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  1. #1
    Ospite

    Predefinito Le 50 buone ragioni per l'Indipendenza della Padania.

    I leghisti, quando fai loro una domanda sulla "Padania" etc. alla quale non sanno come rispondere o censurano il messaggio o postano "le 50 buone ragioni per l'indipendenza della Padania" scritte da Pagliarini e Oneto. (Mi sono limitato a scrivere solo i loro cognomi altrimenti avevo pronta una storpiatura che qui non posto per non violare il regolamento della Redazione). Come se questi fossero chissà quali grandi storici, o chissà tipo de Gaulle, Roosevelt, Major quali grandi politici. Se qualcuno vuole dare uno sguardo http://www.politicaonline.net/forum/...?threadid=2766. Così magari può fare a questi un commento generale. Riflettendo bene che qualunque persona, anche un bambino, purchè abbia un minimo di istruzione può commentarli e smentirle. Io penso che sia opportuno fare un commento a una a una di queste buone ragioni altrimenti non ci si arriva più a volerle commentare tutte quante in un solo messaggio.

    1 - Perché l'Italia è una imposizione artificiosa

    Perché l'Italia è stata fatta senza e contro la volontà popolare, con una azione militare organizzata e voluta da una sparuta minoranza di persone per demagogia, per interessi economici e per spirito di sopraffazione. L'Italia non è mai esistita nella storia. Essa è stata unita prima del 1860 solo sotto l'oppressione di Roma antica che aveva però anche conquistato e tenuto sotto il proprio dominio tutti i paesi mediterranei e gran parte dell'Europa occidentale: quella lontana esperienza non può costituire in ogni caso un precedente storico né una giustificazione per l'unità politica. Anche in quei giorni lontani i nostri antenati avevano combattuto una guerra e una guerriglia di resistenza che è durata 4 secoli contro l'aggressione di Roma. L'unità risorgimentale è stata fatta militarmente ai danni di stati antichissimi basati su autonomie e libertà che risalivano a molti secoli addietro. Essa è stata formalmente legittimata con i Plebisciti di annessione al Regno di Sardegna: a questi però ha partecipato una percentuale irrisoria della popolazione e sono stati una tragica farsa per mancanza di libertà e di segretezza. Per completare e per cementare la così detta unità si è poi combattuta una guerra che ha procurato quasi 650.000 morti innocenti. Guai a quel paese che per giustificare o formare una coscienza unitaria deve ricorrere a guerre, sangue e sofferenze per il suo popolo.

