- Nel maxiemendamento alla Finanziaria il condono edilizio ancora non c'è. Ma potrebbe spuntare con un emendamento in aula. Lo dice senza tentennamenti il relatore della legge Lamberto Grillotti (An). D'altra parte è il partito di Gianfranco Fini a dirsi favorevole a un condono dei piccoli abusi in materia edilizia, da aggiungere al condono tombale in materia fiscale generale. Lamberto Grillotti è esplicito. "Sono propenso - dice il senatore di An - ad accettare emendamenti in aula che lo prevedessero nella formula di un'estensione dei termini di quello del 1993. Si potrebbe accettare - ha aggiunto Grillotti - anche per le zone sismiche, a patto che sia accompagnato da una norma che obblighi all'adeguamento delle costruzioni alla normativa antisismica".
L'ipotesi eliminare con un colpo di spugna gli abusi - bloccata ieri in extremis dopo una lunga discussione - rischia dunque di spaccare la maggioranza, tornando in aula sotto forma di emendamento. Se An è infatti favorevole, rimangono contrari sia la Lega che l'Udc. Francesco Moro, capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama, è tornato ad avvertire gli alleati di governo. Se qualcuno nella maggioranza presenterà un emendamento sul condono edilizio, ha detto, "dovrà fare i conti con la nostra posizione che è da sempre, e non da oggi, contro".
- Pubblicità -
Ma il senatore Grillini parte da lontano. "Io non posso vietare - ha spiegato il relatore della legge - che i senatori ripresentino in aula emendamenti sul condono edilizio che non ho considerato opportuno inserire nei miei emendamenti. Se questo accadrà (e fra gli emendamenti presentati in commissione e respinti per l'aula ce ne sono un paio riconducibili al condono edilizio) io sarei propenso a prenderli in considerazione. Solo nella formula, però, di una proroga dei termini, per esempio fino al 31 dicembre 2001, del condono varato nel 1993".
La proroga dovrebbe però essere accompagnata da un impegno preciso "a chiudere una volta per tutte la partita". Molti comuni, ha spiegato Grillotti, "sono rimasti in mezzo al guado. Fatte le denunce non si è proceduto né all'acquisizione degli stabili in discussione nel patrimonio comunale né al loro abbattimento. Tanto vale, allora - è il ragionamento di Grillotti - prorogare i termini di quel condono e definire poi una norma stringente che chiuda definitivamente la questione. Cioè, finiti i termini di questa proroga, deve essere chiaro che non ci sarà altro che il genio civile per gli abbattimenti". E in questo quadro che Grillotti considera possibile il condono edilizio anche per le zone sismiche. "Ma a condizione - spiega - che contestualmente si faccia l'adeguamento antisismico degli stabili".
E come per il condono, anche per le fondazioni bancarie la partita è ancora aperta. "Se ne parlerà in aula perché sicuramente gli emendamenti di maggioranza e opposizione saranno riproposti - ha detto Grillotti -. Vedremo in sede di dibattito le scelte che farà la maggioranza. Credo che su alcuni punti ci possa essere un'apertura".
![]()
![]()




Rispondi Citando