Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Una buona notizia, 2 consiglieri provinciali del Polo in galera!...

    Con un blitz i magistrati di Palermo hanno arrestato due consiglieri del Polo che, pare, abbiano truccato qualche appalto ... diciamo ... per favorire certi ... "amici" ...


    ... si sicuro ne vedremo delle belle!...

    Ecco il comunicato trasmesso da IlNuovo...

    ... buona lettura!...

    Venerdì 13 Dicembre 2002, 12:21

    Appalti, arrestati 2 consiglieri provinciali a Palermo


    Arrestati Antonino Cosimo D'Amico e Giovanni Giuseppe Tomasino entrambi consiglieri provinciali del Cdu. Sono accusati di turbativa d'asta.
    di Nino Amadore

    PALERMO – Avrebbero fatto carte false pur di aggiudicarsi quell’appalto. In gioco, lavori per un miliardo e cocci di vecchie lire appaltati dal Consorzio di Bonifica Palermo 2 per conto dell’assessorato Agricoltura e Foreste della Regione siciliana che aveva programmato interventi di ripristino e ammodernamento della rete irrigua nel comprensorio di Malvello Pizzillo nel comune di Monreale. Così, con l’accusa di turbativa d’asta, sono finiti in carcere due consiglieri provinciali del Cdu e due imprenditori su ordine del gip della Procura di Palermo Marcello Viola.

    A finire in manette Cosimo Antonino D’Amico, 38 anni di Bagheria, oggi consigliere provinciale del Cdu e membro della Quinta commissione, all’epoca dei fatti presidente della Commissione di gara e amministratore del Consorzio di Bonifica (cui sono stati concessi gli arresti domiciliari), Giovanni Giuseppe Tomasino, 31 anni di Palermo, anche lui consigliere provinciale e all’epoca dei fatti dipendente del Consorzio, Pietro Tomasino, 61 anni di Giuliana in provincia di Palermo, imprenditore già definito dal pentito Nino Giuffré “vicino a Provenzano”, all’epoca dei fatti amministratore dell’impresa che porta il suo nome e capofila dell’associazione temporanea di imprese “Tomasino-Arcuri” che si è aggiudicata l’appalto contestato, Silvestre Arcuri, 42 anni di Giuliana, titolare dell’azienda che porta il suo nome e aggiudicataria insieme alla Tomasino della gara miliardaria.

    Secondo il sostituto procuratore Ambrogio Cartosio, che ha coordinato le indagini, sarebbe stato appurato che la gara (svoltasi il 31 luglio del 2000), in un primo tempo aggiudicata a un’altra impresa, dopo il ricorso presentato dalla “Tomasino-Arcuri” sarebbe stata illegittimamente attribuita all’Associazione temporanea di imprese che faceva capo ai due imprenditori arrestati, attraverso un falso materiale compiuto sul modulo di offerta-gara con il concorso del personale del Consorzio e la compiacenza del presidente di gara. Secondo gli accertamenti tecnici svolti dal reparto di investigazioni scientifiche di Messina sulla documentazione della gara sequestrata nelle sede del Consorzio, Giovanni Giuseppe Tomasino avrebbe partecipato alle sedute della gara senza averne alcun titolo ma con l’autorizzazione di Antonino Cosimo D’Amico. Ed era Giuseppe Giovanni Tomasino a comunicare a Pietro Tomasino e Silvestre Arcuri le notizie riservate sulle offerte delle altre imprese, consentendo loro di alterare il contenuto della loro offerta e ottenendo una riconvocazione della commissione e l’aggiudicazione della gara alla loro Associazione temporanea di imprese danneggiando l’altra impresa che si era aggiudicata i lavori.

