Con un messaggio pubblicato su vari quotidiani italiani ed europei, i turchi chiedono ai diversi premier di aiutarli a entrare nell'Unione europea.
MILANO – “Confidiamo nel vostro appoggio quando si discuterà il nostro futuro”. Un appello dal tono confidenziale, una sorta di pacca sulla spalla, una richiesta che si trasforma in vera e propria campagna pubblicitaria quando una nazione, come la Turchia, decide di acquistare mezze pagine di quotidiani europei per chiedere ai rappresentanti dei rispettivi Governi di aiutare i turchi a entrare nella Ue.
L’annuncio, firmato dalla Tobb (l’Unione turca delle Camere di Commercio, Industria, Scambi Marittimi e Borsa Merci), da Tusiad (Associazione Turca degli Industriali e degli Uomini d’Affari) e dalla Turba (l’Associazione Turca delle agenzie di viaggio), appare contemporaneamente sui quotidiani dei Paesi già aderenti alla Ue. “Ci piacerebbe condividere un nostro pensiero col Presidente Berlusconi – si legge nella versione destinata all’Italia – Se grandi menti la pensano allo stesso modo, allora speriamo che anche altri la pensino come Lei”.
Accanto alla frase, forse non così immediata, appare una fotografia del nostro presidente del Consiglio sorridente più che mai. Lo stesso schema, fa sapere la Tobb a IlNuovo.it, è stato adottato per il britannico Tony Blair o il francese Jacques Chirac.
“A Copenaghen non perdete la storica opportunità di aprire la strada alla Turchia” dicono i turchi. Che, come in ogni messaggio promozionale che si rispetti, mettono l’accento sulle conquiste ottenute in questi anni. E ce n’è davvero per tutti i gusti, tanto che la vittoria della Coppa Uefa va di pari passo con l’entrata nell’Unione Doganale e il successo estivo ottenuto con dieci milioni di turisti non ha nulla da invidiare con la presenza turca nella Nato. Ora, ammettono gli stesori del messaggio autopromoziale, “abbiamo ancora molta strada da percorrere”. Ma la nazione turca, ricordano, ha “un ampio consenso di popolo e vogliamo andare avanti”. Prima destinazione, appunto, l’Europa.
(8 DICEMBRE 2002, ORE 147)




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