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  1. #1
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    Angry Berlusconi VERGOGNATI

    Il berlusca ha detto oggi che spera di vedere in europa oltre alla turchia anche israele
    Ma questi due paesi cosa centrano con la cultura europea?
    Se entra israele potrebbe entrare anche la palestina, e poi anche il libano e via via iraq iran.... un po tutti insomma, comodo pero che dal portogallo alla siria (forse anche piu oltre) si potra pagare con l'euro





    OGNI TERRA HA IL SUO POPOLO
    OGNI POPOLO HA LA SUA TERRA

  2. #2
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    Sulla turchia nutro personalmente moltissime perplessità. Riguardo ad Israele.....sono invece d'accordissimo, alla sola condizione, ovviamente che Israele stesso lo voglia.
    Una percentuale grandissima di israeliani hanno radici in Europa, come sanno tutti.

    Saluti liberali

  3. #3
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    Quindi tu sei contrario alla turchia che in fin dei conti puo anche essere considerata europea Geograficamente, ma sei favorevole ad israele perche consideri gli israeliani vicini alla cultura europea, ma questa è l'europa del 1950 nata come cee oppure altro organismo Politico internazionale vedi onu nato nafta

  4. #4
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    da www.avvenire.it

    " VERTICE A COPENAGHEN
    Gul accusa Chirac: «Il vero ricatto l’ha fatto lui, ha indirizzato il summit»

    La Turchia «delusa» incalza su Cipro

    Toni roventi nella prima mattinata dopo l’intesa notturna tra i Quindici per il rinvio al dicembre 2004 di ogni valutazione. In serata il premier frena

    Dal Nostro Inviato A Copenaghen
    Giorgio Ferrari

    Con un’eco che rimanda all’età ferrigna della battaglia di Lepanto, l’ira della Sublime Porta si abbatte di prima mattina sul vertice di Copenaghen. Quel rimando al dicembre del 2004, quegli anni ancora da trascorrere prima di poter solo sapere se si è ammessi ai negoziati per l’adesione con il passare delle ore si trasformano per Ankara in uno schiaffo insostenibile. La prima bordata la scaglia il premier Abdullah Gul: «Non posso accettare il paragrafo sulla Turchia – dice a Tony Blair – qui c’è una palese discriminazione, un atto di pregiudizio contro di noi: nella bozza si devono inserire frasi per eliminare ogni incertezza». Ma le parole più dure sono quelle riservate a Chirac: «Dice che abbiamo fatto pressioni, che stavamo ricattando la Ue, ma il vero ricatto è quello che ha fatto lui e che ha influenzato e indirizzato il vertice». C’è del vero nelle parole di Gul. L’asse franco-tedesco ha condizionato il compromesso che ha portato alla data del dicembre 2004, la linea Blair-Berlusconi ha dovuto accontentarsi di non vedere rimandate le proprie aspettative al 2005 . Come dice il paragrafo chiave delle conclusioni, « L’Unione europea incoraggia la Turchia a proseguire con energia il processo di riforme. Se il Consiglio europeo nel dicembre 2004, sulla base di un rapporto e di una raccomandazione della Commissione deciderà che la Turchia rispetta i criteri politici di Copenaghen, l’Unione aprirà negoziati di adesione con la Turchia ». Paragrafo dichiarato immodificabile e non più negoziabile. Come si vede, una porta stretta, non troppo sublime: prima ci vorrà il parere della Commissione, poi la decisione dei partner europei e solo alla fine dell’anno elettorale dell’Europa allargata a 25 i turchi sapranno quale sarà il loro destino. La rappresaglia di Ankara non si fa attendere. È’ Cipro l’unico nodo su cui hanno margine di manovra ed è la questione cipriota che esplode nel pomeriggio. Il leader turco-cipriota Rauf Denktash chiede improvvisamente che il vertice di C openaghen sospenda l’adesione dell’isola alla Ue. Tecnicamente la richiesta è impossibile, ma sul piatto c’è anche il piano dell’Onu per una confederazione cipriota che potrebbe saltare. «Siamo disposti a riprendere il negoziato – ha detto Denktash – ma il vertice di Copenaghen dovrebbe sospendere la domanda di adesione della Repubblica di Cipro fino al prossimo incontro negoziale. L’Onu ci ha messo fretta, praticamente un ultimatum (scadeva ieri alle 18, ndr), ma questo è un atteggiamento negativo, io non posso firmare un accordo sotto pressioni e minacce e senza discuterne con la controparte greca». Rabbia al calor bianco, anche qui, che parte per la tangente quando Denktash va per conto suo, fuori controllo anche da parte turca. «La Ue – dice – vuole costruire una fortezza cristiana attorno alla Turchia, prendendosi anche Cipro». Il cancelliere Schröder prova a diluire la rabbia di Ankara con l’olio del buon senso (memore anche della forte comunità turca con diritto di voto che la G ermania ospita): «Il punto importante – dice – non è tanto la data, quanto lo spessore del processo di riforme necessarie. Crediamo che la data indicata metta a disposizione della Turchia uno spazio di tempo sufficiente per avviare queste riforme e quindi per dare il via ai negoziati di adesione. Riforme su cui c’è pieno accordo fra la Ue e la Turchia». Evidentemente Schröder e Chirac, i veri registi di questa risoluzione, hanno fatto bene i loro conti. Nel pomeriggio il livore di Gul lascia il posto a qualcosa di molto simile a una capitolazione: «Il governo turco è deluso – dice – ma continuerà la strada delle riforme, per il nostro grande Paese e non solo per l’obiettivo di avere un posto nella Ue. Sappiamo che la decisione è scaturita da considerazioni politiche da parte della Francia e della Germania. Ora attendo le loro risposte. Ma sono anche convinto che la Ue non sia un club cristiano, certi politici come Giscard d’Estaing lo pensano, certi altri no».
    "