    (13 DICEMBRE 2002, ORE 100, aggiornato alle ore 12,20)






    --------------

    Nobis ardua

    Comandante Brunik

  2. #2
    Alessandra
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    Oddio credevo ci fosse un errore da qualche parte (!!!!!!), vedere brunik con la firma di Fecia a quest'ora di mattina mi ha messo il panico, adesso ti ci manca l'avatar di Pieffebi e siamo a posto

    (ahahahahahahahahah)


    Ora pro Nobis

    Addetta alla cucina,
    Alessandra

  3. #3
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    L'Opinione di Musotto (da www.provincia.palermo.it)

    "Oggi non è più necessario guardare la Provincia con la lente d'ingrandimento. È un dato di fatto che sostiene il nostro sforzo quotidiano. Le Amministrazioni non hanno l'auditel, non sono in condizione di misurare il proprio indice di gradimento. L'unica verifica che precede il giudizio sommo delle urne è il riscontro quotidiano che arriva dai comuni. Sono i sindaci i ricettori della realtà che noi contribuiamo a costruire. E oggi il responso è confortante, basato sulla consapevolezza di ciò che è stato fatto. Ed è assai stimolante che ci chiedano di continuare a fare: significa che il rapporto di fiducia con i cittadini del territorio è vivo e non si trincera dietro barriere ideologiche".
    L'entusiasmo di Francesco Musotto non è celato neanche dal pudore di dover parlare di qualcosa che ha, in maniera diretta, contribuito a determinare.
    "Perché non dovrei essere orgoglioso? Ciò che è stato realizzato nel corso di questo mandato - continua il presidente della Provincia regionale di Palermo - non appartiene al sottoscritto, è una partitura scritta a più mani ed eseguita da una grande orchestra. Io sono soltanto uno degli artefici del processo di sviluppo del territorio palermitano, nel rispetto del programma che nel 1998 ho presentato ai cittadini e per il quale ho ricevuto fiducia. C'è il mio impegno e il mio sudore assieme a quello di tanta gente che ha condiviso lo stesso progetto, dei tanti sindaci che hanno saputo utilizzarci quale strumento di crescita sociale, della Giunta di governo, ma anche del Consiglio provinciale che ha avuto un atteggiamento costruttivo al di fuori dello schema maggioranza-opposizione. Non c'è motivo di tacere, anzi è il momento di alzare il tono di voce, nell'interesse della collettività".

    Vobis Adua

    sub-comandante pcosta

  4. #4
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    Pare che uno dei consiglieri arrestati abbia falsificato un modulo per far vincere un appalto a un suo amico imprenditore.

    Questo "amico" è "vicino" a Provenzano, secondo quanto aveva dichiarato Giuffrè.

    Che io sappia c'è già qualcun altro che è stato condannato per fatture false ed è stato accusato da questo Giuffrè, che deve essere uno attendibile, di essere vicino alla mafia: Marcello Dell'Utri.

    Pare anche che questo Marcello Dell'Utri sia molto vicino a Berlusconi, e sia tanto potente da avere piazzato il suo uomo di fiducia Miccichè, un ex impiegato di banca, al posto di Viceministro del Tesoro.

    ... si sicuro ne vedremo delle belle!...

    Ecco il comunicato trasmesso da Reuters...

    ... buona lettura!...

    Venerdì 13 Dicembre 2002, 12:21


    Palermo: inchiesta appalto, arrestati 2 politici Cdu
    PALERMO (Reuters) - Due consiglieri provinciali di Palermo sono stati arrestati dai carabinieri con l'accusa di aver "truccato" l'appalto indetto dal Consorzio di bonifica Palermo 2 per conto dell'Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia.


    Lo ha riferito in un comunicato stampa il Comando provinciale dei carabinieri di Palermo.


    Quattro ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal gip di Palermo Marcello Viola su richiesta del pm Ambrogio Cartosio: oltre ai due politici, sono stati arrestati anche i due amministratori dell'impresa edile che si aggiudicò l'appalto lo scorso anno.


    Sono finiti in manette, accusati di turbativa d'asta, Antonino Cosimo D'Amico, 36 anni, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, e Giovanni Giuseppe Tomasino, 31 anni, attualmente consiglieri provinciali del Cdu.