    E' stato così, cioè fatta senza il consenso popolare, per tutti gli stati preunitari. Sia per il Granducato di Toscana, sia per il Regno delle Due Sicilie, sia per lo Stato Pontificio etc. Non sono d'accordo sul fatto che non sia mai esistita nella storia. Ma comunque la si pensi nemmeno la "Padania" è mai esisistita nella storia ... altrimenti, chi l'ha fatta? Che storia ha? In tutti i modi non è necessario risalire alla provincia "Italia" all'interno dell'Impero Romano. Basta notare che ci fu dal 493 al 526 il Regno Ostrogoto sotto Teodorico che raggruppava pressappoco tutta l'Italia (mancavano solo la Sicilia, la Sardegna ... parte del Piemonte, la Valle d'Aosta e parte di territorio che oggi fa parte della Francia costituivano il Regno dei Burgundi). Poi l'Italia fu invasa dai Bizantini che la riconquistarono e dal 553 al 568 diviene una prefettura amministrata da Bisanzio, sotto il controllo dell'esarca di Ravenna. Poi vengono i Longobardi. Inizialmente si stanziano il buona parte del Nord (ma non in tutto), ma poi fanno conquiste anche al Centro - Sud. Ci sono il Ducato di Spoleto che raggruppa buona parte dell'Italia Centrale (Umbria sudorientale, Marche meridionali, Abruzzo, Lazio dell'Ovest e parte del Molise) e il Ducato di Benevento che raggruppa buona parte dell'Italia Meridionale (Campania, Puglia settentrionale, Basilicata e parte della Calabria) e arriva fino a Rossano Calabro. Restano fuori dall'appello il litorale Veneto (Venezia fu costruita in funzione antilongobarda, per difendersi dai Longobardi invasori diverse popolazioni autoctone si stanziarono sulla laguna Veneta), la Romagna, le Marche del Nord, il Lazio occidentale, la Puglia meridionale e la Calabria Meridionale oltre alla Sardegna e alla Sicilia che non mettiamo perché non rientrano nel contesto del periodo storico di cui si parla. I Longobardi, come stava scritto in una pagina web del sito o un semplice messaggio che postò su Politicaonline.net (non mi ricordo in quale forum) mi sembra LN, erano loro i primi a volere fare un Regno indipendente sulla Penisola. Questo Regno si sarebbe chiamato "Longobardia" così come la Francia si chiamò "Francia" dopo l'invasione dei Galli ... ora staremo qui a scrivere da Longobardi se non fossero successe altre cose che sto per citare. Ultimamente, anche se a breve periodo, i Longobardi avevano occupato anche altri territori che inizialmente erano parte dell'Impero Romano d'Oriente tipo parte della Puglia ancora bizantina, buona parte del Litorale Veneto, la stessa Ravenna capitale della Romania, cioè quello che rimaneva dell'Italia bizantina e stavano per occupare anche Roma. Il papa, sentendosi minacciato, mandò a chiamare Carlo Magno e scesero i Franchi che si sostituirono nella dominazione (praticamente tutto il Centro - Nord, il Nord fino al Molise) ma al di sotto del Molise era rimasto indipendente il Ducato di Benevento. Ma l'Impero Carolingio si smembrò nell'888-950 ma Arduino d'Ivrea vuole rifare un Regno d'Italia indipendente e conquista tutto il Centro-Nord (praticamente fino al Molise) ma non riesce nell'intento perché dopo questa parte è conquistata da Sant'Enrico II imperatore. Quindi, di presupposti per uno stato Italiano ci sono se si guarda indietro nella storia. Si può condividere il fatto che non sia stata fatta nel migliore dei modi, tramite le invasioni militari, i plebisciti farsa, le annessioni forzate ... ma altro non si può dire. Inoltre sono d'accordo sul fatto che l'Italia non sarebbe dovuta entrare in guerra per completare l'unità nazionale. Guai a quel paese che per giustificare o per formare una coscienza unitaria deve ricorrere a guerre, sangue e sofferenze per il suo popolo ma guai maggiori a chi, per inventarsi uno stato solo per togliersi di mezzo chi odia, o per fare i piaceri a un altro stato straniero o per altri motivi rinnega quei morti.

    Io sono stato educato nell'esprimermi riguardo l'argomento in questione. Se qualche forumista leghista vuole intervenire lo pregherei di esserlo e di non usare termini offensivi.

  2. #2
    email non funzionante
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    Predefinito

    si, sarebbe interessante che qualche leghista "serio" ci presentasse delle giustificazioni decenti per l'ipotetica indipendenza della cosiddetta "padania". Lasciando stare lazzi, motti e battute volgari.

    Il succo della questione è questo: l'Italia è esistita da tempi antichi come entità geografico-culturale e politica, a partire dall'unificazione romana. La "padania" invece non è mai esistita in quanto tale, se non vogliamo riferirci ad una fantomatica unità di popolazioni galliche, liguri e venete.
    Quanto all'unità d'Italia del XIX secolo, è assurdo pretendere che si facesse in modo "democratico". Non cadiamo in anacronismi patetici...

    saluti

  3. #3
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Felix
    si, sarebbe interessante che qualche leghista "serio" ci presentasse delle giustificazioni decenti per l'ipotetica indipendenza della cosiddetta "padania". Lasciando stare lazzi, motti e battute volgari.

    Il succo della questione è questo: l'Italia è esistita da tempi antichi come entità geografico-culturale e politica, a partire dall'unificazione romana. La "padania" invece non è mai esistita in quanto tale, se non vogliamo riferirci ad una fantomatica unità di popolazioni galliche, liguri e venete.
    Quanto all'unità d'Italia del XIX secolo, è assurdo pretendere che si facesse in modo "democratico". Non cadiamo in anacronismi patetici...

    saluti
    Parole santissime, caro Felix. Inoltre è da aggiungere che quando non c'era uno stato forte nella Penisola venivano da tutte le parti a volersela pappare e da chiunque prendeva schiaffi; Austria, Spagna, Francia. Dall'unità è stata essa stessa a dare gli schiaffi a tutti quanti e non ne ha mai preso uno dagli altri.

