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Citazione:
Originally posted by asburgico
Ci sono dei libri interessanti che parlano dei processi di italianizzazione forzata e disconoscimento delle minoranze linguistiche. Processi che, ricordiamolo, continuarono anche dopo la fine del fascismo e continuano tutt'ora.
Domani vi posterò i titoli di quelli che ho in casa.
Be', questiprocessi sono iniziati con il risorgimento e proseguono tutt'oggi...;)
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Carbonass:
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preti missionari invasati
Questa confesso di non capirla... criticare i missionari significa criticare il cristianesimo. Fu Cristo stesso a invitare i suoi fedeli a uscire dalla propria comunità e convertire il prossimo. Negare ai preti la facoltà di portare nel mondo il messaggio di Salvezza significa negare il fondamento stesso della religione cristiana: che, cioè, le parole di Gesù sono rivolte a tutti gli uomini, perché a tutti è data la possibilità di pentirsi.
Citazione:
..ma stai parlando dell'era Berlusconi?
Siamo perfettamente d'accordo (purtroppo) su questo. Grazie a Dio, io non sono tra quanti hanno votato questo governo o forze che lo appoggiano, né tuttora lo sostengo.
Totila:
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Credo che il fascismo italiano sia stato una disgrazia totale; ma non posso dimenticare che in quello stesso periodo nacquero in Europa anche i primi movimenti etnonazionalisti: slovacchi, valloni, fiamminghi, bretoni, croati etc etc
Questa volta mi ha spiazzato, Totila. Non mi aspettavo un'aperta difesa dei movimenti nazionalisti che causarono, tra l'altro, il crollo dell'Impero asburgico.
Per il resto, concordo con l'analisi di Mitteleuropeo.
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Cerco di capire la posizione di Totila sui movimenti nazionalistici, che sfaldarono un' entità cara anche a me.
L' inizio delle coscenze nazionali io lo vedo nel Romanticismo, che pose fine (1816, per mano di Napoleone, che non ne capiva niente, ma dette involontariamente il segnale) al Sacro Romano Impero, che dall' 800 univa sulla carta Popoli che nella realta' si combattevano sanguinosamente (guerra dei 30 Anni, 1618-1648), 3 guerre di successione, e bagatelle varie.
Questo Impero, a partire da Rudolf v. Habsburg, XIII secolo, era stato sempre governato dagli Absburgo, austriaci, con sede a Vienna. Il Reichstag di Regensburg era una pura finzione, dove i "Kurfuersten" si radunavano al massimo 2-3 volte all' anno, per decidere cose che erano gia' state decise da altre parti e per eleggere un imperatore, che era comunque l' erede designato della famiglia.
Questa situazione, in fondo schizofrenica, porto', alla disgregazione ufficiale del Sacro Romano Impero, in Prussia, sotto la spinta dell' Illuminismo, e nelle citta' anseatiche, sotto la spinta del Dio Denaro, alla formazione di movimenti autonomistici, che, come in tutta Europa, culminarono con i moti del 1848. La Germania si era staccata dall' Austria e si tentava di dare un' unità, ostacolata da mille particolarismi.
L' Impero Austro-Ungarico, ai bei tempi, era gia' una riduzione dell' Impero, ma aveva visto la necessita' di ulteriori divisioni, amministrative che, pur mantenendo una sostanziale unità, godevano di ampie autonomie. Nel suo interno aveva delle Macroregioni: p.es. "Innenoesterreich", capitale Graz, a cui apparteneva Trieste. Fu fatto l' errore di lasciare troppa liberta' alle nazionalita' periferiche (il contrario del fassismo), per cui il principale "collante", la lingua, non funzionava.
Ora, dobbiamo capire che quei movimenti autonomi semplicemente erano animati da voglie di "padanate" per strada, con i relativi "Va Pensiero". Nel mondo di allora, forse sarebbe stato meglio che non avessero avuto quell' approccio, ma nell' Europa burocratica di oggi, mi sembra giusto aiutare e sostenere chi si oppone agli Stati Nazionali opprimenti.
Che ne pensate?
Saluti