    Le altre custodie cautelari riguardano Pietro Tomasino, 61 anni, all'epoca dei fatti amministratore dell'omonima impresa edile, capogruppo dell'A.T.I. "Tomasino-Arcuri", vincitrice della gara d'appalto, e Silvestre Arcuri, 42 anni, amministratore dell'omonima impresa edile associata a quella di Tomasino.


    L'appalto riguarda il ripristino e l'ammodernamento delle rete di irrigazione nel comprensorio Malvello Pizzillo in località di Monreale.


    Gli investigatori sostengono che la gara d'appalto, dapprima aggiudicata ad un'altra impresa, è stata illegalmente attribuita all'impresa "Tomasino-Arcuri", dopo che questa aveva presentato un ricorso, attraverso un falso materiale compiuto sul modulo di offerta-gara, con il concorso del personale del Consorzio di Bonifica Palermo 2 e la compiacenza dello stesso presidente della gara.


    D'Amico era all'epoca dei fatti presidente della Commissione di gara ed amministratore del Consorzio, mentre Giovanni Giuseppe Tomasino era un dipendente.


    Sul conto dell'amministratore edile Pietro Tomasino il collaboratore Giuffrè aveva dichiarato che è considerato un imprenditore "vicino a Provenzano", secondo quanto riferisce il nucleo operativo dei carabinieri di Palermo.




    --------------

    Nobis ardua

    Comandante Brunik

  5. #5
    decerebrato consapevole
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    Continua l'opera dei pentiti a libro paga di Fassino.


    MAFIA: GIUFFRE', ON. GIUDICE IN CONTATTO CON BOSS
    L' on. Gaspare Giudice, deputato di Forza Italia, avrebbe avuto
    contatti con i boss della cosca mafiosa di Villagrazia e Santa
    Maria del Gesu'. E' quanto emerge dalle dichiarazioni del
    pentito Antonino Giuffre' depositate oggi nel processo al
    deputato, accusato di concorso in associazione mafiosa.


    http://www.ansa.it/regionali/sicilia...6_1068905.html
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  6. #6
    decerebrato consapevole
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    Giuffrè: "Calvi ospite di Cosa Nostra in Sardegna"

    PALERMO - Il boss Pippo Calò, cassiere di Cosa nostra, avrebbe investito il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti, in Sardegna e in Toscana. Lo rivela il pentito Antonino Giuffrè, nell'interrogatorio dell' 11 novembre scorso, depositato nel processo al deputato Gaspare Giudice, accusato di associazione mafiosa. Il boss, secondo il pentito, avrebbe investito il denaro acquistando immobili grazie all'appoggio di Franco Battaglia, originario di Caccamo, con interessi professionali in Sardegna. Giuffrè ed i pm non spiegano chi è questa persona. In Toscana, aggiunge il collaboratore, Lorenzo Di Gesù, uomo d'onore di Caccamo, deceduto, ha invece acquistato, sempre con i soldi della droga, appezzamenti di terreno, cascine e ville a Monte San Savio. «Venivano investiti i soldi della droga - dice Giuffrè - e nello stesso tempo si acquistavano immobili in luoghi dove restare tranquilli, anche per coloro che avevano bisogno di stare lontani dalla Sicilia. In uno dei posti in cui Cosa nostra ha costruito in Sardegna, per un periodo di tempo ha trovato ospitalità il famoso Calvi dell'Ambrosiano».

    Il collaboratore di giustizia si sofferma sul traffico di stupefacenti gestito da Calò e da Di Gesù e sulle raffinerie che erano state realizzate proprio a Caccamo. Di questi affari,sottolinea il pentito, era a conoscenza l'imprenditore Giuseppe Panzeca, nipote di Di Gesù, coimputato di Gaspare Giudice nel processo che si svolge a Palermo. «Panzeca - aggiunge Giuffrè - durante la mia latitanza a Palermo mi ha messo a disposizione un ufficio in via Catania, ed ogni tanto andavo anche in via Isidoro La Lumia (accanto al teatro Politeama ndr), nei pressi della casa di Panzeca ed in una circostanza mi hanno affittato una casa in centro a Palermo,in via Mazzini ed il contratto di questo appartamento è stato intestato a Barbagallo» (oggi collaboratore di giustizia ndr). L'ex capomafia di Caccamo parla dei rapporti fra Panzeca e l'amministrazione comunale del suo paese, sottolineando anche che l'imprenditore «aveva nelle mani» l' ex presidente della Regione, Vincenzo Leanza, alcuni dipenendi comunali e i sindaci Di Lucia e Nicola Di Casio.

