Anche a Foggia poliziotti contro i Centri di detenzione per immigrati: «Immorali»
di Valentina Petrini
Ogni sei ore qualsiasi cosa stiano facendo - dormire, mangiare, guardare la televisione o magari solo fumarsi una sigaretta - devono lasciare tutto e farsi contare.
Al Centro di accoglienza di Borgo Mezzanone, a Foggia, con gli immigrati si usa fare così. Straniero uguale detenuto, sotto stretta vigilanza. La Questura foggiana da meno di un mese ha emanato un provvedimento restrittivo che impone alle forze dell’ordine di servizio nel centro di Borgo Mezzanone di contare e controllare gli stranieri ospiti ogni sei ore.
Sveglia alle 6 di mattina, primo conteggio. Poi alle 12, alle 18 e alle 24. La notizia fa presto il giro del paese. Queste “nuove” modalità non piacciono e a fare notizia è che coloro che la contestano sono proprio le forze dell’ordine, quelle alle quali è chiesto di introdursi anche di notte nelle camere dove dormono gli ospiti, svegliarli e contarli.
«Riteniamo che questa procedura sia lesiva della dignità e della privacy di cittadini stranieri che sono costretti, in questo modo, a svegliarsi nel cuore della notte per essere contati. Abbiamo sollecitato il Questore e il Prefetto di Foggia affinché vengano effettuati servizi di controllo diversi, che siano sempre ugualmente efficaci e, al tempo stesso, più rispettosi delle difficili condizioni di vita di queste persone».
La lettera è stata inviata lo scorso 2 dicembre dal Silp-Cgil (sindacato della polizia) al Questore di Foggia, colui che ha disposto l’ordine di controlli ogni sei ore, al Prefetto e al ministro dell’Interno. Ad oggi, martedì 16 dicembre, il Silp dichiara di non aver ricevuto ancora nessuna risposta.
«La situazione di Foggia è solo la punta di un iceberg. Da un monitoraggio delle condizioni di queste strutture nel nostro paese emerge un quadro sconfortante che non permette di accogliere gli immigrati in maniera dignitosa». Claudio Giardullo, segretario generale del Silp non solo sostiene le rivendicazioni contenute nella lettera ma lancia un monito alle istituzioni: «Noi dobbiamo garantire la sicurezza di tutti, quindi anche degli immigrati. A Foggia c’è una direttiva sbagliata che va cambiata, ma in tutta Italia la situazione è d’emergenza».
È di quattro giorni fa la protesta degli agenti di Trento di un sindacato autonomo considerato vicino al centrodestra, il Sap, contro l'aggravio di lavoro per i controlli degli extracomunitari previsti dalla Bossi-Fini. Gli agenti del Sap trentino hanno scritto una lettera al commissario di governo per denunciare anche le inumane condizioni in cui versano gli immigrati nei centri di detenzione temporanea. «Spesso siamo costretti a pagre di tasca nostra i pasti per gli stranieri», dicono.
Il riferimento è alla legge Bossi-Fini che «aggrava il lavoro delle forze dell’ordine», denuncia Giardullo, «non abbiamo interpreti, non abbiamo strutture capienti e soprattutto rispettose delle diversità culturali».
I centri di detenzione temporanea (cdt) sono regolati dalla legge Del Turco del ’96. Tutti gli immigrati che sbarcano nel nostro paese vengono “detenuti” nei cdt in attesa di essere rimpatriati o di avere asilo politico. Sono a tutti gli effetti dei centri di detenzione alla stregua di carceri.
Il Centro di accoglienza di Borgo Mezzanone è nato nel periodo della guerra del Golfo per gli immigrati che cercavano rifugio sulle coste italiane. Molti di loro hanno chiesto asilo politico nel nostro paese. «Si rende conto di quanto è denigrante trattare un uomo in attesa di asilo come un carcerato sotto stretta sorveglianza?». Lui è Michele Pellegrino della segreteria provinciale di Foggia del Silp-Cgil. Ci descrive il centro per darci una idea di che cosa significa fare i controlli ogni sei ore.
Gestito dalla Prefettura, il cdt di Borgo Mezzanone è sotto la vigilanza della Questura che a sua volta ha affidato la coordinazione del centro alla Croce Rossa. Prima al suo posto c’era l’ex aeroporto militare. All’interno vi sono due stanze con circa 50 letti ciascuna e, dove prima sorgeva la pista di decollo, ora vi è una zona recintata con all’interno delle roulotte dove vengono sistemati tutti gli stranieri in attesa di rimpatrio.
«Fino a pochi giorni fa nei due stanzoni c’erano 103 immigrati che avevano richiesto asilo politico nel nostro paese –racconta Pellegrino- Di notte o al mattino alle sei i poliziotti devono entrare, svegliare tutti e procedere al conteggio. È una pressione psicologica non indifferente soprattutto se si pensa alle condizioni in cui questa gente arriva nel nostro paese».
Un veloce giro di telefonate per cercare di parlare con qualcuno della direzione del centro di Foggia. Nessuno rilascia dichiarazioni. Alla fine riusciamo a farci passare una responsabile. «Non posso darle il mio nome, e poi qui siamo tutti uguali», risponde laconica. «Noi non entriamo nel merito di questioni di ordine pubbliche –dice la donna- Di questi controlli non so dirle niente. E poi in fondo non accade nulla di illegale. Mica vengono spogliati e perquisiti».
Fra una settimana sarà Natale anche al Centro di Borgo Mezzanone e il 25 dicembre sarà un giorno come tutti gli altri. Sveglia alle 6, per il primo conteggio. Poi alle 12, alle 18 e alle 24.
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