  4. #4
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Latino


    Parole santissime, caro Felix. Inoltre è da aggiungere che quando non c'era uno stato forte nella Penisola venivano da tutte le parti a volersela pappare e da chiunque prendeva schiaffi; Austria, Spagna, Francia. Dall'unità è stata essa stessa a dare gli schiaffi a tutti quanti e non ne ha mai preso uno dagli altri.
    si va be...
    buonanotte...
    ma non chiedevi argomentazioni serie?

    allora seriamente..spiegami "Dall'unità è stata essa stessa a dare gli schiaffi a tutti quanti e non ne ha mai preso uno dagli altri"

    forse in questi ultimi 90 anni sei stato fuori casa....

  5. #5
    Asteroids
    Ospite

    Predefinito

    Faccio un piccolo salto e riporto il punto 20 che da solo smerda tutto il documento


    20 - Perché non ci piace essere chiamati mafiosi

    Ogni volta che si ha a che fare con degli stranieri che non ci conoscono personalmente, c'è il concreto pericolo, in quanto cittadini italiani, di venire scambiati per mafiosi. Un idea che in giro per il mondo si ha degli Italiani è infatti quella di un popolo di camorristi, mandolinisti, traditori, ladruncoli e mangiatori di spaghetti: ovunque si raccontano barzellette sulle doti di "eroismo" dell'esercito italiano, sull'abilità di maneggiare coltelli e grimaldelli e sull'agilità di "cambiare alleanze" degli abitanti della penisola. Questo è il frutto di poco edificanti episodi storici dell'ultimo secolo, del comportamento di tanti emigrati mediterranei e della pessima stampa che gli Italiani stessi si sono costruita. Nei paesi dove c'è stata una forte emigrazione di genti padane è sempre sufficiente specificare la propria regione di provenienza per vedere radicalmente cambiati giudizi e atteggiamenti ma in tutti gli altri posti occorre ogni volta cimentarsi in laboriose disquisizioni per spiegare la differenza fra i vari tipi di popoli che sono conosciuti in giro come "italiani". Sono inconvenienti che non capitano di certo a Ticinesi, Monegaschi o a cittadini di San Marino. Sono guai che non capiteranno neppure più ai cittadini della Padania quando questa sarà indipendente: essi saranno accolti come gli abitanti di un paese civile e rispettabile, come uno dei paesi più colti e prosperi del mondo.

  6. #6
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Anch'io, nei primi tempi in cui frequentavo POL, osai avventurarmi su forum leghisti, ottenendone come risultato di vedermi tutti i post censurati e di non ricevere alcuna seria risposta se non offese volgari e assurde teorie facilmente smascherabili dal semplice uso della ragione.

    Ho così capito che è inutile andare a discutere con i pazzi e gli ignoranti. Quel genere di persone si compiace solamente all'ascolto delle proprie fallaci e puerili teorie, sognando una nazione che non è MAI esistità e che soprattutto MAI esisterà!

    L'Italia è la terra sacra agli Dei, nella sua unione risorgerà la nuova Roma, la renovatio imperii della nuova Europa!

  7. #7
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    A tal senso non credo stoni nella discussione il riproporre questo thread a cui ancora attendo risposta dai leghisti. Nessuno ha risposto, ovviamente...



    Stasera, mentre cerco di mettere ordine nel disco rigido del mio PC, decido nel contempo di ascoltare in sottofondo qualcosa per allietarmi le orecchie, e volgendomi lo sguardo ricade su un CD che da troppo tempo non ascoltavo: il Rigoletto di Giuseppe Verdi. Ora, mentre mi sollazzo alla voce di Luciano Pavarotti che emana dalle casse del mio impianto stereo, mi sovviene che la marmaglia leghista, dimostrando continuamente spregio del buon gusto e del buon senso, ha osato ancora una volta l'inosabile, permettendosi di impossessarsi di un'aria di Giuseppe Verdi, quel Và pensiero tratto dal Nabucco, che tanto infiammò i cuori dei patrioti italiani in passato. Durante gli anni ho spesso avuto occasione di leggere di Giuseppe Verdi patriota e fautore dell'unità d'Italia. Ho così pensato di farmi un giretto in rete per vedere se trovavo qualcosa al riguardo. Queste alcune delle cose reperite, invero illuminanti ed interessantissime:

