Interessante questo articolo che ci illustra bene la tecnica legislativa degli Uomini del Fare, ci dice chi comanda, come comanda, cosa comanda.
Buona lettura e buon divertimento.
La Sicilia, 18.12.02
Il chiarimento. Grillotti: «S'è trattato di un errore materiale». L'Udc: «E' stata premiata la nostra posizione di fermezza»
ROMA. Una giornata di colpi di scena dopo la beffa del superemendamento governativo sul debito fiscale delle aree colpite dal terremoto di Santa Lucia del dicembre 1990. Alla fine il chiarimento: è stata una tempesta in un bicchiere d'acqua, il relatore ha ammesso che nel testo inviato in aula c'è stato un errore. «Chiarisco - ha precisato l'on. Lamberto Grillotti con una nota ufficiale - che al comma 17 del maxiemendamento, relativo al sisma del '90 a Catania, Ragusa e Siracusa, l'ammontare del tributo dovuto non era 'diminuito del 10%', ma 'ridotto al 10'».
Riassumiamo la vicenda. A 12 anni di distanza dal sisma del '90, si rendeva necessaria una sanatoria anche perché la stessa area era stata colpita da nuovi disastri naturali. Dietro richiesta delle deputazioni locali si fa l'ipotesi di far pagare solo il 10% del debito. Il ministro Tremonti, fa sapere che tutto è a posto. Poi arriva il maxiemendamento e si apprende che i contribuenti della Sicilia Orientale dovranno pagare entro il 26 marzo il 90%. La notizia sconvolge la Sicilia e provoca dure reazioni in Parlamento nella stessa maggioranza.
Nella stessa giornata di ieri, i senatori dell'Udc presentano dei subemendamenti al testo governativo e il capogruppo al Senato, Francesco D'Onofrio, dichiara al nostro giornale che in caso di approvazione del testo originale, l'Udc e buona parte della maggioranza non voterà la Finanziaria.
In campo per modificare il testo scendono anche i senatori Centaro, Minardo, Ziccone, Sodano e Firrarello. Mentre dalla Sicilia il segreteario regionale dell'Udc, Raffaele Lombardo, invita il partito alle barricate.
Il senatore D'Onofrio ci dice che non è una presa di posizione politica, ma un atto coerente e in attesa di un incontro con il ministro Tremonti che si è detto disponibile.
Nella giornata di ieri i senatori siciliani che hano firmato i subemendamenti si incontrano e precisano le esigenze irrinunciabili. La sanatoria non deve limitarsi alle imprese ma interessare tutti i contribuenti; la sanatoria non deve riguardare ciò che è stato pagato, ma il residuo. Inoltre, gli emendamenti non esauriscono il problema di interventi immediati per le imprese da approvare con urgenza, anche se non in Finanziaria.
Nella lunga seduta a Palazzo Madama accade però un fatto nuovo. Il relatore comunica in aula che la bozza del superemendamento governativo contiene un errore materiale. La sanatoria non si limita al 10 per cento della somma dovuta. Prevede il 90 per cento, quindi si dovrà pagare solo il 10 per cento. Insomma, si torna alla proposta dei parlamentari siciliani.
L'Udc, per bocca dell'on. Raffaele Lombardo esprime «piena soddisfazione per un risultato che è frutto della posizione ferma assunta dal partito». Ma per Fi s'è trattato di una tempesta in un bicchier d'acqua. «Era un errore evidente», spiega il viceministro all'Economia Miccichè. E il senatore Firrarello aggiunge che ha avuto la meglio la diplomazia sotterranea dei senatori siciliani di Fi. Il ministro Prestigiacomo, dal canto suo, «ha espresso soddisfazione per la nuova lettura del maxiemenedamento alla Finanziaria».
Il senatore D'Onofrio in serata rassicura. Il colloquio con Tremonti non sarà necessario, tuttavia si è detto convinto che la fermezza del suo gruppo abbia giovato a risolvere l'equivoco ed anche il grosso problema che si era presentato per la Sicilia Orientale.
Intanto, però, sono state approvate altre sanatorie nella Finanziaria. Con il «concordato», imprese e professionisti con fatturato fino a 5,16 milioni di euro potranno procedere ad «autoliquidazione».
Le imprese potranno sanare anche le scritture contabili per le dichiarazioni integrative.
Con la proroga dello «scudo fiscale», le società potranno sanare gli illeciti valutari (esportazione di capitali all'estero), con il pagamento del 25 per cento del valore delle attività che emergeranno.
Paolo R. Andreoli
si preannuncia un'altra tempesta in un bicchier d'acqua.con il pagamento del 25 per cento del valore delle attività che emergeranno.




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