appetiti pantagruelici, distribuire o meglio disperdere risorse pubbliche, creare una pletora di nuovi amministratori e quindi loro sodali da mantenere, ingolfare e peggio costringere nelle pastoie d’una ulteriore burocrazia gli amministrati.

    Non bastava questo, non era sufficiente il già ampio potere legislativo concesso alle Regioni autonome, si dovevano spingere gli egoismi dei ricchi al parossismo della disgregazione culturale, solidale e persino della sicurezza pubblica.

    Eccolo dunque il “progetto Bossiano”, fatto proprio dal Governo e da questa malnata maggioranza: modificare l’art. 117 della Costituzione assegnando alle Regioni pieni poteri in materia di sanità, polizia locale e scuola. “Lo stato non deve mettere bocca nelle materie in cui c’è la competenza esclusiva delle Regioni”, ha dichiarato il braccio destro di Bossi Francesco Speroni e, peggio, gli ha fatto eco il Ministro per gli affari regionali Enrico La Loggia (non padano, ma meridionale eletto da elettori meridionali), che sulla devoluzione ha dichiarato “...non riesco ad immaginare come possa sfasciare il Paese” (CdR, 3 dicembre pag. 8).

    E ministri, deputati e senatori di Alleanza Nazionale come intervengono? Cosa dicono questi falsi paladini della dignità nazionale; del “Tricolore patriottardo” questi inventori del “timido sciovinismo massmadiatico” questi malversatori dei sentimenti e dei valori, questi “metafisici del potere” questi “nuovi illuminati?” Tombale silenzio. Fragoroso, solito ipocrita silenzio. Al massimo pencoleranno tra le battute del Presidente Ciampi, cercando di convincere iscritti ed elettori che un “…regionalismo solidale è possibile” anzi “va di pari passo con l’unità della Nazione”.

    No questa secessione surrettizia, quest’ulteriore sperequazione tra Nord e Sud d’Italia, questa divisione dei diritti e dei doveri, questo abominio antisolidarista e antisociale va denunciato e combattuto con asprezza di toni e protesta fragorosa quanto popolare! Sicurezza e ordine pubblico, pari opportunità d’accesso alle prestazioni sanitarie (per altro già deficitarie come il fenomeno della migrazione sanitaria in Italia ampiamente dimostra), diritto ad un istruzione non sperequata quanto a temi culturali e servizi sono doveri inalienabili dello Stato. Così come non sono discutibili questi doveri altrettanto non si può mortificare un’unità nazionale ed una identità culturale che oggi – ancor più di ieri – si confronta nel più ampio scenario europeo. Non è possibile consentire che si usi il federalismo per dividere – primo caso nella storia – quando ogni altro, sua concreta attuazione e sempre servita al tentativo (talvolta con esiti poi negativi come nel caso della Jugoslavia), di unire e condividere.

    Mentre curiosi attendiamo di vedere come giustificheranno ai loro elettori gli eletti della CdL nel Mezzogiorno l’ennesima svendita, piace qui concludere con un’altra citazione – simpatica questa volta – “Berlusconi ha vinto grazie ai voti del Meridione. Ma se oggi andasse al Sud verrebbe preso a fischi e pernacchie. E quando ci sarà il referendum (abrogativo della Devoluzione n.d.r.) io sono convinto che lo vinceremo” (Clemente Mastella, CdR, 3 dicembre pag. 8).

    Beh, quel che è certo è che i missini della Fiamma faranno quanto in loro potere affinché questo accada. Significativo è il potenziale disgregante della proposta, che innesca dinamiche conflittuali tra i diversi territori del Paese. Una riforma istituzionale, che prefigura politiche locali e profili regionali assai differenziati, quindi l’ulteriore inasprimento degli squilibri territoriali del Paese, alla luce della evidente recrudescenza dei profondi divari interregionali, avrà esiti pericolosi in termini di sviluppo socioeconomico e d’indebolimento della coesione sociale.