    Partendo da quello che è il sito della 'Società di cultura Giuseppe Verdi'

    http://www.giuseppeverdi.it/verdi/index.htm

    [...] Il più famoso compositore italiano, uno dei più ammirati nel mondo, nacque da Carlo, modesto oste del villaggio, e da Luigia Uttini, negli ultimi tempi della dominazione napoleonica [...] Sono gli anni dei fermenti patriottico-risorgimentali, delle guerre di Indipendenza nazionale che trovano in lui cosciente adesione e spesso espressione sentita nella sua musica. Nel 1861 Verdi viene eletto deputato al primo Parlamento italiano. Nel 1874 sarà senatore del Regno. [...] A fine secolo il suo era il reddito più cospicuo dell’intera provincia di Parma. Carattere severo e orgoglioso, tenne sempre con la terra d’origine un rapporto di amore-odio, risolto nella sua presenza costante ma sdegnosamente appartata.

    Liberamente tratto da: M. DALL’ACQUA (a cura di), Enciclopedia Parmigiana, Milano, Franco Maria Ricci, 1998.



    Su http://www.storiain.net/arret/num71/artic7.asp è invece presente questo bell'articolo intitolato:

    Sostenitore dell'unità d'Italia, con alcune sue opere accese le rivolte contro
    gli austriaci che alla fine dell'800 occupavano ancora il Lombardo-Veneto


    LA MUSICA DI GIUSEPPE VERDI: PIÙ POTENTE DI UN ESERCITO di MATTEO F. M. SOMMARUGA



    Il 30 gennaio del 1901 un lungo corteo sfilava, con passo sommesso, fra le strade di Milano parate a lutto. Una folla di oltre duecentomila persone si preparava a rendere omaggio alla salma di Giuseppe Verdi. Melomani, patrioti, intellettuali e gente comune, giunti da tutt'Italia per ricordare l'ultimo dei grandi protagonisti del Risorgimento. [...] La nuova opera era il Nabucco, che decretò l'ingresso di Verdi fra i grandi nomi della storia della musica. La prima rappresentazione, il 9 marzo del 1842 alla Scala, venne accolta con tale fragore che in un primo momento l'autore scambiò gli applausi del pubblico per un segno di protesta. Ma il pubblico era con Verdi, e il coro del Va' Pensiero stava per diventare una delle arie più popolari fra i patrioti italiani. Il ruolo di Abigaille era stato interpretato dalla giovane, ma già celebre Giuseppina Strepponi. [...] Quest'ultima aveva dato vita a un salotto ispirato a principi marcatamente antiaustriaci e indipendentisti. Il più giovane frequentatore dell'esclusivo ritrovo era Luciano Manara, detto il Milordino, che, all'età di 24 anni e con il grado di generale, si sarebbe immolato per la causa italiana durante i moti del 1848. Manara conobbe Verdi proprio nelle stanze della contessa Maffei e fra i due nacque subito una salda amicizia, basata sulla comune visione politica. Verdi era un ammiratore di Mazzini, frequentava, pur non avendovi mai partecipato attivamente, un gruppo di membri della Giovane Italia, e non faceva mistero del proprio ardore patriottico. Anzi sembrava voler trasmettere, con la propria musica, proprio quel suo ideale di patria e identità nazionale.
    Indubbiamente vi riuscì e, con I Lombardi alla prima crociata, iniziò il lungo confronto con la censura e la polizia asburgica. Spesso influenzata anche dal veto della Chiesa Romana. Interi brani vennero decurtati, mentre altri suoi progetti vennero accantonati perché un soggetto che richiamava fin troppo apertamente le istanze dei patrioti. Con I Lombardi, approdati alla Scala nel febbraio del 1843, si diceva che Verdi avesse portato la rivoluzione in teatro. [...] Più drammatiche, almeno nell'ottica del maestro bussetano, erano le notizie che giungevano dalla penisola italiana. Gli eserciti rivoluzionari erano in rotta e gli Austriaci confermavano il proprio dominio sulla regione. Sono gli anni de La battaglia di Legnano, su libretto di Salvatore Cammarano, uno dei migliori autori dell'epoca. Nel corso dell'opera, data in prima mondiale al Teatro Argentina di Roma il 27 gennaio del 1849, si poteva sentire il coro esclamare: "Viva l'Italia! Sacro un patto tutti stringe i figli suoi!". La censura papalina non aveva potuto in questo caso intervenire, perché dall'anno precedente nella Città Eterna era stata proclamata la Repubblica. [...] Nel 1856 giunse anche il titolo di Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, conferitogli dal Re Vittorio Emanuele II. Verdi era un convinto sostenitore della linea politica di Cavour e il monarca sabaudo si era reso conto del ruolo che il musicista aveva ricoperto nel sostegno della causa italiana.
    Un ideale che di lì a poco si sarebbe compiuto, portando Giuseppe Verdi a venire eletto alla Camera dei Deputati del Regno d'Italia. Il compositore non ricevette con entusiasmo la carica. Semmai fu l'entusiasmo dei suoi concittadini a impedirgli di rifiutare l'alto onore. Eppure partecipò assiduamente alle prime riunioni e cercò, purtroppo ascoltato solo da Cavour, di promuovere l'istruzione musicale negli istituti italiani. [...] La sua vena artistica non cessò però di scorrere se non con gli ultimi respiri. Ancora nel 1898 i suoi Quattro Pezzi Sacri, dati alla Societé dés Concerts di Parigi riscuotevano un successo senza precedenti. Verdi era diventato un monumento vivente, l'ultimo dei grandi protagonisti del Risorgimento.



