Bush: "Saddam non avrà una seconda possibilità"
Attesa per il discorso alla nazione: il presidente boccerà il dossier sugli armamenti, giudicato incompleto. Guerra più vicina. Terzo giorno di raid sul sud dell'Iraq. Blair a Saddam: basta minacce.
WASHINGTON - Il dossier sugli armamenti presentato dall'Iraq ha deluso le aspettative dell'America, che lo ha già bocciato per le troppe omissioni. Mancano accenni alle famigerate armi di sterminio, e gli Usa hanno deciso di dire basta al quello che chiamano "il solito gioco" di Saddam. Presto (entro fine settimana) Bush parlerà alla nazione per esprimere la posizione ufficiale della Casa Bianca, ma il portavoce Ari Fleischer ha già anticipato che Bush "non intende concedere una seconda possibilità" a Saddam Hussein. Una frase minacciosa, che sembra spingere inevitabilmente verso l'attacco. L'Iraq non ha ceduto con le buone, sottolineano gli Usa, ora si piegheranno con le cattive.
"Credo che fosse esaurientemente chiaro che secondo la volontà dell'Onu questa era l'ultima possibilità dell'Iraq di informare il mondo in modo accurato, pieno e completo di quali armi di distruzione di massa sia in possesso'' ha sottolineato Fleischer.
Gli fa eco il segretario di Stato, Colin Powell: ''Eravamo scettici sin dall'inizio e le informazioni che abbiamo ricevuto dimostrano che il nostro scetticismo era ben fondato''.
Saddam, insomma, non avrà altre chance. ''Tutto questo processo era concepito come un'ultima e finale possibilità. L'Iraq, di possibilità, ne ha già avute 16'', riferendosi alle violazioni delle risoluzioni Onu. Il regime di Baghdad, insomma, andrà incontro a quelle "gravi conseguenze" previste dalla risoluzione 1441. Con ogni probabilità, l'intervento armato.
Non a caso, nel cielo iracheno continuano i lampi di guerra: per il terzo giorno consecutivo, i caccia alleati hanno colpito postazioni militari nel sud del paese, in risposta ad attacchi della contraerea. Gli aerei americani e britannici hanno sganciato bombe di precisione sul centro di comunicazioni di Al Kut, circa 150 chilometri a sud-est di Baghdad, gia' oggetto di attacchi a ripetizione.
Il tutto mentre i funzionari Onu proseguono con le ispezioni in Iraq. Oggi gli esperti si dirigono, tra l’altro, in una fabbrica di prodotti chimici che dipende dal ministero dell’Industria. Secondo un quotidiano degli Emirati Arabi, gli ispettori starebbero cercando anche la "dottoressa della morte", una scienziata irachena di nome Rihab Taha ritenuta la madrina del programmi legato alle armi biochimiche, da lei diretto per una decina d'anni. Soprattutto, la dottoressa è nota per la sua specialità: la produzione di antrace.




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