Dibattito al Circolo cittadino tra il responsabile del Grande Oriente e don Renner
La massoneria cerca il dialogo
Il Gran Maestro Raffi: crediamo nella tolleranza
L'INCONTRO Il teologo: vogliono cambiare davvero?

d.a.

BOLZANO. «Il massone è l'uomo del dubbio, l'uomo che s'interroga. Egli ha raggiunto il privilegio della libertà e lo vuole offrire anche agli altri uomini. Nella loggia massonica s'incontrano persone che non credono nella verità assoluta, bensì nella filosofia del dialogo, nella tolleranza e nel rispetto della diversità». Il Gran Maestro del Gran Oriente d'Italia Gustavo Raffi ha riassunto così gli ideali della massoneria nel corso di un incontro sul tema "Massoneria tra sacro e profano" che si è svolto venerdì sera al Circolo cittadino con la moderazione di Paolo Campostrini.
Il viaggio, ha spiegato Raffi, è stato l'elemento fondamentale degli inizi della Massoneria. I primi massoni viaggiavano e così entravano in contatto con idee nuove. Per questo si trovarono presto in contrasto con gli stati totalitari e con la Chiesa. La massoneria non è una chiesa, non esiste un dio massonico e nemmeno una teologia massonica. Anzi, la massoneria nasce in mezzo alle guerre di religione e diventa un luogo d'incontro tra uomini di fedi diverse che non vedono un nemico nell'altro. Dunque, la massoneria laica contrapposta alla logica del "Dio con noi". «La massoneria concepì l'illuminismo», ha rivendicato Raffi.
L'altro relatore era il teologo don Paolo Renner che ha ricordato i veti reciproci tra Chiesa antimassonica e massoneria anticlericale. L'atteggiamento della Chiesa si deve secondo Renner a una forma di gelosia per una religione parallela, elitaria. Un Vangelo per pochi che predica un superuomo ideale. La Chiesa ha visto nella massoneria un'associazione esclusivamente filantropica, senza spiritualità. Renner indica nella segretezza massonica un possibile pericolo per la legalità: se i membri non sono noti, c'è il pericolo che formino alleanze non scritte, ad esempio durante un processo o un dibattito parlamentare. Il teologo ha dato atto a Raffi di una volontà concreta di cambiamento. Però ha concluso domandandosi: «Anche i massoni italiani vogliono cambiare?».