    Da altra fonte ho tratto queste altre informazioni:

    I primi, accesi entusiasmi patriottici di Verdi, sostenitore delle idee mazziniane, risalgono al 1848: «Onore a questi prodi!» - scrisse al suo librettista F.M. Piave durante le Cinque Giornate di Milano - «Onore a tutta l'Italia che in questo momento è veramente grande! L'ora è suonata della sua liberazione. È il popolo che la vuole: e quando il popolo vuole non avvi potere assoluto che la possa resistere. [...] Non c'è, né ci deve essere che una musica grata alle orecchie degli italiani del 1848. La musica del cannone!...»

    Calato il prestigio di Mazzini, Verdi abbracciò le idee di Cavour e si convinse che nel Piemonte potesse esserci un fondamento solido alle speranze della nazione. La guerra contro l'Austria riaccese il suo entusiasmo, ma, anche questa volta, non se la sentì di arruolarsi. Tuttavia il suo impegno per la causa dell'indipendenza italiana fu convinto e generoso: per esempio, aprì una sottoscrizione per i feriti di guerra e anticipò di tasca sua i denari per armare la Guardia Nazionale.

    Il Trattato di Villafranca, pur portando la pace, lo disgustò, poiché lasciava in mano austriache Venezia: «E dov'è dunque la tanto sospirata e promessa indipendenza d'Italia? Cosa significa il proclama di Milano? O che la Venezia non è Italia? Dopo tante vittorie, quale risultato! Quanto sangue per nulla! Quanta povera gioventù delusa! [E Garibaldi che ha perfino fatto il sacrifizio delle sue antiche e costanti opinioni in favore d'un Re senza ottenere lo scopo desiderato!] C'è da diventar matti!»

    Certo la musica di Verdi suscitava delle manifestazioni popolari patriottiche, ma esse erano provocate anche da opere di altri autori che contenevano momenti guerreschi, come «Norma» di Bellini e «Belisario» di Donizetti. Il celeberrimo acrostico «VIVA V.E.R.D.I» ha cominciato ad avere il significato di «Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia» solo quando fu firmata l'alleanza difensiva fra Piemonte e la Francia e si scatenò la guerra contro gli austriaci, nel 1859.



    Da Il Nuovo http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,7855,00.html

    Verdi patriota

    Il maestro è una figura integrante del Risorgimento: partecipò ai movimenti del '48 e aderì alla costituzione del Regno d'Italia.


