Da An e parte di Forza Italia sì ad un intervento sui piccoli abusi.
Restano contrari Lega e Udc. Fassino: "Una beffa per gli onesti"
Condono edilizio
Lite nel Polo

In piedi l'ipotesi. Sanatorie locali, no da Roma e Umbria
Rutelli: "Il governo riferisca in Parlamento sulle misure adottate"
di ROBERTO PETRINI


ROMA - Hanno discusso fino alla fine. Una volta dato il via libera al più grande colpo di spugna della storia della Repubblica, gli uomini della maggioranza hanno ragionato a lungo, durante il vertice dell'altra sera che ha preceduto il varo del maxiemendamento, se era il caso di aggiungere alla lista il condono edilizio. "Alla fine abbiano deciso di no", racconta Francesco D'Onofrio, presidente dei senatori dell'Udc, "noi, del resto, siamo contrari. L'aspetto penale non poteva essere neppure messo in discussione, mentre per quanto riguarda le sanzioni amministrative regionali si sarebbe potuto aprire un conflitto tra stato centrale e governatori. Tanto è vero che durante la riunione - aggiunge D'Onofrio - è successo un fatto curioso: non ci si riusciva ad intendere neppure sui termini tecnici. Pare infatti che la "veranda" abbia una metratura al Nord e una al Sud e che il "sottotetto" sia una cosa in Calabria e una in Lombardia".

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In attesa della ripresa dell'esame della Finanziaria fissato per domani in Commissione Bilancio e in aula, si profila uno scontro all'interno del Polo sul condono edilizio. Non è un mistero infatti che An sia favorevole ad una sanatoria sui piccoli abusi: sono favorevoli Pietro Armani ma anche un nutrito drappello di senatori. E mentre la Lega e l'Udc sono contrarie, da Forza Italia si levano voci a sostegno dell'ipotesi come quella di Giovanni Marras.

Se la partita del condono edilizio rischia di infiammare l'aula del Senato (per i sub-emendamenti c'è tempo fino a mezzogiorno di domani), altri nodi restano aperti: dalle Fondazioni bancarie, ai servizi pubblici locali. Nel frattempo categorie produttive, opposizione e singoli deputati all'interno della maggioranza, come Giorgio La Malfa, sparano a zero sul condono.

Per Luciano Petracchi, presidente della Confartigianato, "la logica del condono fiscale mette a rischio la concertazione sugli studi di settore e l'impegno per l'emersione". Per Marco Venturi, presidente della Confesercenti: "Si tratta di una caccia ai soldi: mi pare - ha detto - che il governo sia disposto a tutto".

Punto interrogativo sui condoni locali (Ici, bollo auto, suolo pubblico) sui quali c'è già il "no" di molte amministrazioni di centrosinistra. "Condono, no grazie", ha detto la presidente della regione Umbria, Maria Grazia Lorenzetti. "Spero - ha sottolineato l'assessore al Bilancio del Comune di Roma Marco Causi - che i condoni in fatto di Ici e tasse locali di cui si sta parlando in queste ore non si configurino, per i Comuni, come un obbligo. Questo sarebbe del tutto incostituzionale".

Pesanti le critiche della sinistra: "E' una beffa per gli onesti", ha osservato il leader Ds Fassino. "Il governo venga a dire in Parlamento, di fronte a questa valanga di condoni, qual è il risultato per l'economia e le finanze", ha detto il coordinatore dell'Ulivo Francesco Rutelli.

Dalla maggioranza si è levata la voce di Giorgio La Malfa: "Il condono - ha osservato - è una misura miope che avrà effetti distruttivi sul gettito futuro di cui il governo pagherà le conseguenze. Pur avendo mille giustificazioni, rischia di essere vittima di questa proposta di così breve respiro". Per il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani, invece: "Si inverte la rotta e si restituisce serenità agli italiani nei rapporti con il fisco".

(15 dicembre 2002)