La dichiarazione all'esame dell'Agenzia per l'energia atomica
Un'altra copia del documento in volo verso New York
Iraq, il rapporto è a Vienna "Gli Usa mostrino cosa non va"
Bagdad: "Eravamo a un passo dall'atomica, ma ci fermammo"
Il New York Times: "Da gennaio l'esercito Usa pronto all'attacco"
ROMA - Una copia della dichiarazione di Bagdag è giunta in Austria, un'altra è in viaggio verso New York. E' tempo dell'esame, per il documento sui programmi di armamento iracheni, ma anche il momento dell'ennesima sfida agli Stati Uniti: il rapporto è "accurato e veritiero", ha detto il generale Amnir al-Saadi, consigliere di Saddam Hussein, "se qualcuno ha qualcosa in contrario, che lo dimostri". E mentre in Iraq continuano le ispezioni, il New York Times afferma che gli Stati Uniti avranno presto, nella regione del Golfo Persico, strumenti e truppe sufficienti per sferrare l'attacco in un qualsiasi giorno di gennaio.
"Esamineremo immediatamente il documento". Così Melissa Fleming, portavoce dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, con sede a Vienna, dove oggi è giunta una delle due copie della relazione sugli armamenti iracheni. "Entro due settimane - ha aggiunto la portavoce - potremo informare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dei risultati preliminari di tale esame".
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A partire da questa sera, un team di quattro o cinque persone, tra cui alcuni esperti di lingua araba, comincerà a esaminare il rapporto. Dall'Agenzia nessuna previsione sul tempo necessario, molto dipenderà, dicono, da quante sono le pagine scritte in arabo.
Intanto un'altra copia del documento è in volo verso New York. L'aereo è partito da Francoforte, dove era arrivato da Cipro, circondato dalla massima segretezza. Nessuna conferma che a bordo, insieme al documento, si trovino anche alcuni ispettori delle Nazioni Unite.
Quanto ai programmi nucleari del Paese, al-Saadi ha dichiarato che l'Iraq non era ancora arrivato alla fase di assemblaggio, o di un test, della bomba atomica, quando nel 1991 la comunità internazionale impose a Bagdad il programma di disarmo. "Eravamo a un passo" ha ammesso il consigliere di Saddam, "ma ci siamo fermati".
E a proposito del documento, la replica di Bagdad allo scetticismo americano ha il tono della sfida: "Speriamo - ha detto Amir al-Saadi - che questa relazione, accurata, globale e veritiera, soddisfi gli Stati Uniti. Se non sarà così, che mostrino cosa non va, lo facciano presente all'Agenzia internazionale per l'energia atomica e agli ispettori dell'Unmovic, affinché possano verificare. Perché portare avanti questo gioco?"
Ma il gioco prosegue, anche sul piano militare. Secondo il New York Times, nel Golfo Persico soffiano venti di guerra. Il quotidiano, citando fonti militari americane, stila una lista delle forze che Bush starebbe schierando nella regione, tali da consentirgli di attaccare fin dall'inizio dell'anno nuovo. Solo l'esercito, afferma il quotidiano ha già pronti in Kuwait novemila uomini, 24 elicotteri Apache e l'equipaggiamento per due brigate corazzate, mentre il necessario per una terza starebbe arrivando dall'Oceano Indiano.
Il quotidiano americano riferisce inoltre che dalla prossima settimana quattro portaerei saranno pronte a colpire l'Iraq ad un solo segnale, mentre una quinta, in navigazione nell'Asia sudorientale, sarebbe pronta a partire in caso di crisi. A ciò, secondo il New York Times, vanno aggiunti un migliaio di ufficiali superiori di stanza in Qatar, agli ordini del generale Tommy Franks, capo del comando centrale americano, che domani daranno il via al programma Internal Look di esercitazioni simulate, per testare i sistemi di operatività e di coordinamento delle forze nel Golfo. La simulazione computerizzata sarà guidata da un centro di controllo mobile in una base americana nel deserto alla periferia di Doha, la capitale del Qatar.
Intanto in Iraq cresce il ritmo delle indagini. E' arrivato a Bagdad un nuovo gruppo di ispettori delle Nazioni Unite, composto da otto esperti dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica e quattro dell'Unmovic. Contemporaneamente è arrivato nella capitale irachena il primo degli otto elicotteri che serviranno per le ispezioni. Oggi 15 esperti lo hanno utilizzato per raggiungere una fabbrica di Falouja, a circa 50 chilometri dalla capitale irachena, che ufficialmente produce pesticidi.
(8 dicembre 2002)
Ma te guarda!
Ma non erano,come i professionisti antimaericani,dicevano,tutte balle della CIA quelle che l'Irak era vicino all'atomica?![]()




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