    Cordiali saluti

  5. #5
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    Hey, dobbiamo sistemare anche la Russia, ricordate sempre l'impegno preciso che Il Grande e Saggio Statista ha preso con Putin.

  6. #6
    email non funzionante
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    Predefinito Mi pare che la Turchia sia,...

    ...se non l'unico, uno dei pochissimi Paesi islamici retti da democrazie, dove il potere politico e giudiziario sia nettamente separato dalle questioni religiose. Questo potrebbe essere una fortissima carta da giocare a favore del suo ingresso nell'Eu.
    Meglio ancora se fosse seguito da una Palestina libera e democratica.
    Naturalmente Israele ha tutte le carte in regola; il problema, semmai, è l'Europa.

    saluti

  7. #7
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    Predefinito Re: Mi pare che la Turchia sia,...

    Originally posted by mustang
    ...se non l'unico, uno dei pochissimi Paesi islamici retti da democrazie, dove il potere politico e giudiziario sia nettamente separato dalle questioni religiose. Questo potrebbe essere una fortissima carta da giocare a favore del suo ingresso nell'Eu.
    Meglio ancora se fosse seguito da una Palestina libera e democratica.
    Naturalmente Israele ha tutte le carte in regola; il problema, semmai, è l'Europa.

    saluti

    Noi come Stati Europei cosa centriamo, usciamone subito e regaliamo l'euro alla turchia, ad israele, al libano....

  8. #8
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    Fra i nuovi entranti , gli unici che hanno qualcosa a che fare veramente con l'Europa sono i Paesi Baltici che ,pur partendo da una condizione economica di livello inferiore rispetto alla media europea (a causa di decenni di comunismo), oggi stanno recuperando e anzi hanno forze interne eccezionali. Hanno una crescita economica mostruosa , percentulmente maggiore rispetto anche alla Germania.
    Sono popoli di cultura europea-occidentale , simili ai tedeschi ma soprattutto ai fillandesi e agli scandinavi in generale , con i quali hanno in comune i tratti somatici , la cultura , gli usi e i costumi , la voglia di lavorare e la capacità imprenditoriale ed economica.

    Tutti gli altri Paesi citati non hanno nulla a che fare con l'Europa , nè geograficamente , nè culturalmente , nè economicamente.
    Aggiungo poi che si rivelerebbero solo dei pesi morti che creano più problemi che altro.

  9. #9
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    Israele è, senz'altro, di cultura europea.
    E poi, Ronald, cosa ne dici della rep. Ceca? non è forse europea anch'essa?

  10. #10
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    Originally posted by Alberich
    Israele è, senz'altro, di cultura europea.
    E poi, Ronald, cosa ne dici della rep. Ceca? non è forse europea anch'essa?


    Israele è di cultura occidentale, di europeo non ha niente
    Anzi se non la smette di far la guerra alla palestina non puo considerarsi neanche occidentale, chiediamo tanto alla turchia di far rispettare i diritti civili e poi israele solo perche ha i soldi puo fare come vuole

 

 
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