A Natale ci sono donne che invece della solita cravatta regaleranno al marito il proprio calendario desnudo. Bastano 300 euro, neanche troppi. E' un po' di esibizionismo per posare come mamma le ha fatte (e truccatore eventualmente rifatte) fra le lenzuola di un set fotografico "d'artista". L'importante per chi la fa e chi la riceve, è strillare che trattasi di una trovata divertente. Serve a dimenticarsi di essere vittime di un meccanismo che ha ridotto il corpo umano a un affare. E a chiamare bigotti coloro che, proprio perchè quel corpo lo amano, cercano di difenderlo dalla sterilizzazione commerciale. E' la formula del grande fratello, prima si crea il mito del divo, poi lo si fa assaggiare alle persone comuni per allargare il mercato. Allo stesso modo, ninfe e ninfette cedono il passo alle mogli sui calendari. Presto toccherà alle videocassette e la consorte dell'idraulico potrà concedersi un ora da velina, facendosi riprendere sdraiata su un tavolo in microgonna e stivaloni come le odalische di Ezio Greggio.
Le mogli hanno così pagato il prezzo del guardonismo imperante e per tornare al centro dell'attenzione coniugale ecco che tentano ora di usare lo stesso strumento che negli ultimi anni le ha mortificate. Molto divertente davvero.


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