dalla Tribuna di Treviso di oggi
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Dante tradotto in dialetto, liceo in rivolta
Trenta insegnanti contestano l'iniziativa di un collega approdata su Rai3
di Antonio Frigo
TREVISO. Una lettera indirizzata alla Rai e ai quotidiano nazionali e locali, con trenta firme di insegnanti. E al liceo classico Canova scoppia il caso. Al centro della protesta, un servizio della trasmissione televisiva «Ballarò» in cui un docente del Canova spiegava che nella scuola si traduceva la Divina Commedia in dialetto trevigiano. «Una singola iniziativa che agli occhi dei telespettatori ha definito l'intera scuola - protestano i trenta firmatari - gettando un'ombra grottesca sul nostro lavoro, che è invece altro». Insomma, i docenti del Canova contestano l'ennesima «gentilinizzazione» dell'intera città.
Mentre l'Italia si scontra sulla spinta feroce alla regionalizzazione dell'istruzione scolastica, debito pagato alla Lega da una Cdl che appare già di per sè poco convinta, arrivano le trasmissioni tivù che, parlando di Treviso, rischiano di far apparire la città più gentilinizzata di quello che è già, fino a puntare l'obiettivo della telecamera - incuranti di tutto ciò che succede nel medesimo contesto, e quindi riducendo l'obiettività a mera inquadratura parziale - su una singola iniziativa.
Iniziativa che ha visto la luce nel più prestigioso istituto cittadino, il liceo classico Canova. Una «traduzione» in trevigiano della Divina Commedia di Dante è diventata, per la trasmissione «Ballarò» (Rai Tre, nuovo corso) l'esemplificazione del nuovo modo di far cultura laddove la Lega governa con uno dei suoi più clamorosi rappresentanti: lo sceriffo antimusulmano Giancarlo Gentilini. Attenzione: non si è detto, nel corso della trasmissione tivù, che questo è il frutto di uno solo dei cinque - tutti lodevoli, proprio perchè diversificati - laboratori linguistici messi in piedi all'interno del Canova.
Non si è quindi «contestualizzato», ma isolato l'episodio. Un po' come quando sui rotocalchi di gossip vengono pubblicate le foto dell'attore e dell'attrice del momento mentre si scambiano un bacio, «tagliando» dalla fotografia la moglie dell'attore e... dimenticando il fatto che il bacio era il saluto dopo una cena fatta dagli attori del caso assieme ai «legittimi» partners.
Certo, la troupe di «Ballarò», proprio perchè il caso della «Divina Commedia in dialetto» non è così noto e clonato nella Marca, e anche in considerazione del fatto che la calata (o meglio: salita, da Roma) della troupe non era guidata da una bacchetta da rabdomante capace di identificare in due giorni «il caso», probabilmente è stata indirizzata artatamente da qualcuno che di questo «taglio» del servizio si è fatto «maestro e donno».
Primo risultato: il servizio sul Dante... venetizzato voluto dal professor Raffaello Scattolin, ex candidato sindaco a Zero Branco per la Lega Nord ed ex candidato consigliere alle Provinciali per «Forza Marca» da poco consigliere di amministrazione de LaMarca.
Secondo risultato: dopo la prima istintiva reazione di dispetto, trenta docenti del «Canova» si sono riuniti per studiare una replica che «rimettesse le cose a posto» e, limando, limando, limando (il furore del primo istante sarebbe stato pessimo consigliere), hanno prodotto una lettera che è stata spedita alla redazione di «Ballarò», al giornale nazionale «Repubblica» e ai due quotidiani locali trevigiani. La chiave di lettura (pubblichiamo integralmente la lettera qui accanto) è univoco: tutte le culture sono bene accette, tutti gli approfondimenti sono arricchimenti, ma «gonfiare» un approfondimento della cultura e della lingua trevigiana fino farlo diventare «la linea» del liceo Canova è scorrettezza assoluta. Insomma, per dirla con il commento di una delle insegnanti sottoscrittrici, «già in giro per l'Italia ridono abbastanza delle cose che purtroppo ci sono e appaiono, non aggiungiamone altre che sono così importanti da essere state... scoperte dalla città solo perchè trasmesse da un programma della Rai». E la ribellione dei trenta insegnanti, naturalmente, prende cappello anche sulla «strapazzata dialettale» subita dal Padre della lingua italiana. «Non ci sogneremmo mai - scrivono - di tradurre Goldoni in italiano». Il caso scoppia ufficialmente con una settimana di ritardo (la trasmissione è del 3 dicembre), ma non sembra per nulla aver perso «pepe» a distanza di otto giorni. Anzi, le scintille potrebbero scoppiare proprio nei prossimi giorni.
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Magari al me liceo gavesimo parlà in veneto!
Tentare di politicizzare l'uso della lingua veneta, indicandolo come "l'ennesima «gentilinizzazione»" è tanto disgustoso quanto patetico.
La mia personale solidarietà all'insegnante del Liceo Canova (Scattolin)
http://www.tvol.it/liceocanova
liceocanova@tvol.it




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