da www.ecn.org

UNA MANO LAVA L'ALTRA E TUTTE E DUE LAVANO LA FACCIA
(O PERLOMENO COSI' PENSA IL POTERE)
------------------------------
Eravamo troppo smaliziati , per poter pensare che la giornata di ieri sarebbe, finalmente, stata una giornata serena, e, come al solito, il potere non ci ha deluso: subito dopo il nostro rilascio, altri compagni hanno preso il nostro posto nelle "patrie" galere. Stavolta hanno immediatamente dichiarato, che si tratta di reati specifici e non associativi, dando, inconsapevolmente, l'ennesimo colpo alle decisioni del PM e del GIP cosentini, ma la gravità di questi ultimi arresti resta tutta.
Non solo perché al posto della cospirazione contro il potere economico dello stato e del disturbo all'azione del governo creati dai magistrati calabri si sostituisce la perla genovese della compartecipazione psichica ai fatti delittuosi, ma sopratutto per il disegno politico che sta dietro questi arresti progressivi. Infatti le inchieste sembrano ad orologeria e si concatenano l'una nell'altra, o ad altri avvenimenti, come se cercassero legittimazioni postume alle inchieste stesse.
Non è un caso che gli arresti di Cosenza arrivano a pochi giorni da Firenze, come non è un caso che gli arresti di Genova arrivino subito dopo le nostre scarcerazioni. Ci spieghiamo: ve lo immaginate quale supporto non solo di clima politico, ma anche di avallo al teorema cospirativo avrebbe avuto l'inchiesta cosentina se i tanto "paventati" (dal cavaliere antennato) incidenti fiorentini ci fossero stati? Le cose sono andate diversamente e il PM è stato costretto ad agire senza quel supporto. Ma ha agito perchè era in arrivo l'archiviazione Placanica, e l'inchiesta di Cosenza doveva preparare un clima politico che criminalizzando il movimento facesse passare facilmente la giustezza di quell'archiviazione.
Il teorema è saltato; l'opinione pubblica ha rifiutato questa impostazione ed allora si è deciso di far coincidere la richiesta di archiviazione con la decisione del tribunale del riesame di Catanzaro, in modo da far accettare meglio l'archiviazione nel caso ormai probabile della nostra scarcerazione.
Ma il disegno non si poteva chiudere; ed ecco gli arresti di Genova eseguiti subito dopo le scarcerazioni di Cosenza. Il fatto che la procura ligure metta in risalto l'assenza di reati associativi, a noi dice che si stava aspettando la decisione di Cosenza per decidere l'impianto accusatorio.
Quando i giudici del riesame hanno rifiutato il teorema cospirativo, già rifiutato dall'opinione pubblica, hanno depurato il loro teorema dai reati associativi, ormai sputtanati, ma per compenso hanno creato la "compartecipazione psichica".
In ogni caso per lor signori importante è criminalizzare il movimento. Non solo per quello che sinora è riuscito a fare, ma sopratutto per impedire la saldatura tra il movimento e conflitto sociale che si sta inasprendo.
E' chiaro infatti che la politica reazionaria di attacco alle condizioni di vita del proletariato va di pari passo con la politica di guerra imperiale contro chi si oppone alla normalizzazione capitalista. Questa politica già sta portando a forme sempre più diffuse di conflitto sociale, che rischia di smarcarsi dall'alveo pacificatore dei "sinistri di governo". Ecco perchè si vuole accelerare la creazione di un clima di regime. Se tutto ciò è vero dobbiamo capire l'importanza dell'unità del movimento.
Per il regime non ci sono vere distinzioni fra buoni e cattivi, vuole criminalizzare tutti.
E allora anche noi dobbiamo rifiutare queste divisioni, anzi dobbiamo liberarci della zavorra dei pretoriani del 2000, che accettando queste divisioni si vogliono proporre come interlocutori del regime magari auspicando una loro promozione a ceto politico "alternativo".

Rollo Antonio Paolo e Oliva Vittoria (inquisiti dal PM di Cosenza)
L'Avamposto degli Incompatibili