    A causa della moltiplicazione degli ordinamenti regionali e della differenziazione normativa, nelle Regioni si determineranno differenze sostanziali e inaccettabili disomogeneità nei servizi erogati ai cittadini, nelle opportunità di sviluppo per le imprese residenti nelle diverse aree del Paese. Prendiamo ad esempio due indicatori socioeconomici di base: la ricchezza pro capite e il tasso di disoccupazione nei diversi contesti territoriali e nel confronto con altre regioni europee. Il valore medio della ricchezza pro capite a livello nazionale è pressoché in linea con il valore medio riferito all’Unione europea, è però vero che l’Italia figura tra i Paesi Europei che presentano i più marcati divari territoriali interni dello sviluppo. I due esempi regionali estremi in Italia sono Trentino-Alto Adige (con un Pil pro capite pari nel 1998 al 136,1% del valore medio europeo), e Calabria, la cui ricchezza per abitante scende al 60,7% della media europea, ovvero è tra i livelli più bassi d’Europa insieme ad alcune regioni di Grecia, Spagna e Portogallo.





  2. #2
    Nazionalpopolare
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    Bene! Una battaglia obbligata!

  3. #3
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    Sarebbe da postare sul forum degli etno-nazionalisti, così certi leghisti capirebbero con chi vorrebbero fare strane collaborazioni.
    Padania libera fino all'indipendenza

  4. #4
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    Giusto... e certi Fascisti con chi vorrebbero mischiarsi...

  5. #5
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    Beh! Non è che una riforma federalista sul modello tedesco farebbe male al nostro paese. Ma questa la si doveva fare al momento della fondazione dell'Italia o almeno alla fine della seconda guerra mondiale. Ma io sono pure contrario a questa "devolution" alla maniera nostrana di Bossi perché io non mi fido e odio troppo la Lega e i Leghisti che sono persone che sotto questa "devolution" nascondono altre cose. Del resto la prova ne è che quando si tratta di fare mantenere i soldi al Nord e quando devono fare controllare alle regioni la sanità, la polizia locale e la scuola la invocano subito ma quando Lunardi (quel topo di fogna) vuole fare le sue "grandi opere" che servono a arricchire i costruttori e possono provocare squilibri al territorio in cui vive la gente se ne frega del parere della regione, degli enti locali di quella regione e della popolazione di quella regione perché decide lui e basta (la "Legge Obiettivo" che vuole fare per superare tutti gli ostacoli che gli mette la legge). Questa devolution i Leghisti che se la tengano per loro.

  6. #6
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    Predefinito DEVOLUTION

    Qualcuno ha notizie di che cosa ha detto il " nostro " Sen.Caruso a proposito sia delle Devolution che della Cirami ?

    E LINEA che ha detto in proposito ?

    Ma allora siamo ancora " riposizionati " oppure no ?

    Il Sen.La Russa ha detto giorni fa ad un mio amico anche Lui di FT:
    ma come esiste ancora un FT ? Con il " riposizionamento " dovreste ormai essere sul " distrutto ".Inoltre un consigliere regionale di AN ( Lombardia ) ha detto allo stesso a proposito della disapprovazione generale per l'aumento di stipendio di duemilioni di vecchie lire al mese che i consiglieri di maggioranza hanno decretato:ma chi se ne importa.Tanto tra qualche settimana nessuno in Lombardia se ne ricordera' nemmeno.

    Comunque stiamo a vedere perche' oggi come oggi non si puo' piu' recriminare sulla malefatte dell CdL.Si doveva prevedeelo gia'
    a Montesilvano e invece.....


    Un saluto

  7. #7
    "Il Ventennio"
    Ospite

    Predefinito

    la prima costituzione di repubblica del nord..fu poveri pio, la repubblica sociale italiana....ora come allora...vale il detto l'Italia agli italiani e il sud agli arabi.
    W il duce...
    ahhh dimenticavo...voi della fiamma, fareste rivoltare nella tomba tutti...fareste, perchè per fortuna le vostre idee stronze sono solo folklore.
    ma cosa caccchio vi opponete?
    non lo capite che questo paese ora come allora è ad un passo dalla fine economica e sociale?
    l'unico sistema è mettere in responsabilità tutti...terroni compresi.
    non fate propaganda da stupidi, e cercate di partecipare..invece di rinchiudervi in ideologia inspiegabili.
    Siete fuori tempo....fuori dalla storia...fuori dalla vita.
    Il fascismo è partecipazione, non esclusione!!

    W l'Italia, frazionata e indivisibile!!

 

 

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