LADRI DI NATALE
- Sabato è stato installato, ieri non c'era più. I soliti ignoti si sono impossessati a tempo di record di un simbolo del Natale napoletano, uno dei due grandi alberi dove, sotto la galleria Umberto I, centinaia di cittadini e turisti attaccano bigliettini con pensieri e desideri. Non è la prima volta che l'albero diventa bersaglio di ladri o vandali: nel 1999 fu incendiato, nei due anni successivi è stato rubato, ma mai con tale rapidità.
Il pregiato pino argentato, del valore di circa 600 euro, alto otto metri, ha fatto evidentemente gola a qualcuno «incurante del danno di immagine che così si procura alla città», commenta Antonio Barbaro che dal 1985 fa arrivare ogni anno l'albero di Natale nel tratto di galleria costeggiato dalle sue vetrine.
«Davvero una brutta notizia», commenta il sindaco, Rosa Iervolino Russo. Barbaro è amareggiato ma non desiste: «Ne farò arrivare subito un altro», dice, mentre espone in galleria cartelli in cui denuncia il furto rivolgendo un vano appello ai ladri affinchè riportino il maltolto. I turisti, già numerosissimi, invece di fotografare il pino immortalano il vaso pieno solo di terriccio: «Che figuraccia, non posso credere sia stato un napoletano», si ostina a ripetere un venditore ambulante di foto d'epoca.
A pochi metri di distanza c'è intanto il secondo albero, leggermente più basso: per ora è scampato ai soliti ignoti - e infatti è già decorato da centinaia di bigliettini - forse anche perchè, a differenza del suo gemello portato via, è munito di profonde radici e dunque più difficile da estrarre dal grande vaso di cemento che lo contiene.
La galleria Umberto I, uno dei salotti buoni del centro di Napoli, è di giorno un affollato crocevia per cittadini e turisti: di sera, però, i suoi marmi e le eleganti vetrine illuminate attirano ladri e vandali, oppure gruppi di ragazzini che la trasformano in un campo di calcio


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