Stella polare delle riforme deve essere art.5 della Costituzione»
Ciampi: «Repubblica una e indivisibile»
«La strada del dialogo è la sola percorribile.
ROMA - «La modifica della forma dello Stato in senso federalista deve tenere conto di ciò che si progetta in ambito europeo ed anche delle esigenze di tutti gli enti locali: Regioni, Province, città metropolitane e Comuni. Stella polare di ogni riforma deve essere l'articolo 5 della Costituzione, che vuole la Repubblica una e indivisibile», ha detto il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi nel discorso al Quirinale. E sulle riforme, Ciampi ha espresso le sue contrarietà a quelle fatte a «colpi di maggioranza»: «La Costituzione non si presta ad essere riformata pezzo a pezzo ad ogni cambio di maggioranza - ha detto -, pena la coerenza e la stabilità delle istituzioni». «La strada del dialogo - ha aggiunto - è la sola percorribile in direzione di una visione di largo respiro dei problemi istituzionali che eviti modifiche parcellari difficilmente iscrivibili in un disegno organico».



Carlo Azeglio Ciampi (Ap photo)
CLEMENZA - Carlo Azeglio Ciampi ha anche sottolineato l'esigenza di un provvedimento di clemenza per ridurre il sovraffollamento delle carceri. Il Capo dello Stato, alla cerimonia per gli auguri alle alte magistrature, presenti i presidenti delle Camere e il presidente del Consiglio Berlusconi, ha ricordato il piano del governo recentemente approvato dal Parlamento per la ristrutturazione degli istituti carcerari esistenti e per la costruzione di nuovi istituti. «La realizzazione del piano - ha aggiunto - costituirà un notevole passo avanti verso la soluzione dei problemi di sovraffollamento e di conseguente carenza di spazi di lavoro e di rieducazione, che gravano severamente su gran parte del nostro sistema carcerario. Ma ci vorrà del tempo per avere risultati rilevanti e incisivi».

SULLA FIAT - Ciampi si è anche soffermato sulla crisi che ha travolto la Fiat: «La cultura del lavoro, le capacità tecnologiche ed imprenditoriali che hanno fatto la grandezza di Torino e di tutta la nostra industria, danno fiducia che la crisi sarà superata e che non vedremo il tramonto di marche italiane famose nel mondo», ha detto il presidente. «Qualunque progetto di risanamento - ha aggiunto - richiede il dialogo e la collaborazione tra le parti sociali e deve tenere sempre presente l'obiettivo della salvaguardia dell'occupazione. Il che presuppone, nell'interesse di tutti, scelte economicamente valide».
18 dicembre 2002