Riferimento: CHI E' CHE TIENE LE REDINI ADESSO?
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ulver81
Sull'evoluzione non sembra ci siano dubbi a meno che non la si balcanizzi (ed avrebbe dei costi non certo irrisori).Mettiamo da parte pero alcuni luoghi comuni.
Alla fine dei conti questo sarebbe un investimento fruttuoso per gli Stati Uniti, anche se attualmente non hanno certo le risorse per poterlo portare avanti.
E non solo per gli U.S.A. ma potenzialmente anche per tutta una serie di potenze regionali circonvicine.
Forse meno per la Russia, ma un collasso della società e della produttività dei cinesi potrebbe ridar fiato all'Europa.
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ulver81
Il contrario.Quando i cinesi hanno minimamente accennato di riportarsi a casa la propria pecunia per riconvertirla in Yuan, gente della FED ha fatto una corsa a Pechino nell'arco di 2 giorni.Lo stesso quando hanno minacciato di far trovare il deserto alle aste per i titoli di stato.Gli americani potrebbero anche non pagare.Dopo chi investirebbe nei loro titoli??I georgiani?
Se i cinesi dovessero smettere di finanziare il debito americano, gli Stati Uniti si troverebbero col culo per terra da un giorno all'altro e avrebbero solo due opzioni: o scatenare un olocausto nucleare (e i pazzi fanatici ebrei estremisti e "cristiani rinati" ne sarebbero anche capaci) o trovarsi, se va bene, ridimensionati di colpo a una potenza di secondo se non di terz'ordine, il tutto accompagnato a un collasso economico interno dalle conseguenze sociali inimmaginabili.
Il fatto è che per ora i cinesi non hanno interesse a fare ciò, tantomeno di colpo. Ma piano piano, con alti e bassi, il mercato interno si va creando e quando, sommato a quello di altri paesi dell'ex Terzo Mondo che si stanno sviluppando, sarà sufficiente ad assorbire la produzione, i cinesi non avranno più interesse a finanziare gli Americani e allora, anche se probabilmente in modo meno improvviso e drastico, ne vedremo delle belle.
Articolo molto interessante comunque, soprattutto perché viene da un americano.
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Peucezio
Il fatto è che per ora i cinesi non hanno interesse a fare ciò, tantomeno di colpo. Ma piano piano, con alti e bassi, il mercato interno si va creando e quando, sommato a quello di altri paesi dell'ex Terzo Mondo che si stanno sviluppando, sarà sufficiente ad assorbire la produzione, i cinesi non avranno più interesse a finanziare gli Americani e allora, anche se probabilmente in modo meno improvviso e drastico, ne vedremo delle belle.
Vabbè, ma è ora l'emergenza, per questo gli U.S.A. dovrebbero puntare prima a superare l'emergenza e poi a sacrificare l'assoluto liberismo all'interesse nazionale, cercando di svincolarsi dai "musi gialli". E non è una strada così completamente peregrina, posto che per finanziare l'industria e in genere il capitale privato in modo che possano acquistare le obbligazioni dovrebbero dare seriamente la stura a gran parte della loro attività militare meno utile.
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Articolo molto interessante comunque, soprattutto perché viene da un americano.
Hanno anche loro la feccia antinazionale.
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Verteidiger
Alla fine dei conti questo sarebbe un investimento fruttuoso per gli Stati Uniti, anche se attualmente non hanno certo le risorse per poterlo portare avanti.
E non solo per gli U.S.A. ma potenzialmente anche per tutta una serie di potenze regionali circonvicine.
Forse meno per la Russia, ma un collasso della società e della produttività dei cinesi potrebbe ridar fiato all'Europa.
A parte questo che e verissimo.Ma oramai siamo ad un punto (e sono davvero in pochi ad avere il coraggio di ammetterlo) di non ritorno.Non si tratta neanche piu di ridare fiato, ma riesce difficile immaginare a come riconvertire intere economie, il che tecnicamente e impossibile.
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Peucezio
Se i cinesi dovessero smettere di finanziare il debito americano, gli Stati Uniti si troverebbero col culo per terra da un giorno all'altro e avrebbero solo due opzioni: o scatenare un olocausto nucleare (e i pazzi fanatici ebrei estremisti e "cristiani rinati" ne sarebbero anche capaci) o trovarsi, se va bene, ridimensionati di colpo a una potenza di secondo se non di terz'ordine, il tutto accompagnato a un collasso economico interno dalle conseguenze sociali inimmaginabili.
