"Controrivoluzione sessuale negli USA. Ma anche in Italia ci sono i primi segnali". Questi titolo e occhiello di una articolo di Barbara Palombelli Rutelli sulla prima pagina del "Corriere della Sera" di oggi.
Sembra una cronaca asettica, magari un po' stupita (ma come, noi non vedevamo l'ora di "farlo" e questi qui sanno aspettare?, dove il "noi" alluderebbe alla generazione "del sessantotto" dipinta come una manica di assatanati), poi però viene la stilettata finale:
"Un dubbio, in tutto questo scenario neoromantico, è doveroso. . Fare l'amore con qualcuno significa - anche - assumersi delle responsabilità, prendersi cura di un altro essere umano, condividere una parte della vita. E se i nostri ragazzi scegliessero la fuga dal sesso soltanto per non crescere"?
Cara first lady dell'Ulivo, chiamiamo le cose con il loro nome. "Fare l'amore" come lo si faceva (come alcuni lo facevano) nel sessantotto significa tutto il contrario che "prendersi delle responsabilità": significa usarsi e mentirsi a vicenda per il proprio piacere, rifuggendo accuratamente ogni responsabilità a ciò connessa, giocando a fare marito e moglie senza esserlo e contravvenendo gravemente al sesto comandamento. Significa capovolgere l'ordine dei valori, mettendo il piacere fisico al primo posto e l'amore (amore che èpaziente e generoso) all'ultimo e usando il proprio corpo, tempio dello spirito, per fini diversi da quelli per i quali ci è stato donato.
Non "fare l'amore" ma sposarsi e mettere al mondo figli significa "prendersi delle responsabilità" e "crescere", assumendo davanti a Dio e agli uomini l'impegno solenne di non sciogliere quel che Egli ha unito. Il sessantotto ha distrutto la famiglia (questo è stato il suo risultato, altro che l'abbattimento del capitalismo), la famiglia patriarcale di un tempo, dove il numero era garanzia di educazione equilibrata, come ha stupendamente scritto "un sacerdote" nell'ultimo numero di "sì sì no no" in un articolo che mi rammarico moltissimo di non avere il tempo di postare ("famiglia senza storia"). Se gli adolescenti di oggi "riscoprono la verginità"ci sarebbe solo da rallegrarsi. Purtroppo dall'"alto" che messaggi vengono? "La corporeità come elemnto essenziale dell'umanità", "La donna necessario completamento dell'uomo e viceversa", "il matrimonio scelta di uguale valore della verginità consacrata". In questo clima penso che avremo solo "mode" più o meno oscillanti, ma mai una decisa inversione di tendenza. Tanto i confessori dicono che "non è peccato" e a scuola, alla TV, alla radio non fanno che dirti di "provarci" purché ben "protetti". E loro "ci provano".




Rispondi Citando

