Avete mai preso un espresso dopo Natale? Mezza Calabria se ne va in Svizzera portando provviste per la guerra. E così era quel treno quel giorno. Nell'ordine c'era: un ragazzo giovane e brufoloso che andava all'università a Salerno, una coppia di coniugi sulla sessantina che facevano ritorno nella verde Svizzera carichi di soppressate e olive ammaccate, un padre e un figlio bitumieri che si scambiavano il posto e portavano nell'imparziale terra fiumi di vino, un professore sfighè basso pelato occhialuto e poco più che trentenne che faceva ritorno a Milano e una ragazzina diciottenne vestita di nero con una treccina colorata tra i lunghi capelli ricci. La ragazzina, muta in solitario sdegno, tira fuori il suo walkman e si mette ad ascoltare in quiete. Non lo avesse mai fatto! Le lacrime escono in automatico insieme alla musica. Il giovane brufoloso, in un impeto di cavalleria le porge una miriade di fazzolettini e tutto lo scompartimento si allarma! La femmina coniuge sessantenne comincia a fare ipotesi e domanda alla ormai rossa ragazzina il motivo di siffatto dolore. Lei è già certa di conoscerne la causa! La ragazzina senz'altro deve piangere perchè è triste senza i suoi amati genitori! La ragazzina rimane perplessa e a pensare a tale ipotesi non può fare a meno ciondolare la testa in segno di diniego non riuscendo comunque a trattenere le lacrime. Ma la coniuge femmina non si scoraggia, se non sono i genitori sarà il fidanzato! L'ormai fosforescente ragazzina fa un timido cenno di assenso col capo. La signora esulta e dice alla fanciulla di non preoccuparsi, lo rivedrà presto. Ma la giovane non si consola, scuote il capo sprofondando sempre più in una riflessione sull'ineluttabilità degli eventi. La signora non comprende perchè la sua frase fatta non consoli la ragazzina e chiede spiegazioni. E finalmente lei parla! Dietro la tendina di lacrime e capelli lo dice! Con una flebile vocina straziante, rizza lo sguardo fiero della propria sofferenza e seccamente, ineluttabilmente dice a tutto lo scompartimento l'agognata verità: "Mi ha lasciato!" Un ohohoh si alza dagli altri passeggeri e poi inizia il telethon di solidarietà. La signora, conosciuto il motivo, è in grado di formulare l'adeguata frase fatta consolatoria "Se son rose fioriranno" E poi giù, insieme al marito a raccontare alla fanciulla delle vicissitudini amorose dei figli in Svizzera, conclusesi tutte con felici matrimoni. Il ragazzo brufoloso lancia occhiate di comprensione e vorrebbe urlare che d'amore soffre anche lui perchè mai in vita sua è riuscito a toccare il morbido pelo di una fanciulla. Il padre bitumiere rompe un fiasco di vino e abbandona lo scompartimento lasciando una terribile puzza di vino e il posto al figlio. Questi si prodiga verso la fanciulla rendendola edotta sui diversi modi di stendere il bitume e sulle diverse qualità. E il triste professore di matematica milanese è ormai irrimediabilmente "caduto in amore". Tormenta la fanciulla raccontandole la sua triste vita e supplicandola di lasciarle il suo numero di telefono. Lei comincia a odiare tutto il genere maschile e vorrebbe saltargli al collo e recidergli la giugulare ma le ore son passate e il treno giunge nella stazione di Roma. La fanciulla finalmente scende con dietro le urla d'amore disperato del triste professore. Mette piede in una caotica termini e viene subito circondata da amiche venute a prenderla che le fanno vedere un bel tipo che sta partendo su un altro treno. Lei pensa ancora al suo amore perduto e vorrebbe risalire sul primo treno in partenza per tornare indietro da lui e dirgli che lo ama, che lo ama moltissimo, nonostante i tradimenti, nonostante le liti, nonostante tutti i momenti bui. Vorrebbe prendere quel treno e dire al suo amore quanto ormai la sua vita sia per sempre legata a lui. Ma su quel treno non salì mai. Si incamminò verso la sua casetta romana che gli parlava di lui, verso quel letto in cui aveva dormito con lui, verso quella pagina del Manifesto che ritraeva il suo amore. Lei ancora non lo sapeva quanto questo l'avrebbe allontanata da quel suo grande amore, ma continuò a camminare verso casa.




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e già... era l'8 gennaio 1995.

