Confesso che nemmeno Andreotti nei suoi tempi peggiori aveva suscitato tanta antipatia o maggiori contestazioni nei ranghi della sinistra quanti ne provoca oggi Berlusconi. Il quale, a dimostrazione che al peggio non c' è mai fine, è riuscito nell' impresa di farci rimpiangere persino l' odiato Belzebù.
E se allora il politico romano (che, non scordiamocelo, è stato 7 volte primo ministro) era personalmente sottoposto a critiche per le sue scelte politiche, nondimeno i maggiori strali dei partiti e dei giornali d' opposizione erano rivolti all' intera DC e alla maggioranza tutta.
Oggi invece assistiamo a un vero e proprio coro di ferocissime critiche dirette, quasi esclusivamente, nei confronti del Premier mentre gran parte della maggioranza viene risparmiata.
Perché questa disparità di trattamento?
La risposta è ovvia: mai l' Andreotti dei tempi peggiori si sarebbe sognato di candidarsi possedendo tre tv. Nemmeno se fosse stato convinto, come a torto lo era Berlusconi, che l' Italia correva il rischio di cadere in mano ai "comunisti".
Mai il nostro caro gobbo avrebbe pensato ad autoincensarsi quotidianamente e spudoratamente come fa Silvio per di più in presenza di una politica di governo, sin qui, fallimentare.
Mai il nostro beneamato Belzebù, ce ne ha dato dimostrazione recente, si sarebbe sognato di costringere i colleghi di partito a votargli leggi che lo salvassero da un tribunale della repubblica rifiutandosi di rispondere alle domande dei giudici.
Ma la DC di allora era un partito che faceva, nel bene e nel male, politica al servizio degli italiani tutti, e, cosa normale in democrazia, si beccava le critiche politiche dell' opposizione. F.I. invece è un partito che almeno sin ora è stato al servizio di un italiano solo. E quindi, cosa altrettanto normale in democrazia, è giusto che chi faccia un uso personale di un partito politico si becchi critiche sempre più personalizzate.
Gianni Guelfi




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