Pyong Yang - Gli Stati Uniti ce l’hanno fatta: l’equilibrio che si stava ricreando nell’area asiatica tra le due Coree, il Gioappone e la Cina, sembra essere saltato definitivamente. Come naturale conseguenza della decisione statunitense di sospendere la fornitura di combustibile alla Corea del Nord, il governo di Pyong Yang ha deciso di riaprire tutte le sue centrali nucleari, così da poter far fronte al fabbisogno interno di energia. Lo ha reso noto l’agenzia ufficiale di notizie nordocoreana (KCNA), citando fonti del ministero degli esteri. La decisione, necessaria per il Paese coreano, è stata l’occasione per Washington di condannare definitivamente Pyong Yang e la sua politica “pericolosa” per l’intera area.
Nel 1994, in seguito al cosiddetto “Accordo quadro” con gli Stati Uniti, la Corea del Nord si era impegnata a chiudere l’unico reattore nucleare in funzione (sospettato di produrre plutonio da utilizzare nella costruzione di armi nucleari) e bloccare lo sviluppo di altri due impianti. A ottobre, l’amministrazione di Washington ha svelato, ed ora si può capire perché, che Pyong Yang ha ammesso di avere un programma clandestino di armamenti nucleari (un progetto segreto sull’uranio arricchito), in violazione degli obblighi internazionali. Dopo questa ammissione, Washington e i suoi alleati (Corea del Sud e Giappone) decisero di sospendere la fornitura di olio combustibile. Adesso la decisione di Pyong Yang che, secondo le fonti, avrà effetti immediati. Allarmato dalla decisione di Pyong Yang, il governo sud-coreano ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Nazionale; e della riattivazione delle centrali nucleari nordcoreane è stato immediatamente informato anche il presidente Kim Dae Jung. Di sicuro, l’iniziativa è destinata ad aggiungere un ulteriore elemento di tensione nei delicati rapporti tra il governo comunista della Corea del Nord e il sistema capitalista della Corea del Sud. I due Paesi formalmente sono ancora in guerra, dal momento che la guerra del 1950-1953 si concluse con un armistizio, ma senza un accordo formale di pace.
Ma Pyong Yang ha sempre cercato una soluzione pacifica, cercando di rilanciare i colloqui per la riunificazione con i suoi fratelli del Sud e lo ha riconfermato anche in questo caso. “Se la Repubblica Democratica della Corea riaprirà o meno i suoi impianti nucleari - si legge nel comunicato del ministero degli Affari Esteri, diffuso dall’agenzia ufficiale nordcoreana - dipenderà dall’atteggiamento degli Stati Uniti”. E proprio l’atteggiamento di Washington non sarà certo rivolto al dialogo ed alla soluzione “democratica”.
La Casa Bianca con questa mossa è riuscita a tornare con prepotenza su quel 38° parallelo tanto caro agli americani.




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