    Non ci sono dubbi circa la profonda adesione di Verdi ai movimenti del 48’ e sulla sua partecipazione convinta alla costituzione del Regno d’Italia. Recatosi a colloquio dal conte di Cavour a Leri, ne rimase molto impressionato:

    Non iscorderò mai quel suo Leri, dov’io ebbi l’onore di stringere la mano al grande uomo di Stato, al sommo cittadino, a colui che ogni italiano dovrà chiamare il padre della patria ..." (al conte di Cavour, 21 settembre 1859).

    Verdi mise addirittura mano al portafoglio acquistando 172 fucili per la guardia nazionale del comune di Busseto e occupandosi in prima persona delle operazioni di trasporto: “La tua del 23 mi annuncia che i fucili saranno a Piacenza e tu non puoi immaginare la mia gioia e la gratitudine che te ne professo. Dio voglia che tutto sia in buono stato e vi siano le rispettive baionette..." (ad Angelo Mariani, novembre 1859).



    Un paio di lettere scritte da Verdi:

    Da http://www.verdisflavour.com/frame%2...%20Busseto.htm

    Giuseppe Verdi al Sindaco di Busseto

    Sant'Agata, 5 settembre 1859

    L'onore che i miei Concittadini vollero conferirmi nominandomi loro Rappresentante all'Assemblea delle Provincie Parmensi mi lusinga, e mi rende gratissimo. Se i miei scarsi talenti, i miei studj, l'arte che professo mi rendono poco atto a questa sorta d'Uffizj, valga almeno il grande amore che ho portato e porto a questa nostra nobile ed infelice Italia. […].

    Fonte (27)


    Da http://www.verdisflavour.com/frame%2...%20Mariani.htm

    Giuseppe Verdi ad Angelo Mariani

    Busseto, 25 ottobre 1859

    Ho ricevuto la tua carissima ed il Movimento, e benché quella tua lettera sia desolante, io non voglio gettarmi ancora alla disperazione. Vedremo! Intanto parliamo d'altro. Tu sai che a Torino sir Hudson mi diede una lettera per il Signor Clemente Corte, Uffiziale sotto Garibaldi, per indirizzarmi a trovare fucili. Il signor Corte accettava l' incarico con una gentilissima lettera del 28 settembre e nello stesso tempo mi mandava un dispaccio telegrafico ricevuto in proposito dalla casa Danovaro di Genova: 'Pronti forse 6000 qualità diverse, più inglesi, prezzo franchi 23 fino 30. Carabine 2500, miccie 60, ecc.'.

    Dietro questa lettera e questo dispaccio io scrissi a Corte, in data 2 ottobre, che ordinasse pel momento 100 fucili da munizione. Con altra lettera 18 ottobre ne ordinava altri 72 da spedirsi tutti a Castel S. Giovanni, ove io avrei mandato persona a levarli […].

    Io non ho ricevuto risposta […].

    Fonte (19)



    Esaminati questi ed altri dati, a questo punto sarei davvero curioso di comprendere con quale faccia tosta i leghisti giustificano questa ennesima mistificazione. Sono andato a dare un'occhiata sui loro siti, e quei pochi che hanno osato apporre biografie verdiane le riportano espunte da ogni riferimento storiografico concentrandosi esclusivamente sulla produzione musicale. Sono solamente una massa acefala e trinariciuta figlia di questi tempi scellerati, nella propria crassa ignoranza certamente non hanno la benché minima idea di quello che Giuseppe Verdi ha rappresentato, altrimenti non si capisce l'uso strumentale che ne hanno fatto. Ma ce lo vedete 'il' bossi mentre ascolta il 'Falstaff' o l'Ernani'? Quello non va certo oltre 'Vasco Rossi' (tanto per rimanere in Emilia ) Giuseppe Verdi si sarà rivoltato nella tomba. Una nazione che permette simili empie appropriazioni è una nazione destinata al tracollo. Riprendiamoci i nostri valori storici dalle grinfie di questi quattro ignoranti e volgari straccioni in camicia verde!