Il fatto è che per ora i cinesi non hanno interesse a fare ciò, tantomeno di colpo. Ma piano piano, con alti e bassi, il mercato interno si va creando e quando, sommato a quello di altri paesi dell'ex Terzo Mondo che si stanno sviluppando, sarà sufficiente ad assorbire la produzione, i cinesi non avranno più interesse a finanziare gli Americani e allora, anche se probabilmente in modo meno improvviso e drastico, ne vedremo delle belle.
Articolo molto interessante comunque, soprattutto perché viene da un americano.
Ancora si parla della difficolta di ammettere qualcosa purtroppo.Ed in Asia il grosso dell imprenditoria straniera, quando sente di parlare di mercato interno cinese, si mettono a ridere, non vogliono ammettere assolutamente una cosa del genere, uscendosene sempre con la stessa storia che la Cina non e altro che un'oligarchia comunista senza possibilita di creare un grande mercato di massa interno.Si e come dire, in una fase di costante attesa....
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Verteidiger
Vabbè, ma è ora l'emergenza, per questo gli U.S.A. dovrebbero puntare prima a superare l'emergenza e poi a sacrificare l'assoluto liberismo all'interesse nazionale, cercando di svincolarsi dai "musi gialli". E non è una strada così completamente peregrina, posto che per finanziare l'industria e in genere il capitale privato in modo che possano acquistare le obbligazioni dovrebbero dare seriamente la stura a gran parte della loro attività militare meno utile.
Hanno anche loro la feccia antinazionale.
Un paese che si regge sulle lobby di diversa natura non puo cambiare strada improvvisamente.Levare l'assoluto liberismo significherebbe imporre nuove tasse, cosa che creerebbe ancora piu problemi al sistema interno americano.Resta anche il punto che non si potra emettere tonnellate di carta verde all infinito e allo stesso tempo indebitarsi di cifre astronomiche.Pensa quanto hanno speso nell'era Reagan per far crollare l'Unione Sovietica.
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Cmq attualmente Pechino sta giocando molto con la propaganda della crescita stabile all'8%, quasi come se fosse un mantra....
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ulver81
Cmq attualmente Pechino sta giocando molto con la propaganda della crescita stabile all'8%, quasi come se fosse un mantra....
Sai, uno come Emile Durkheim teorizzò sull'autorappresentazione di un gruppo.
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Verteidiger
Vabbè, ma è ora l'emergenza, per questo gli U.S.A. dovrebbero puntare prima a superare l'emergenza e poi a sacrificare l'assoluto liberismo all'interesse nazionale, cercando di svincolarsi dai "musi gialli". E non è una strada così completamente peregrina, posto che per finanziare l'industria e in genere il capitale privato in modo che possano acquistare le obbligazioni dovrebbero dare seriamente la stura a gran parte della loro attività militare meno utile.
Hanno anche loro la feccia antinazionale.
Il problema è che hanno perso gran parte delle competenze, della capacità di produrre e progettare. E non sono cose che si improvvisano, richiedono generazioni.
Oggi i programmatori vengono dall'India, l'hardware si progetta sempre di più in Cina e nel resto dell'Estremo Oriente.
E il guaio è che noi siamo sulla stessa china, in tantissimi ambiti non c'è più nessuno che sappia fare niente.
Sulla feccia antinazionale, che me ne importa a me, mica sono americano io. I miei giudizi non sono relativi, ma assoluti: chi è anti-italiano è una merda e andrebbe impalato in piazza, chi tradisce i miei nemici e viene dalla mia è persona meritevole e la stimo.
E poi come si fa ad essere fedeli a una nazione senza base etnica? Io sono razzista, ritengo che i popoli abbiano una base biologica, oltreché spirituale, e che lo Stato debba incarnare e proteggere tale base biologica. Un americano a chi dovrebbe essere fedele? Ai WASP? Agli ebrei? Agli irlandesi? Ai negri? Agli ispanici? Gli unici americani legittimi sono gli indiani, gli altri sono allogeni, dunque, in fondo, nemici invasori.