Momento decisivo per il futuro dell'azienda
Galateri si dimette. Barberis: "Rispetteremo il piano"
Fiat, presto i nuovi vertici
contrarie le banche creditrici
Incontro tra Berlusconi e Umberto Agnelli
Preoccupato il governatore di Bankitalia


ROMA - Si muove sull'asse Roma-Torino la crisi Fiat. Mentre nel capoluogo torinese si è tenuto uno dei più difficili consigli di amministrazione dell'azienda e l'amministratore delegato Gabriele Galateri ha rassegnato le dimissioni ("la complessità della situazione del gruppo automobilistico richiede un manager con un'esperienza industriale"), a Roma Umberto Agnelli ha varcato la soglia di Palazzo Chigi di prima mattina per restarci un paio di ore. Ma sono le banche creditrici, Intesabci, Capitalia e Unicredit e Sanpaolo Imi, che scendono in campo contro la possibilità di un cambio del vertice della Fiat. I presidenti e gli amministratori delegati dei quattro istituti di credito esprimono "dissenso" sull'intera operazione e una "viva preoccupazione" per "una violazione sostanziale" delle intese intercorse nello scorso maggio. Intese che prevedevano un sostegno finanziario alla casa torinese. "Le scelte odierne - continuano gli istituti di credito - potrebbero compromettere l'attuazione del piano industriale a suo tempo condiviso e che di recente è stato posto alla base delle decisioni del governo". Timori che il direttore generale della Fiat, Alessandro Barberis prova a sopire: "Il piano di ristrutturazione e di rilancio proseguirà senza nessun indugio. La validità prescinde da qualsiasi altra valutazione".

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Ma il dado ormai è tratto. Lo conferma il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano: "Ci sarà un cda dela Fiat in cui ci si propone di realizzare il cambio di vertice dell'azienda". I nomi già si conoscono: Gianluigi Gabetti ed Enrico Bondi ("lo dicono, ma non c'è niente di certo", Anche se il comunicato finale del cda della Fiat, non fa menzione di Fresco. La nuova riunione del cda si terrà probabilmente venerdì e non giovedì come annunciato da Marzano in quanto per quel giorno diversi consiglieri avevano già altri impegni.

Per Marzano, che ribadisce la validità dell'accordo di programma, nonostante il cambio dei vertici dell'azienda, i sindacati dovrebbero "considerare questa prospettiva in senso favorevole".

Ieri, ma la notizia è arrivata soltanto oggi, il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ha incontrato Fresco. Stando alle indiscrezioni, Fazio avrebbe espresso la sua preoccupazione per la situazione "in relazione alla delicatezza del momento e per le conseguenze, innanzitutto occupazionali, economiche e industriali, che potrebbe avere un eventuale mutamento nelle strategie e negli assetti di vertice".

(10 dicembre 2002)