In 211 su un barcone di appena 18 metri. Sono sbarcati venerdì notte nella zona industriale di Agrigento, in contrada Petrusa. La "carretta del mare" trasportava extracomunitari di diverse nazionalità, in prevalenza irakeni, curdi, pakistani, liberiani, stipati all'inverosimile. Tra di loro, anche cinque donne. Le motovedette avevano avvistato il barcone nel tardo pomeriggio al largo di Gela, nel nisseno. In un primo momento, gli scafisti erano riusciti a fare perdere le proprie tracce ma sono stati avvistati da un elicottero della Marina militare. L'imbarcazione è stata circondata e bloccata da quattro motovedette, della Guardia costiera, dei carabinieri e della Guardia di Finanza.
I migranti sono stati poi trasferiti nel Centro di San Benedetto ad Agrigento, tristemente noto per una situazione igienico-sanitaria insostenibile (corre voce che in serata siano stati spostati in Calabria): proprio ieri un gruppo di parlamentari di centrosinistra hanno tenuto un presidio di protesta davanti ai cancelli del centro agrigentino, in sostegno alla lotta del deputato agrigentino Calogero Micciché che qualche giorno fa aveva occupato simbolicamente i locali e tentato di documentare il degrado, guadagnandosi due sequestri consecutivi di macchine fotografiche.
Di fronte all'immigrazione, la risposta del governo - locale e centrale - è esclusivamente repressiva. Un incremento di 1.000 agenti di polizia per contrastare il fenomeno è la novità prevista da uno degli emendamenti alla finanziaria presentati dal relatore al Senato Lamberto Grillotti. Inoltre, per lo stesso obiettivo, è prevista anche l'assunzione di 1.000 funzionari civili. La spesa prevista nel triennio è di 76,1 milioni di euro per i poliziotti e di 50,9 milioni di euro per i funzionari. Complessivamente per "fronteggiare" l'immigrazione (compresi non meglio precisati "ammodernamenti tecnologici" e la costruzione di nuovi centri di detenzione) saranno stanziati 100 milioni di euro per ogni anno, dal 2003 al 2005.
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