Questa notte, con un blitz a sorpresa, il leader dei 'no-global' napoletani Francesco Caruso è stato tratto in arresto insieme ad altri 'compagni', tutti meridionali. Le accuse sono piuttosto pesanti, la più grave delle quali è 'cospirazione politica'. In precedenza, un paio di anni fa, il Tribunale di Milano aveva condannato Caruso alla pena di un anno e cinque mesi di reclusione per la rapina ad un supermercato...
... si sicuro ne vedremo delle belle!...
Ecco il comunicato trasmesso da ilNuovo.it...
... buona lettura!...
venerdì 15 novembre 2002, 73
Caruso in manette per associazione sovversiva
NAPOLI - In manette nel cuore della notte. Il leader dei no-global di Napoli, Francesco Caruso, è stato arrestato dalla Digos di Benevento. E' accusato di associazione sovversiva. L' arresto è avvenuto in casa della fidanzata, a Fisciano, vicino a Salerno. Caruso ha quindi lasciato, verso le 5.30, la questura di Benevento per essere trasferito nel supercarcere di Trani. Dal capoluogo sannita è partita un'auto della Digos diretta in Puglia, con a bordo tre agenti di polizia e il portavoce dei no-global campani. Con lui sono finite in manette altre venti persone, sulla base di ordini di custodia cautelare spiccati dal tribunale di Cosenza. In tutto però, i nomi coinvolti nelle indagini sarebbero 42, 22 dei quali condividerebbero l'imputazione, la più grave, di associazione sovversiva. Le ordinanze di custodia cautelare sono invece venti, delle quali 13 sono state eseguite in carcere, le rimanenti agli arresti domiciliari.
Nel novero delle accuse ci sono responsabilità penali connesse agli scontri durante il G8 di Genova. Agli arrestati vengono inoltre addebitate responsabilità in relazione a incidenti accaduti nel corso delle manifestazioni svoltesi a Napoli e Taranto. Secondo i magistrati, i leader del movimento sarebbero in qualche modo collegati ai famigerati ‘Black Blok’, i ragazzi vestiti di nero protagonisti dei peggiori atti di teppismo durante le manifestazioni di protesta. Stando alle prime affermazioni degli inquirenti, nelle case degli arrestati sarebbero state trovate mazze di ferro e oggetti atti a offendere, oltre a passamontagna e maschere utili per celare il viso durante gli scontri con la polizia.
Come detto, sono in tutto 20 gli arresti disposti dalla magistratura di Cosenza nell'ambito dell'inchiesta sull'attività degli esponenti no-global dell' Italia meridionale: 13 le persone trasferite in carcere e sette agli arresti domiciliari.
Nel novero delle accuse ci sono responsabilità penali connesse agli scontri durante il G8 di Genova. Agli arrestati vengono inoltre addebitate responsabilità in relazione a incidenti accaduti nel corso delle manifestazioni svoltesi a Napoli e Taranto.
La notizia dell’operazione è trapelata mentre quest'ultima era ancora in corso da Benevento, dove è stato trattenuto in questura Caruso prima di essere trasferito in auto nel supercarcere di Trani. Caruso è l' unico attivista campano ad essere coinvolto nell'inchiesta. Gli altri 19 arrestati sono infatti calabresi e pugliesi. Gli uomini arrestati, su disposizione del gip di Cosenza, vengono trasferiti nel carcere di Trani e le donne in quello di Latina.
Caruso, insieme a Francesco Cirillo e Giuseppe Fonzino [leader del movimento in altre città meridionali], sono gli animatori della cosiddetta ‘Rete meridionale del Sud ribelle’. Secondo le inchieste messe a punto dalla procura della Repubblica di Cosenza, quest'ultima si configurerebbe come un'associazione sovversiva. L' organizzazione avrebbe avuto come finalità la messa in atto di azioni sovversive e di devastazione in occasione di appuntamenti internazionali come quelli del G8 di Genova, e di Napoli.
L' inchiesta ha preso avvio da indagini di carabinieri e polizia su ambienti delle organizzazioni no-global di Cosenza. Organizzazioni che avrebbero svolto un ruolo particolarmente attivo in occasione degli incidenti accaduti a Genova a Napoli nell' ambito dei raduni delle organizzazioni no-global.
Il legale di Caruso, Carmine Malinconinco, ha immediatamente annunciato la propria intenzione di rivolgersi al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione del proprio assistito. Per quanto riguarda le accuse, si mostra tranquillo: ‘… mi sembra una vicenda molto ridondante e penso che quando Caruso sarà davanti ai giudici si sgonfierà…’.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




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