    «Salvatore Catanese entra nella Usl di Termini Imerese grazie a noi, che gli salviamo le spalle e dirige per molti anni l' ospedale e noi gli abbiamo risolto moltissimi problemi», dice inoltre Giuffrè nell'interrogatorio depositato nel processo al deputato Gaspare Giudice, accusato di associazione mafiosa. Catanese è un imprenditore di Caccamo, coimputato di Giudice, accusato dal pentito di essere in società con l'ex capomafia del suo paese, Francesco Intile e di aver ricoperto l' incarico di presidente della Usl di Termini per volere dei boss. Giuffrè ricorda che per le forniture ospedaliere Catanese «chiedeva il benestare ai mafiosi» prima di prendere qualsiasi decisione. «I vari fornitori della Usl - si legge nel verbale di interrogatorio di Giuffrè - pagavano qualcosa ai diversi amministratori, una parte di queste tangenti andava anche a Intile».

    Il pentito affronta poi il collegamento mafia e politica e dice: «In una o due legislature catanese venne eletto al consiglio provinciale di Palermo ed anche in questo caso ha avuto il nostro star bene e, in particolare, quello di Ciccio Intile. Lui passava a me e a Provenzano l'elenco delle opere pubbliche più importanti del periodo (fine anni Ottanta) e sceglievamo quelle più importanti e Provenzano si muoveva per farle finanziare. Catanese era democristiano, della corrente di Lima, ma noi non lo utilizzavamo per arrivare all' onorevole, perchè avevamo persone più importanti per fare questo, vedi Mario D' Aquisto». Il pm Gaetano Paci che lo ha interrogato l' 11 novembre scorso gli chiede notizie di un probabile rapporto fra Catanese e l' ex procuratore della Repubblica di Termini Imerese, Giuseppe Prinzivalli. «Non lo so direttamente - risponde Giuffrè - ma si diceva in Cosa nostra che avessero contatti per questioni relative alla massoneria, ma non so di fatti specifici».


    il link
    "Preoccuparsi e' inutile. Infatti se esiste una soluzione al problema non ha senso preoccuparsi. E se la soluzione non esiste allora perche' preoccuparsi?" - Ignoto.

  7. #7
    memoria storica di PoL
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    Predefinito a proposito di... 'servizi di bordo'...

    originally posted by Alessandra:

    ... oddio credevo ci fosse un errore da qualche parte [!!!!!!], vedere Brunik con la firma di Fecia a quest'ora di mattina mi ha messo il panico, adesso ti ci manca l'avatar di Pieffebi e siamo a posto...

    ahahahahahahahahahaaaaa!!!...


    Ora pro Nobis

    Addetta alla cucina, Alessandra


    carissima Alessandra
    sono sicuro che il pluridecorato Comandante CC Carlo Fecia di Cossato non avrebbe desiderato di meglio che avere per sè e per l'equipaggio del suo sommergibile, il Tazzoli, una 'pluridecorata' della cucina toscana quale sicuramente tu sei...

    Brunik dal canto suo non se la deve prendere a male, giacchè il pluridecorato Comandante avrebbe trovato anche per lui un... ehm... impiego a bordo []... quale?... nel gergo marinaro si chiamava [non sono sicuro esista ancora, nel caso potrei informarmi...] servizio della botte []... in che cosa consisteva?... beh, diciamo così, è risaputo che i marinai spesso passano lunghi periodi lontani dai porti e dalle donne... quindi [ ]...

    cordialissimi saluti a tutti!...


    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  8. #8
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    si sono dimenticati di depenalizzare la turbativa d'asta!! capìta.
    la prossima legge anche questo "reato" sarà depenalizzato.

 

 

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