  8. #8
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Sono anche andato a rintracciare una discussione avuta sul forum degli enonazionalisti, da me premurosamente salvata prevedendo l'imminente censura come effettivamente è accaduto. Vi riporto alcuni passaggi, fatevi due risate dell'ignoranza dei leghisti:

    Dal thread pre-censura Il thread dell'ORGOGLIO LEGHISTA:

    Dopo miei varì sfottò gratuiti e prese per il sedere varie mi vedo finalmente risponde:



    ilariamaria
    Registrato il: Mar 2002
    Provenienza:
    Messaggi: 987

    e lascia perdere la mitologia, che fai la figura del fesso, citando dei che hanno come caratteristica il portare la suota solare a forma di sole delle alpi.

    ed oltrettutto solo un fessacchiotto come te poteva scrivere una idiozia tale. se volevi parlar di Nietsche almeno prova a imparare a scriverlo.



    Orazio Coclite
    Quirís Civis Romanus
    Registrato il: Apr 2002
    Provenienza: Roma Divina Urbs
    Messaggi: 381

    quote:
    --------------------------------------------------------------------------------
    e lascia perdere la mitologia, che fai la figura del fesso, citando dei che hanno come caratteristica il portare la suota solare a forma di sole delle alpi.[/B]
    --------------------------------------------------------------------------------

    Ah, ho capito. Grazie della lezione. Per fortuna che ci siete voi leghisti a insegnare come stanno le cose a noi boveri ignoranti. Grazie, grazie. Scusami poi se abuso ulteriormente della tua pazienza e del tuo buon cuore padano, ma non potresti allora chiarirmi la questione di questa divinità che ha come caratteristica il portare la suota solare a forma di sole delle alpi. Sai, noi poveri ignoranti ci facciamo spesso molte domande, tu pensa che lo stesso 'sole delle alpi' che viene usato dalla lega, mi è parso averlo veduto ricorrere in molte civiltà del mondo, fra cui su dei sarcofaghi egiziani e persiani...


    quote:
    --------------------------------------------------------------------------------
    ed oltrettutto solo un fessacchiotto come te poteva scrivere una idiozia tale. se volevi parlar di Nietsche almeno prova a imparare a scriverlo.[/B]
    --------------------------------------------------------------------------------

    Ehm... quella è proprio una frase del buon Federico Nicce, su questo non ci piove. Oltretutto noi fessacchiotti amiamo mettere alla berlina quanti sono fessi veri e si ritengono invece dei furbi... tanto che scrivere Nicce invece di Nietzsche (con una zeta, non come l'hai scritto tu. Ma immagino sia stata una banale svista, no? ), è un fatto voluto che chiunque ne abbia un minimo di conoscenza in materia, e non dico accademica ma perlomeno scolastica, non ci avrebbe trovato alcunché di strano.

    Eheh, che bello venire a discutere qui! Mi solleva veramente il morale, già, già... non dovrei ridere delle anime semplici, ma tant'è...




    E questo era solo un piccolo esempio chiarificatore del perché questi secessionisti si trovano così spesso costretti a censurare i messaggi e a potare i thread quando si trovano a discutere con la gente normale. Mistificano, sparano sentenze, profondono ignoranza a piene mani, si avventurano su argomenti di cui non conoscono nulla e in ultima analisi vivono di assurdità senza né capo né coda. Sono null'altro che i figli di questi tempi disgaziati, la logica conseguenza di 50 anni di politica anti-nazionale che ha fatto di tutto per ostracizzare l'orgoglio degli italiani.

    Saluti cari.

  9. #9
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    "se volevi parlar di Nietsche almeno prova a imparare a scriverlo."
    Ilariamaria

    Questa andrebbe incorniciata!

  10. #10
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Fra Dolcino


    si va be...
    buonanotte...
    ma non chiedevi argomentazioni serie?

    allora seriamente..spiegami "Dall'unità è stata essa stessa a dare gli schiaffi a tutti quanti e non ne ha mai preso uno dagli altri"

    forse in questi ultimi 90 anni sei stato fuori casa....
    L'aggressione all'Albania, l'aggressione alla Jugoslavia, l'aggressione all'Etiopia, l'aggressione alla Francia, alla Grecia, l'aggressione all'Impero Austro - Ungarico alla I guerra mondiale...

 

 
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