E' la proposta che un leghista, il senatore Stiffoni, ha fatto giungere sul tavolo del ministro Marzano: "Salviamo la sciura Maria che si compra un frullatore con l'etichetta in coreano".
di Luca Gelmini
ROMA - Ritirare immediatamente dal commercio quei prodotti che non contengano istruzioni in italiano. La proposta è della Lega Nord. O meglio del senatore Piergiorgio Stiffoni, un trevisano di 54 anni che stramaledice perdersi nel dedalo linguistico di certe "istruzioni per l'uso" dei prodotti che acquistiamo tutti i giorni al supermercato o al negozietto sotto casa. Non è salutare, fa girare la testa e soprattutto confonde i cittadini, sbuffa. Non è la solita sortita lumbard. A sentirlo, Stiffoni promette di dare battaglia. E c'è da scommettere che la sua crociata anti-esterofila non si fermerà all'interrogazione parlamentare che ha oggi presentato al ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. "Cosa mi aspetto da Marzano? Almeno la cortesia di un cenno di risposta", dice al Nuovo.
"E' chiaro che non pretendo mica di ritirare tutti i rasoi Philips. Esigo però che ci si dia una regolata". Da padano, Stiffoni bada al sodo. "Non è una preoccupazione di Stiffoni, ma di tutti gli italiani, dalla Valle D'Aosta a Siracusa. Con la mia iniziativa mi rivolgo alla sciura Maria che si compra un frullatore con le istruzioni scritte in coreano". Ma per i prodotti alimentari esiste già l'obbligo di legge delle etichette in italiano, non è così? "Ma per tutti gli altri no. Le racconto un episodio che ho vissuto personalmente. Circa dieci giorni fa ho comprato a mio figlio di 8 anni un giochino elettronico. C'erano le istruzioni in francese, tedesco e persino finlandese. Ho passato l'intera giornata a sfogliare il vocabolario per capire come funzionava quella diavoleria. Poi sono stato a un convegno a Montebelluna, ho sentito i lamenti dei miei concittadini e mi sono deciso".
Da qui la scelta di prendere carta e penna e scrivere a Marzano. Poche righe per rivendicare il ritorno della lingua italiana sulle copertine dei giocattoli e dell'utensileria elettronica. Con buona pace della globalizzazione culturale e linguistica. "L'inglese? Gli italiani non lo conoscono. La sciura Maria, i nostri veci del Veneto non lo parlano. Da leghista odio persino il termine devolution, l'ho sempre chiamata devoluzione, all'italiana. E poi nei mie comizi faccio solo citazioni in latino". E come la mettiamo ora che arriva Natale, la confusione aumenterà. "Dio ce ne scampi".
(11 DICEMBRE 2002, ORE 13:20)




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