................E il tutto per un semplice scandalo immobiliare..........
Da noi invece si puo' essere pluriindagati per cose ben piu' gravi e andare ospiti da Vespa a fare i martiri.........
CHIERIE BLAIR PIANGE E SI SCUSA IN DIRETTA TV
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA - Scene straordinarie, in queste ore, a Londra: ieri sera Cherie Blair, la moglie del primo ministro, ha chiesto pubblicamente scusa per «gli errori e le incomprensioni» a lei imputati, che da una settimana paralizzano la vita politica britannica. Cherie, davanti alle telecamere, ha trattenuto le lacrime, con una drammaticità che i maligni già paragonano a un’interpretazione di Gwyneth Paltrow. Ma, a parere di chi le concede il dubbio della buonafede, ha conquistato la nazione, mostrando, come ha detto, di «non essere una superwoman». Accusata d’avere usato un truffatore quale mediatore per l’acquisto di due appartamenti a Bristol, dove il figlio Euan frequenta l’università, e poi di avere tentato goffamente di nascondere il tutto, anche traendo in inganno l’ufficio stampa di Downing Street, cioè l’ufficio del premier, ha dato una completa confessione. Basterà, se è davvero completa, e basteranno le lacrime a chiudere quello che un giornale già chiama «Cheriegate», lo scandalo di Cherie? La tempesta, si sa, dura da quasi dieci giorni. All’inizio un giornale rivela che Cherie, la quale s’appoggia per i consigli estetici e di vita a una bella ragazza, Carole Caplin, con un passato da modella in topless, ha fatto uso dei servigi del fidanzato di Carole, un australiano di nome Peter Foster, per comprare due appartamenti a Bristol, dove studia Euan. Nulla di male, replica Downing Street, l’uomo non ha compiuto alcun reato e non è nemmeno consigliere finanziario di Cherie. Anzi, aggiunge lei, se avesse saputo del suo passato di truffatore sarebbe stata «molto più circospetta». Passano i giorni, in cui Carole, a prova di quale dev’essere il terrore per lo scandalo, perde il figlio che aspettava da Foster. Lui dice di non avere mai nascosto il suo passato, per il quale ha pagato con la galera, e si dichiara convertito a nuova vita.
Chiuso l’incidente? Nemmeno per sogno: lo stesso giornale, il Daily Mail , ottiene e pubblica gli email intercorsi tra Cherie e Foster, dove si sprecano i complimenti vicendevoli. Solo conoscenti? La domanda resta senza risposta, con il portavoce di Blair che ogni mattina sembra ignorare quanto i giornali già conoscono, finché non s’arriva a tre accuse: primo, i coniugi Blair hanno comprato gli appartamenti usando soldi che dovevano essere in un blind trust , la cassaforte d’investimenti che non possono manovrare per evitare conflitti d’interesse. Risposta: il blind trust serve solo per le azioni, non per gli acquisti immobiliari. Secondo: Cherie aveva telefonato ai legali di Foster, del quale l’Australia ha chiesto l’estradizione, per sincerarsi che fosse ben difeso. Interferenza, da parte di un celebre avvocato come Cherie? Risposta: ha fatto solo un piacere a Carole, per rassicurarla che il fidanzato era ben difeso. Terzo: se il 22 novembre chiamò i legali, Cherie sapeva bene che l’uomo era discusso. Quindi, avrebbe dovuto essere «circospetta» già da tempo.
A ciò Cherie ha risposto ieri sera con la confessione. Sa di essere «in una posizione speciale: moglie del primo ministro, con un ottimo lavoro e una meravigliosa famiglia». Se è stata reticente, ha seguito «l’istinto di proteggere la famiglia e il figlio - ecco il punto in cui le lacrime sono state ricacciate in gola - che è lontano da casa». Basterà questo pubblico dramma a salvare Cherie e, con lei, Tony Blair? Il romanzo, si sente, non è ancora giunto all’ultimo capitolo.
Alessio Altichieri




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