Qualcuno vuole inaugurare una nuova stagione di terrore e ha scelto, dal luglio 2001, Genova come proprio laboratorio. Stiamo infatti assistendo ad una catena di avvenimenti che sembrano tutti architettati da un' unica regia.
Le due bombe di Genova avrebbero dovuto rappresentare l' occasione per una ondata di repressione: prima contro il movimento no-global (peraltro già sotto il fuoco della magistratura) e poi, con una conversione a 180°, anche contro "gli altri". Ed infine avrebebro pure provato a rinnovare la strategia degli "opposti estremismi", cioè la guerra tra poveri che ha dato così buoni frutti al regime capitalista durante gli anni 70-80.
Sì, perchè le bombe di Genova erano progettate per uccidere e non avrebebro dovuto uccidere a caso, ma colpire "chirurgicamente" agenti di polizia.
Allora la domanda che dobbiamo porci è sempre la stessa: cui prodest?
Non è detto che il progetto della nuova strategia della tensione sia tutto italiano. Altri ad esempio hanno precisi interessi affinchè in Italia si realizzi un clima più favorevole all' introduzione di "leggi speciali" contro il terrorismo.
Per esempio, gli anglo-americani hanno bisogno di un coinvolgimento italiano nelle loro avventure belliche sempre più stretto e massiccio. Ma l' opinione pubblica non è favorevole, come risulta ormai evidente, ed oggi l' opposizione di centrosinistra se non prendesse una posizione di rifiuto della guerra in Iraq si suiciderebbe politicamente.
Davanti all' emergenza terrorismo, però, esisterebbero "giustificati" motivi per modificare la posizione. Ancor meglio se venisse dimostrato un qualsiasi legame tra il "terrorismo italiano" e i "servizi" di Baghdad. Ovviamente qualsiasi prova fornita da Washington o Londra verrebbe immediatamente accolta come veritiera, con tanta pace all' intelligenza e alla trasparenza.
E' in questo pericoloso e torbido contesto che si attende con ansia l' esito delle manifestazioni indette per oggi pomeriggio nel capoluogo ligure, con l' auspicio che esse possano ripetere la positiva esperienza di Firenze.




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